Diritti civili: no secco di Sel-Sinistra Italiana al governo Renzi, Alfano,Verdini. Continueremo la lotta per le adozioni, matrimonio ugualitario insieme alle Associazioni

Diritti civili: no secco di Sel-Sinistra Italiana al governo Renzi, Alfano,Verdini. Continueremo la lotta per le adozioni, matrimonio ugualitario insieme alle Associazioni

Con la mancata approvazione del disegno di legge Cirinnà nel testo originario credo il Partito Democratico abbia perso un’irripetibile occasione, che gli avrebbe consentito con facilità di fregiarsi di un risultato storico senza precedenti. Il PD non ha però avuto la convinzione politica e morale e, quindi, la scaltrezza pirotecnica da esperto giocatore di poker, dimostrata ormai fin troppe volte, non è servita. Al contrario, da subito il PD non ha avuto la capacità di trovare le alleanze coerenti, temo perché esso stesso ha difettato di coerenza. Certo, forse gli errori ed una certa confusione del Movimento 5 Stelle non erano prevedibili.

Un testo blindato, la presentazione di un ennesimo maxiemendamento, lo stralcio delle adozioni

Fatto sta che siamo di nuovo di fronte ad un testo blindato e alla presentazione dell’ennesimo maxiemendamento, come consuetudine misterioso nei contenuti fino all’ultimo momento e noto prima alla stampa che ai senatori del Senato e con numeri stiracchiati della maggioranza, anche questi altalenanti fino all’ultimo secondo, cioè fino allo stralcio della stepchild adoption, collante che fa magicamente combaciare tutti i frammenti del PD, polarizzando anche parte del centro. Si tratta di scene già viste in occasione dell’esame delle riforme costituzionali e non vi è quindi alcuna sorpresa. Ancora una volta, i verdiniani avranno un peso specifico significativo.

Il Gruppo Misto – Sinistra Ecologia e Libertà non presterà il fianco, tanto più vista l’importanza del provvedimento, che incide sui diritti fondamentali delle persone. Siamo di fronte all’apposizione dell’ennesima fiducia da parte di questo Governo, per di più su una questione sensibile che riguarda i diritti di tante persone; una scelta priva di senso, soprattutto dopo la mancata ammissione dei cosiddetti canguri per gli emendamenti del PD, della Lega Nord e di Forza Italia.

Gli incontri con le famiglie arcobaleno e le associazioni LGBT. Le manifestazioni di protesta

Abbiamo incontrato le famiglie arcobaleno e le associazioni LGBT che hanno manifestato anche mentre si svolgeva il dibattito in Aula, opponendoci in tutti i modi alla decisione del PD di cementare definitivamente l’accordo al ribasso con Alfano. Dietro questo accordo per lo scippo che toglie la stepchild adoption, ci sono esponenti come Formigoni e Giovanardi, che troppe volte si sono ritenuti depositari del diritto di escludere tante cittadine e cittadini dalla sfera dei diritti di cittadinanza, di cui i diritti civili sono parte assoluta ed integrante. Troppe volte, anche nell’Aula del Senato, essi si sono lasciati andare ad affermazioni offensive e discriminatorie.

È comprensibile che oggi le associazioni LGBT si sentano tradite da un PD che ha alzato bandiera bianca senza neppure combattere, arrendendosi alla parte più retrograda ed omofoba del Paese. Hanno ragione a dire che si tratta di giochi di calcolo e convenienze. In Commissione giustizia si erano formate delle maggioranze trasversali che facevano ben sperare, ma evidentemente lo spauracchio dell’Assemblea era ancora troppo lontano. Eppure, qualcuno aveva fatto delle promesse e si era assunto delle responsabilità di fronte al Paese.

Chi ha paura dei diritti? La possibilità di adozione del figlio del partner non sottrae diritti ai figli delle coppie eterosessuali o cattoliche, facendo casomai un po’ di luce in un’Italia ferma al Medioevo dei diritti. Nel Medioevo dei diritti è però imprigionata la politica e non il Paese reale, fatto di donne e uomini solidali che ogni giorno incontrano genitori e figli arcobaleno, i quali declinano felicemente tutte le differenze che avremo la fortuna di incontrare lungo il nostro percorso umano. All’interno di questa diversità di colori, profumi ed entità i bambini e le famiglie sono tutti uguali. Non possiamo tornare ai giorni in cui esisteva una differenza tra figli legittimi ed illegittimi, perché stiamo parlando di bambini. Peccato che il PD abbia perso l’occasione di ribadire ciò con coraggio e determinazione, peccato essere stati codardi ed essersi arrogati il diritto di decidere chi ha diritti e chi no.

Ancora una volta saranno i giudici a farci avanzare sul terreno dell’uguaglianza

Ancora una volta saranno i giudici a farci avanzare sul terreno dell’uguaglianza, non il Parlamento, quando accoglieranno i ricorsi di chi, ottenute le unioni civili, vorrà una stepchild adoption di fatto. Noi confidiamo nel Paese reale, finalmente maturo per accogliere la parola uguaglianza nella sua pienezza, al contrario dei suoi rappresentanti, e continueremo con coerenza la lotta assieme ai cittadini.

Avevamo definito il disegno di legge Cirinnà, seppur contraddittorio, il minimo sindacale rispetto alle nostre proposte di matrimonio egualitario. Un compromesso necessario ma non sufficiente a porre l’Italia a livello degli altri Paesi europei in tema di diritti. In Aula lo abbiamo sostenuto con chiarezza, sempre e determinati, valutando insieme alle associazioni il percorso degli emendamenti. Saremmo potuti arrivare all’approvazione dell’intero testo, così come presentato in Senato. Non è andata così: la questione di fiducia ha fatto saltare le nostre migliori e coerenti intenzioni anche di mediazione per dare al Paese una legge di garanzia e di piena uguaglianza contro ogni forma di discriminazione.

Errori e confusione da parte del Movimento 5 Stelle

Dicevo all’inizio anche dell’errore e della confusione del Movimento 5 Stelle. Perché votare contro la sospensione, quella famosa sera? Lo chiedo sinceramente, mi interrogo, non è polemica d’accatto. In quel caso non si doveva votare a favore del canguro Marcucci, per capirci, ma dovevamo permettere che non morisse, quella sera, quell’impianto culturale che è fatto anche, ovviamente, di articoli ed emendamenti e che avrebbe dato al Paese una legge che, per la prima volta, metteva in sintonia la politica e i suoi rappresentanti con la cittadinanza e con i diritti. Perché non si è fatto questo? Perché quello che nessuno può dire è che non potevamo sapere l’esito delle votazioni che avrebbero fatto morire la legge con tutti gli emendamenti che portava. Al contrario, noi avremmo dovuto rilanciare, dopo che anche il Presidente del Senato, l’unico depositario della valutazione, ha dato successivamente, ovviamente quando era il momento, il giudizio sulla inammissibilità di tutti gli emendamenti.

Il disegno di legge non si chiama più Cirinnà, ma Renzi-Alfano

Ci è stato chiesto nei giorni scorsi dalla prima firmataria dell’antico disegno di legge se sostenessimo la fiducia e quindi il maxi emendamento. Non è una scelta che è nelle nostre mani. Noi della coerenza e della coscienza non ne facciamo un interruttore che si accende e si spegne. Quel disegno di legge non è già più questo perché ha subito l’amputazione dell’articolo 5 che, come era stato detto sui palchi delle manifestazioni, era un elemento fondamentale. Quel disegno di legge ormai si chiama Renzi-Alfano, quella destra omofoba che ha discriminato anche in Aula.

Noi è quella coerenza e quella questione di coscienza che teniamo sempre presente e non c’è leader di nessun partito, a cominciare dal mio, di Sinistra Italiana o di SEL, che possa spegnerla o accenderla questa coscienza. Ad essa noi continueremo a rispondere oggi con un voto assolutamente contrario alla fiducia e domani continueremo, con quelle associazioni che sono state tradite e con quelle donne e uomini che si sono sentiti traditi, a portare avanti la lotta per il pieno riconoscimento dei diritti e del matrimonio egualitario, così com’era nelle nostre intenzioni fin dall’inizio e come abbiamo sostenuto in tutta questa stagione.

Massimo Cervellini, senatore (Gruppo misto Sel-Sinistra italiana)

Share

Leave a Reply