Anche i ricchi piangono!

Anche i ricchi piangono!

La tempesta perfetta non risparmia neanche i ricchi e il pessimo bimestre gennaio-febbraio di questo 2016, cifre esatte non ne sono disponibili, ha certamente eroso anche i patrimoni multimiliardari dei ricchi del pianeta, anche perché al declino brusco delle borse dopo un soddisfacente 2015 si è accompagnato il netto calo delle materie prime, petrolio e gas in primis, e qualche piccola soddisfazione l’ha data solo il metallo aureo, quello che John Maynard Keynes chiamava il relitto barbarico.

L’avversione al rischio che è derivata da queste repentine flessioni dei prezzi di azioni, obbligazioni e materie prime ha determinato una corsa dissennata verso i porti sicuri dei titoli di stato di paesi quali la Germania e altri paesi virtuosi portando i rendimenti interni di questi investimenti a livelli prossimi allo zero per le scadenze decennali e oramai a livelli negativi per le scadenze triennali, fenomeno che ora si è esteso anche ai titoli nostrani, ma, è questa la
consolazione dei paperoni, almeno il capitale è al sicuro!

Per chi vive di salario e di pensione, o a volte neanche di quelli, queste possono sembrare preoccupazioni da poco, ma per quelli ossessionati dalla loro posizione relativa nella graduatoria di Forbes si tratta di patemi rilevanti e sicuramente i ben remunerati consulenti di cui si avvalgono stanno indicando loro alternative per recuperare il terreno perduto, strategie che spesso si rivelano peggiori del male.

Un ulteriore sintomo che le cose non vanno proprio come nel migliore dei mondi possibili è dato dal sensibile calo dei bonus sulla principale piazza finanziaria del pianeta, quella di New York, dove, secondo i dati analitici forniti dal New York State Comptroller, le elargizioni variabili sono calate nel 2015 del 9 per cento rispetto agli importi elargiti nel 2014, portandosi a poco più di 146 mila dollari in media.

Per la mia esperienza diretta nell’industria finanziaria, vi invito a non considerare quella cifra media, in quanto le differenze di importo tra le posizioni apicali o altamente specialistiche e quelle normali sono grandissime e si passa dai molti milioni di dollari per queste posizioni e le poche migliaia per i tanti che sono collocati alla base della piramide!

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