Unioni civili. Scaramucce incivili al Senato. Accuse e controaccuse di voler affossare il ddl. Intanto, i cattodem preparano le trappole

Unioni civili. Scaramucce incivili al Senato. Accuse e controaccuse di voler affossare il ddl. Intanto, i cattodem preparano le trappole

Il ddl Cirinnà sulle unioni civili, che mercoledì ha superato il primo scoglio in Senato con la bocciatura del disperato tentativo della coppia Quagliariello-Calderoli di farlo tornare in Commissione, ha vissuto una giornata molto tormentata e movimentata, fatta soprattutto di schermaglie procedurali. La tensione in Aula è salita a causa dei tempi d’esame degli emendamenti decisi dalla presidenza sul provvedimento.

La caciara delle opposizioni sulla procedura

In mattinata si è registrata la rivolta delle opposizioni sulla proposta di procedere all’illustrazione degli emendamenti non articolo per articolo ma tutti insieme su tutto il provvedimento, che, secondo alcuni senatori, non trova riscontro nel regolamento. È a questo punto che ha avuto inizio il solito balletto di accuse, repliche, controaccuse e controrepliche, da parte dei senatori di minoranza e quelli del Pd, rappresentati dall’autorevole intervento del capogruppo Zanda. I senatori Caliendo, e Nitto Palma per Forza Italia, Bonfrisco per Conservatori e Riformisti, Castaldi di M5S e Formigoni per Ap hanno dato vita alla bagarre, accusando il Partito democratico di voler perdere tempo in attesa di regolare i conti al proprio interno. In particolare, il senatore grillino ha esplicitamente accusato il Pd di “voler affossare la legge sulle unioni civili”.

La replica di Zanda che parla di clima mutato in Aula

La replica del presidente del Gruppo Pd, Luigi Zanda, non si è fatta attendere e ha rispedito al mittente le accuse di temporeggiamento, o di affossamento del ddl Cirinnà. Zanda ha detto che “Questi sono atteggiamenti ostruzionistici. Noi vogliamo la legge, se pensate di tenerci qui mesi a discutere sbagliate”. Ed ha proseguito: “questo non è il clima su cui ci siamo impegnati tutti”. Ecco, il clima politico su un tema delicato e sensibile come quello delle unioni civili, che incide nella vita di migliaia di adulti e di bambini, forse dovrebbe essere ispirato a maggiore senso di responsabilità, lasciando da parte insulti e scaramucce procedurali. Invece, il dibattito cui abbiamo assistito nella mattinata di giovedì non è stato affatto edificante, e neppure lo sono stati alcuni degli episodi accaduti. In un empito di verità, è lo stesso Zanda a rivelare come stanno davvero le cose: “È talmente evidente che c’è un pezzo del Senato che non vuole il ddl sulle unioni civili e sta facendo tutto quello che può perché il non venga approvato. Il Pd, invece, vuole la legge. Dopo 9 mesi di ostruzionismo in Commissione – ha aggiunto Zanda – abbiamo il dovere di regolare il dibattito. Ieri la Conferenza dei Capigruppo sull’organizzazione dei lavori è stata unanime. Il presidente Grasso ha proposto che nella giornata di oggi fossero illustrati gli emendamenti su tutto il provvedimento e nessuno ha fiatato, nessuno dei capigruppo ha obiettato. Questo è stato deciso”. Perciò, stando a quanto detto da Zanda, i senatori della minoranza hanno fatto il gioco delle tre carte.

Romani (Forza Italia): “Zanda si è svegliato male”. Centinaio (Lega): “pronto a ritirare i 4500 emendamenti”

A Zanda hanno replicato prima il capogruppo di Forza Italia, Paolo Romani, e poi quello della Lega, Centinaio. Secondo Romani, “Zanda forse oggi si è svegliato male, inutile che ci voglia provocare, non c’è nessuna volontà ostruzionistica ma vogliamo solo dibattere un tema che è controverso nel Paese e quindi anche al Senato. Nessuno vuole fare ostruzionismo – garantisce Romani – andiamo avanti ma in una maniera virtuosa, presidente Zanda non provochi l’assemblea è inutile, si parli oggi solo dell’illustrazione degli emendamenti all’articolo 1». Per il capogruppo della Lega, Gian Marco Centinaio, “Tutti hanno riconosciuto che nessuno vuole fare ostruzionismo, siete voi del Pd a non rispettare i patti. Io ritiro 4.500 emendamenti adesso, vengo giù e li ritiro subito, e voi chiamate Marcucci che ritira il suo emendamento: rispettate il patto tra gentiluomini e in 24 ore vi approvate la legge. Il problema è che voi non sapete dove andare, tutte le volte alzate l’asticella. Voi siete quelli che state facendo ostruzionismo”. Insomma, come si evince, il dibattito è solo procedurale, rispetto ad una legge che merita ben altre riflessioni.

La decisione tranchant della presidente Fedeli

Forse la presidenza del Senato, guidata dalla senatrice Dem Valeria Fedeli, avrebbe potuto intervenire per tempo, ribadendo la decisione assunta all’unanimità nella Conferenza dei capigruppo, mettendo fine a un’ora di inutili diatribe. La presidente Fedeli infatti ha confermato che “La presidenza si conforma alle decisioni assunte dalla conferenza dei capigruppo di ieri e confermate dalle parole del presidente Grasso ieri in Aula”. Ovvero, “la seduta di oggi sarà dedicata all’illustrazione degli emendamenti al ddl unioni civili, quindi al complesso degli emendamenti, per cui adesso si illustrano gli emendamenti all’articolo 1, poi si va avanti con l’articolo 2, e quindi con i successivi”. Il capogruppo di Forza Italia ha replicato alla presidente Fedeli parlando di “un malinteso”, a proposito della decisione della Conferenza dei capigruppo, ma non ha sortito effetti. Il Senato ha preso atto dell’agenda dei lavori così come stabilito dalla Presidenza. Ora, presentati i pacchetti di emendamenti, si potrà procedere, finalmente al voto sul ddl, previsto a partire da martedì prossimo.

Sul piano politico i cattodem oltranzisti preparano le trappole vere

Sul piano più squisitamente politico, si registra una riunione a pranzo dei senatori cattolici del Pd ostili al ddl Cirinnà, o almeno a parti rilevanti di esso. Il cosiddetto ‘canguro’ messo a punto dal senatore Marcucci, il nodo della stepchild adoption e quello della libertà di coscienza: sono stati questi alcuni dei temi oggetto dell’ala cattolica oltranzista del Pd. Al tavolo del ristorante del Senato vi erano alcuni dei componenti più ‘battaglieri’ contro il ddl Cirinnà: da Stefano Lepri a Rosa Maria Di Giorgi. E, con loro, il ‘pontiere’ Giorgio Tonini al quale il gruppo contrario al punto dell’adozione ha spiegato la propria posizione anche alla luce dell’incombente emendamento premissivo Pd. Il ‘canguro’, infatti, “crea non poche difficoltà”, afferma Di Giorgi al termine del pranzo riassumendo così anche l’auspicio che, in queste ore, prevale nell’ala cattolica Dem: quella del ritiro del ‘canguro’ contestualmente al taglio del 90% degli emendamenti della Lega. E, non a caso e sempre nel ristorante del Senato, si registra un colloquio tra Lepri e il leghista Stefano Candiani. Ma è difficile che la moral suasion Cattodem abbia effetto: il patto tra Pd e Lega, a meno di colpi di scena, sembra definitivamente franato. Perciò, i cattolici oltranzisti, ormai, si dicono pronti allo strappo sul provvedimento.

Il M5S conferma di aver mollato la stepchild adoption

A sua volta, con una dichiarazione di Carla Ruocco, anche il Movimento 5 Stelle si arrende e tira i remi in barca sulla stepchild adoption. La Ruocco è sibillina: “Voteremo il testo anche senza le adozioni, la stepchild adoption è un tema molto delicato. Abbiamo dato libertà di coscienza – ha aggiunto Ruocco – per rispettare tutte le sensibilità presenti nel Movimento”. È giunta l’ennesima telefonata dalla Casaleggio e Associati? È l’effetto di un nuovo sondaggio? È il timore di perdere altri voti a destra? Resta in modo incontrovertibile la figuraccia politica del Movimento grillino, che all’inizio aveva urlato di voler votare il ddl Cirinnà senza altre correzioni, con dentro la stepchild adoption, ed ora si rimangia quella minaccia e ne accetta la cancellazione.

L’episodio omofobo di cui è stato protagonista Giovanardi

Intanto, ad assistere al dibattito in Senato, nella zona riservata al pubblico, due uomini si baciano e i commessi “pronti intervengono per allontanarli”. A denunciare l’episodio è il senatore di “Idea” Carlo Giovanardi che durante il suo intervento in Aula sull’ articolo 1 del provvedimento ringrazia i commessi per “aver interrotto questo tipo di manifestazione davvero poco decorosa per lo stesso Senato”. “Ogni volta che guardavo verso la Tribuna – racconta Giovanardi ai cronisti che gli chiedono spiegazioni in sala stampa – sempre lo stesso ragazzo, suppongo della Lgbt, mi guardava e mi mostrava una collana che aveva al collo o mi faceva le linguacce. Alla fine un altro uomo che gli stava vicino gli ha buttato le braccia al collo e si sono baciati. A quel punto i commessi sono intervenuti e di questo li ringrazio”.

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