Spagna. Il re Felipe VI incarica il leader socialista Sanchez di formare il nuovo governo. Podemos conferma il governo di progresso

Spagna. Il re Felipe VI incarica il leader socialista Sanchez di formare il nuovo governo. Podemos conferma il governo di progresso

Il presidente della Camera, Patxi Lopez, seguendo quanto prevede la Costituzione, ha ricevuto, nella serata di martedì, l’incarico dal re Felipe VI di comunicare al leader socialista Pedro Sanchez di essere stato scelto quale premier incaricato per la formazione del nuovo governo. Il voto di fiducia sarà calendarizzato non oltre le tre settimane o un mese. Poco prima, il leader dei popolari, Mariano Rajoy, aveva confermato al re di non avere la maggioranza assoluta del Parlamento, e dunque ha ritirato la sua candidatura.

Il segretario generale del Psoe ha accettato la proposta del Re di tentare la formazione del governo, e in conferenza stampa ha lanciato forti accuse a Mariano Rajoy, per la sua “totale incapacità” di stringere accordi. “Dal 20 dicembre”, ha detto Sanchez riferendosi alla data delle elezioni, “Rajoy non ha fatto alcuno sforzo per ottenere l’appoggio necessario”.  Sanchez ha poi aggiunto che parlerà con tutte le forze politiche, alle quali chiederà di “abbandonare ogni veto”, proprio per raggiungere un accordo di governo. “Tenderemo la mano a sinistra e a destra”, ha assicurato Pedro Sanchez, che tuttavia ha già anticipato che lavorerà per un governo del cambiamento. “Siamo chiamati a fare in modo che questo cambiamento si realizzi”, ha poi sottolineato Sanchez, “anche se sarà necessario mettere il Partito popolare all’opposizione”. Inoltre, ha detto Sanchez, “non chiederemo l’appoggio degli indipendentisti; ma nonostante siamo tutti d’accordo su questo, mi sentirò con loro”.

Sanchez ha voluto chiarire a chi gli ha chiesto se fosse propenso a chiedere un voto di fiducia anche senza una maggioranza, che “non sono Rajoy, e pertanto sono una persona seria. Spero che anche il resto dimostri serietà”. Al giornalista che poi gli ha chiesto se si sarebbe seduto nello stesso governo con Podemos, Sanchez ha replicato: “Io governerò con coloro che condividono con me un programma preciso: un nuovo statuto dei lavoratori, la fine delle amnistie fiscali, rifiuto dei compromessi europei”. E infine, Sanchez ha aggiunto che “il Psoe è disponibile solo a far uscire la Spagna dalla situazione di blocco”, per questo ha inviato un “messaggio di fiducia, perché la Spagna può essere governata col dialogo”.

Dal canto suo, il leader do Podemos, Pablo Iglesias, ha commentato le parole di Sanchez con un aforisma di Brecht: “quando l’ipocrisia comincia a essere di pessima qualità, è ora di incominciare a dire la verità”. Il ragionamento di Iglesias parte dal convincimento che Podemos è alternativo a Ciudadanos, e dunque nessun accordo di governo sarà possibile tra i due partiti. Iglesias è convinto che ormai vi sono solo due opzioni di governo: uno progressista, “il governo del progresso e del cambiamento”, presieduto da Sanchez e con Podemos e Izquierda Unida, e l’altro di continuità, presieduto da Sanchez ma con popolari e Ciudadanos. Quest’ultimo governo, ha ribadito Iglesias, “spaccherebbe la Spagna”.

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