Spagna. Un sondaggio diffuso giovedì conferma il successo di Podemos, al secondo posto e la crisi dei socialisti. Intanto, Sanchez cerca di quadrare il cerchio

Spagna. Un sondaggio diffuso giovedì conferma il successo di Podemos, al secondo posto e la crisi dei socialisti. Intanto, Sanchez cerca di quadrare il cerchio

Se si tenessero domani nuove elezioni in Spagna, sarebbe Podemos il secondo partito nazionale, superando i socialisti. Lo afferma un sondaggio diffuso giovedì 4 febbraio. Il risultato, molto favorevole a Podemos, è frutto dei negoziati per la costruzione di una coalizione di sinistra, dopo che le elezioni di dicembre avevano creato un’instabilità politica con la fine del bipartitismo. I negoziati tra i socialisti di Sanchez, che ha ottenuto l’incarico dal re Felipe VI di formare il governo, e la formazione guidata da Pablo Iglesias si sono complicati per effetto di una serie di incomprensioni e di differenti valutazioni sull’unità nazionale sulla questione dell’indipendentismo, non solo catalano. Col sondaggio di giovedì, Podemos pare aver acquisito nuovo potere contrattuale nei confronti dei socialisti, e potrebbe essere meno sensibile ed acquiescente ad eventuali compromessi.

Il sondaggio è stato condotto dal Centro di Ricerche Sociologiche (CIS), e sostanzialmente conferma alcuni dati usciti dalle urne lo scorso 20 dicembre. Il Partito popolare di Mariano Rajoy si confermerebbe in testa con il 28.8%, leggermente al di sopra del 28.72% di dicembre, e privo di maggioranza parlamentare. La vera sorpresa del sondaggio è il crollo dei socialisti, che passano dal secondo al terzo posto, dietro Podemos, col 20,5% rispetto al 22.02% di dicembre. Podemos sale al 21.9% rispetto al 20.65% di dicembre.Sostanzialmente invariata la percentuale di Ciudadanos, che si attesta attorno al 13.5%.

Il commento di Pedro Sanchez, leader del Psoe, è che il sondaggio è un tantino “farlocco”, perché basato su 2.496 interviste compiute tra il 2 l’11 gennaio scorso, prima che Rajoy declinasse definitivamente la sua candidatura a premier. Parlando coi giornalisti dopo il vertice con il leader di Ciudadanos, Albert Rivera, Sanchez ha detto che vi è “un terreno comune” col partito liberale. Tuttavia, Ciudadanos continua a sostenere la sua proposta: nessun appoggio al governo di Sanchez senza i popolari. L’incontro decisivo tra Sanchez e Iglesias è invece atteso per venerdì 5 febbraio. È evidente che con i numeri usciti dalle urne, il governo Psoe-Podemos non sarebbe possibile, e che dunque Sanchez cerca di trovare un terzo partner per la formazione della maggioranza. Podemos rilancia l’accordo con Izquierda Unida.

La Costituzione spagnola prevede un termine di due mesi per formare il governo. Se alla scadenza dei due mesi non dovesse esserci un voto di fiducia, il re Felipe VI scioglierebbe le Camere e indirebbe nuove elezioni.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.