Umberto Eco è morto a 84 anni. Il mondo intero piange l’intellettuale raffinato e vero. Martedì i funerali a Milano

Umberto Eco è morto a 84 anni. Il mondo intero piange l’intellettuale raffinato e vero. Martedì i funerali a Milano

È scomparso alle 22.30 di venerdì a Milano, nella sua casa, Umberto Eco. Scrittore, semiologo, filosofo, intellettuale impegnato anche nella vita pubblica con prese di posizione nette anche sull’attualità politica, aveva 84 anni. La sua vita era intimamente legata a Milano dove, nato ad Alessandria, arrivò negli anni ’50. E proprio la Milano di un tempo Eco citò festeggiando la vittoria di Giuliano Pisapia alle comunali del 2011. Intervenendo dal palco di piazza Duomo, l’intellettuale disse: “Finalmente sull’orlo degli 80 anni ritrovo la Milano di un tempo, grazie a voi”. Tra gli ultimi interventi pubblici quello a Expo, dove intervenne al summit dei ministri della Cultura, e in occasione anche della visita del presidente francese Francoise Hollande. Negli anni, l’impegno per l’istituzione della Giornata dei Giusti, che prese forza proprio da Milano con l’adesione di numerose personalità; quello con Libertà e Giustizia, ma anche i giudizi sulle scelte urbanistiche ed architettoniche, come quando commentando il ‘grattacielo storto’ di Libeskind a Citylife, disse “Milano è piena di gente che ha il membro storto, vuol dire che prenderà il viagra”. Eco criticò anche, per esempio, l’illuminazione del Castello, nel 2006, allora oggetto di diversi giudizi, bocciando il gioco di luci e ombre realizzato dai fari lungo i merli e sulle torri. “Le luci mettono in evidenza le parti false e non quelle originali – disse all’allora assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi -. La parte bassa, quella nei pressi del fossato, è molto più bella. Le luci sbagliate vanno cambiate”. Allora, Sgarbi, convenendo con Eco, promise il ripensamento dell’illuminazione.

Tra i messaggi di cordoglio, quello del sindaco Giuliano Pisapia:  “Umberto Eco era un maestro, un genio del sapere innamorato di Milano, un orgoglio della nostra città, un uomo di infinita cultura con una grande passione sociale e politica. Conoscerlo è stato un grande privilegio per me, per tutti i suoi studenti, per le milioni di persone che hanno letto e amato i suoi libri in tutto il mondo, per chi ha avuto la fortuna di stargli vicino, di ascoltarlo quando parlava e affascinava tutti. A loro, a Renate, ai figli Stefano e Carlotta, a tutti i suoi amici, va la vicinanza e l’abbraccio mio e di tutta la città”. “Eco – ha aggiunto il sindaco – scelse da ragazzo di vivere e lavorare a Milano, la nostra città è stata protagonista dei suoi saggi e dei suoi romanzi, è sempre stato interessato alla vita di Milano, alla sua vita culturale, alle sue istituzioni, ai tutti i suoi quartieri. Anche per questo Milano ricorderà Umberto Eco come merita uno straordinario intellettuale che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del nostro Paese e di tutta la cultura contemporanea”, conclude Pisapia. Martedì l’intellettuale sarà ricordato con una cerimonia laica al Castello.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.