Unioni civili. Il ddl Cirinnà approda finalmente al Senato. Già frutto di compromessi va votato così com’è

Unioni civili. Il ddl Cirinnà approda finalmente al Senato. Già frutto di compromessi va votato così com’è

Siamo fanalino di coda in Europa, dove la direzione intrapresa è quella di consentire i matrimoni egualitari e le adozioni. Siamo gli unici a non avere una legislazione moderna sulle unioni civili che permetta a due persone che si amano, anche se dello stesso sesso, di vedersi riconoscere diritti reciproci. Anche recentemente la CEDU (Corte Europea dei Diritti Umani) ha condannato l’Italia per aver violato il diritto al rispetto della vita privata e familiare di tre coppie omosessuali (articolo 8 della Convenzione europea dei diritti umani), che da anni vivono insieme in una relazione stabile, ritenendo che “la tutela legale attualmente disponibile” nel nostro Paese “per le coppie omosessuali non solo fallisce nel provvedere ai bisogni chiave di due persone impegnate in una relazione stabile, ma non è nemmeno sufficientemente affidabile”.

Mi dispiace, onestamente, che si scenda in piazza – come accaduto anche recentemente – per manifestare contro i diritti di altri, anche, perché penso che sia un dovere del Parlamento riconoscere alle coppie, anche dello stesso sesso, la possibilità di assistenza sanitaria e carceraria reciproca, la facoltà di decidere se attuare un regime patrimoniale di unione o separazione dei beni, la facoltà di subentrare nel contratto d’affitto, la reversibilità della pensione e i doveri previsti per le coppie sposate.

Ed invece tutto si vuole strumentalmente ricondurre tutto alla cosiddetta “stepchild adoption”, ossia l’adozione del bambino da parte di una coppia dello stesso sesso dove è già presente almeno uno dei genitori, ma che è figlio biologico di uno solo dei due, prevista dall’articolo 44 della legge sulle adozioni, facendo quasi intendere che con il DDL Cirinnà si voglia di fatto modificare il testo della Legge sulla fecondazione assistita. Non strumentalizziamo, ancora una volta e solo a fini elettorali, i bambini. Hanno diritto a crescere tra persone che li amano e che si amano. Hanno diritto ad essere figli e nipoti al pari di tutti gli altri. È un segnale di civiltà.

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