Usa. Primarie presidenziali in New Hampshire. Democratici: schiacciante vittoria del socialdemocratico Sanders sulla Clinton

Usa. Primarie presidenziali in New Hampshire. Democratici: schiacciante vittoria del socialdemocratico Sanders sulla Clinton

Gli elettori del New Hampshire hanno congegnato un severo schiaffone all’establishment democratico, martedì sera ora americana, regalando a Bernie Sanders una clamorosa e netta vittoria contro Hillary Clinton. Dopo il pareggio dell’Iowa, il 60 a 38 per Sanders non ammette repliche, e neppure questa volta i sondaggisti sono riusciti a capire e intercettare l’ondata di empatia collettiva che l’anziano senatore del Vermont riesce a catturare nel popolo democratico, soprattutto tra le nuove generazioni. A giugno del 2015, i sondaggi per il New Hampshire davano nettamente in testa la Clinton, di quasi trenta punti. A mano a mano che la campagna elettorale si è avvicinata al momento del voto, la differenza si è sgretolata, fino a convincere gli istituti demoscopici del balzo in avanti di Sanders. Tuttavia, gli ultimi sondaggi davano in testa il senatore di una decina di punti. Certo, tutti erano convinti del superamento del 50%, ma nessuno avrebbe scommesso il classico cent sul fatto che Sanders riuscisse a distanziare la Clinton di 22 punti.

“Insieme abbiamo mandato un messaggio che risuonerà da Wall Street a Washington… il governo appartiene a tutto il popolo”, ha commentato Sanders tra gli applausi dei sostenitori, sempre più numerosi. Tuttavia, ha lanciato l’allarme sulle mattonate che riceverà quando la campagna elettorale si muoverà verso i grandi stati: “contro di me lanceranno qualunque cosa, tranne il lavello della cucina, ed ho la sensazione che lo faranno molto presto”, ha detto. Uno degli applausi più fragorosi della nottata, Sanders lo ha ricevuto quando ha detto: “ma ci vedremo alla Casa Bianca”. Perfino la politica estera è tornata al centro del dibattito politico, suscitata dalla schiacciante vittoria di Sanders, dopo un periodo di relativa assenza nel corso della campagna elettorale. “Da presidente difenderò questa nazione”, ha detto Sanders, “e lo farò con senso di responsabilità. Non possiamo più essere, e non vogliamo più essere, i gendarmi del mondo”. Ed ha concluso: “Grazie New Hampshire. Ora si va in Nevada, in Carolina del sud e oltre”.

Perfino Donald Trump, che è risultato vincitore nelle Primarie dei Repubblicani col 34% dei voti, ha volute complimentarsi con Sanders: “dobbiamo congratularci con lui, e può anche non piacerci, ma, gente, lui vorrebbe tradire il nostro paese. E non permetteremo che accada”.

Hillary Clinton, con accanto marito e figlia, visibilmente scossa e delusa per il risultato ha comunque voluto salutare I suoi sostenitori alla Southern New Hampshire University, a Hooksett. Hillary Clinton ha detto ai suoi: “so di avere tanto lavoro da fare”. Ha detto di aver telefonato a Sanders per congratularsi con lui, accettando la sconfitta. Poi ha terminato con una battuta sui sostenitori di Sanders: “anche se non mi sostengono ora, io li sosterrò”. Clinton però non dimentica che qui si affermò nel 2008 contro Barack Obama puntando sullo slogan vincente della “prima donna alla Casa Bianca”. Ma questa volta, i democratici del New Hampshire non le hanno creduto, e hanno invece optato per il candidato apertamente socialdemocratico. Per i Clinton è suonato il campanello d’allarme, forte e chiaro. Un campanello che avrà una eco fortissima anche nell’establishment democratico a Washington, e probabilmente anche alla Casa Bianca. Il miracolo di cui esplicitamente la Clinton ha parlato con i giornalisti durante lo spoglio, non c’è stato in New Hampshire, e probabilmente non ci sarà nel resto del paese, se questa tendenza favorevole a Sanders dovesse proseguire.

Il consigliere capo di Sanders, Ted Devine, ha spiegato al Guardian di essere molto fiducioso dopo questa vittoria. Soprattutto per i prossimi appuntamenti elettorali. In Nevada, ha detto Devine, Sanders si è già assicurato il sostegno dei sindacati, e non è di scarsa importanza questo endorsement. “La gente ha bisogno di capirci qualcosa”, ha proseguito Devine, “abbiamo fatto la migliore campagna elettorale, quella finanziata meglio, abbiamo più gente attorno. Stiamo dimostrando una netta superiorità anche quando si va in televisione in tutto il paese. Cerchiamo di reimpiegare le centinaia di persone che hanno lavorato con noi in Iowa e in New Hampshire. Siamo felici di poter competere con loro, sia sull’etere che nelle assemblee”.

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