Unioni civili. Il Senato vota. I senatori della Sinistra non voteranno un testo monco. Il Pd cede alla destra sulla maternità surrogata

Unioni civili. Il Senato vota. I senatori della Sinistra non voteranno un testo monco. Il Pd cede alla destra sulla maternità surrogata

Il disegno di legge sulle unioni civili giunge finalmente alla fase del voto in Senato. L’incertezza è massima e nessuno può prevedere cosa accadrà, al termine di un dibattito, spesso surreale, in cui le posizioni si sono cristallizzate e radicalizzate. A tal punto che una trentina di senatori della Sinistra hanno annunciato in modo esplicito che non voteranno il ddl se dovesse essere stravolto nelle sue linee essenziali. In realtà, il ddl Cirinnà è già il risultato di lunghissime mediazioni e forzature, e vederlo ancora più rinsecchito dall’avanzata, nel voto segreto, dell’oltranzismo di certi cattolici significherebbe stravolgerlo, e perdere di vista un risultato di civiltà storico per l’Italia. Naturalmente, una volta che le mediazione ha tolto di mezzo ogni forma di equiparazione dell’unione civile col matrimonio, la sostanza riguarda la cosiddetta stepchild adoption, ovvero la possibilità concessa ad uno dei partner di adottare il figlio biologico dell’altro partner. Si tratta di una pratica già presente fin dal 1983 nel nostro ordinamento, che andrebbe estesa alle coppie omosessuali. Altrimenti, come giustamente avverte Melita Cavallo, ex presidente del Tribunale dei minori di Milano, si incorre in un vizio di incostituzionalità per palese discriminazione di genere sessuale. Invece, il surreale dibattito sulla legittimità della stepchild adoption ha preso la piega voluta dagli oltranzisti, e sostenuta dalla destra di Alfano e di Forza Italia, con l’aggiunta dei senatori leghisti, ovvero quella della negazione della cosiddetta maternità surrogata. Su questo tema, è intervenuta Anna Finocchiaro, presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato, invocando addirittura una “messa al bando universale della maternità surrogata”. Insomma, il cedimento culturale del Partito democratico alle tesi dell’oltranzismo cattolico è palese, pur mantenendo in larga maggioranza la volontà di votare il ddl Cirinnà.

Lo stesso Matteo Renzi spinge sull’approvazione del ddl, anche se sul nodo della stepchild adoption lascia la parola al Senato. Le tensioni rimangono tutte sul tavolo con i cattoDem che in Aula hanno chiesto di togliere proprio la stepchild adoption, con Ncd pronto a chiedere il maggior numero di voti segreti, e con l’incognita dei 5.000 emendamenti della Lega che non sono stati ancora ritirati. Nella consueta enews agli iscritti del Pd, Renzi ha espresso compiacimento per il fatto che il Senato inizi a votare: “è finita la stagione in cui nascondersi, i diritti (e i doveri) sono tali solo se sono per tutti. È un passo in avanti”. Tuttavia il premier ammette che “rimangono aperti alcuni punti su cui si confronterà il Parlamento, a partire dalla stepchild adoption”. “Non è il punto principale di questa legge”, osserva Renzi, ma “credo giusto che il Parlamento si pronunci anche su questo”. Renzi è consapevole che il tema divide il Parlamento e anche il Pd: nel corso del dibattito in aula diversi senatori CattoDem, come Giorgio Santini o Stefano Lepri, hanno espresso dure critiche. Il primo ha chiesto lo stralcio per poi esaminare tutto il tema delle adozioni in una legge a parte; il secondo ha rilanciato l’affido rafforzato. Per non parlare di Ap che da giorni chiede lo stralcio. La critica alla stepchild adoption è appunto che essa apre di fatto all’utero in affitto, seppur praticato all’estero. Il capogruppo Ncd Renato Schifani, ha resistito alle richieste del suo collega del Pd Luigi Zanda di non chiedere i voti segreti su molti emendamenti. Mentre i senatori di “Idea” hanno presentato un emendamento, letto da alcuni parlamentari della maggioranza come una provocazione, che prevede di considerare in Italia privi di genitori legali i bambini nati da maternità surrogata. E si svolgerà probabilmente a scrutinio segreto il primo voto. Sarà sulla richiesta di non passaggio agli articoli (con conseguente stop dell’esame del provvedimento) avanzata da Gaetano Quagliariello, per la quale 70 senatori hanno chiesto lo scrutinio segreto. Il presidente Pietro Grasso deciderà se accogliere tale richiesta, che si basa su due precedenti. E già tale decisione sarà oggetto di polemica, qualunque essa sia. Altra grana sono i 5.000 emendamenti della Lega. La scorsa settimana il Carroccio si era impegnato a ritirarne il 90% in cambio del ritiro da parte del Pd di un emendamento “super-canguro” (che fa cioè decadere centinaia di altri emendamenti) di Andrea Marcucci. Ma Pd e Lega non hanno raggiunto l’accordo perché tra gli emendamenti che il Carroccio vuole mantenere ve ne sono alcuni che sono a loro volta “canguri”. Prima del voto è comunque previsto un incontro tra Lega e Pd e poi, alle 13, Assemblea del gruppo del Pd, e nel pomeriggio si passerà al voto sugli articoli del provvedimento di legge.

Intanto non si placa la polemica sulla decisione di Beppe Grillo di lasciare libertà di coscienza ai senatori M5S proprio sulla stepchild adoption. Qualche relativa certezza è pervenuta da Paola Taverna:  “Sulle unioni civili non c’è nessun tentennamento: io e buona parte del gruppo parlamentare del M5S voteremo il ddl Cirinnà con le unioni e la stepchild adoption. Quello che viene visto come un cambio di rotta è solo il rispetto della libertà di coscienza di ciascun parlamentare su una norma che pone quesiti etici importanti”.

Sul piano politico generale, si distingue nettamente la sfida lanciata da Maurizio Sacconi. Nel suo intervento il senatore di Area popolare, ha ricordato “il pericolo di un incrocio tra l’esame referendario della riforma costituzionale e la lacerazione della nazione indotta dalla eventuale approvazione del ddl Cirinnà”. La minaccia di Sacconi alla maggioranza di governo è di quelle pesanti: “La malaugurata approvazione di questa legge metterebbe infatti in discussione gli stessi principi sui quali la nostra nazione si è costituita, offendendo così la Costituzione materiale, e si porrebbe in aperta contraddizione con numerosi articoli della Carta. Sarebbe ben difficile tenere separate le questioni”. La posizione di Sacconi è stata ribadita da Fabrizio Cicchitto: “Condivido ciò che ha detto la sen.Finocchiaro sulla maternità surrogata mettendo in evidenza la forzatura fatta da chi oggi enfatizza il tema collegandolo alle unioni civili mentre finora ha taciuto di fronte al fatto che essa è praticata da coppie eterosessuali. La sen. Finocchiaro ha giustamente messo in evidenza che la tematica delle adozioni ha per obiettivo fondamentale la tutela del bambino e ha avanzato proposte riguardanti sia la messa al bando a livello internazionale dell’utero in affitto, sia una revisione della legge sulle adozioni. Ciò però mi spinge a rilevare – sottolinea – che sarebbe stato più saggio scindere le due questioni e cioè votare oggi le unioni civili e sistemare la tematica delle adozioni collegate ad esse nell’ambito di una riscrittura della legge sulle adozioni. In effetti trovo in entrambe le posizioni contrapposte una mancanza di equilibrio e di capacità di mediazione”.

È evidente che con queste motivazioni del tutto pretestuose, la destra si infila nelle contraddizioni apertesi nel Partito democratico, prima sfruttando e strumentalizzando alcune dichiarazioni del presidente dell’Istituto Gramsci, Giuseppe Vacca, contrario anch’egli alla maternità surrogata, e poi la mozione di Anna Finocchiaro sulla messa al bando universale. Eppure, la stessa Melita Cavallo avverte che in molti Paesi civili, come ad esempio in Canada, la maternità surrogata funziona benissimo ed è perfettamente e rigorosamente regolata. Perché in Italia non dovrebbe esserlo? E in ogni caso, nel ddl Cirinnà è prevista la stepchild adoption. Ogni riferimento alla maternità surrogata è un cedimento alla tattica degli oltranzisti.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.