Siria. Firmato a Monaco un accordo sul cessate il fuoco e il corridoio umanitario. Le forze di opposizione ad Assad scettiche, se la Russia non ferma le bombe

Siria. Firmato a Monaco un accordo sul cessate il fuoco e il corridoio umanitario. Le forze di opposizione ad Assad scettiche, se la Russia non ferma le bombe

Una cessazione delle ostilità entrerà in vigore in Siria tra una settimana e gli aiuti umanitari saranno consegnati alle aree assediate in tutto il paese nei prossimi giorni: sono i punti salienti dell’accordo firmato questa notte a Monaco di Baviera da Stati Uniti, Russia, Germania, Unione Europea, e rappresentanti delle forze siriane. La lacuna fondamentale resta tuttavia il mancato impegno della Russia a sospendere i bombardamenti aerei a sostegno del dittatore Assad. Il segretario di Stato americano John Kerry è però convinto che si tratti di un progresso notevole, soprattutto in vista di “una cessazione delle ostilità”. Troppo ottimista, o troppo lacunoso, è perciò sembrato Kerry a proposito di cosa esattamente voglia dire una “cessazione delle ostilità” quando ancora non è stato risolto l’appoggio militare russo ad Assad. Kerry guarda con preoccupazione all’esile collante che unisce le forze internazionali nella lotta contro l’Isis, e non sembra invece voler spostare gli equilibri politici, per il momento, in Siria. L’azione militare contro lo Stato islamico, per Kerry, ha la priorità.

La debolezza delle diplomazie occidentali nei confronti di Mosca

Nonostante gli sforzi, le diplomazie occidentali hanno confermato anche a Monaco la loro debolezza nei confronti di Mosca, che non ha manifestato alcuna intenzione di porre fine agli attacchi aerei contro i ribelli siriani. Questa posizione occidentale ha deluso, e parecchio, le forze ribelli siriane, che evidentemente si sono sentite abbandonate ed escluse. E dunque giudicano con grande scetticismo l’accordo di Monaco. Kerry ha cercato di tranquillizzarle sostenendo che una task force dell’Onu potrebbe “operare per sviluppare le modalità per una cessazione della violenza durevole e di lungo periodo”. Kerry ha naturalmente confermato che le diplomazie occidentali lavoreranno per chiudere i colloqui di Ginevra sulla Siria. Affiancato dal ministro degli Esteri russo, Lavrov, e dall’inviato delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura, Kerry ha dovuto ammettere che il vertice di Monaco ha prodotto impegni solo sulla carta. In realtà, sia lui che Lavrov hanno solo auspicato che tutte le parti siriane del conflitto trovino il modo per onorare gli impegni assunti a Ginevra. Anche la posizione tedesca, espressa dal ministro degli Esteri, il socialdemocratico Steinmeier, è molto chiara, e deludente: “possiamo solo stare a vedere se ci sarà una tregua nei prossimi giorni”. Naturalmente, il vertice di Monaco ha potuto decretare solamente che l’accordo sulla cessazione delle ostilità non riguarda i gruppi estremisti legati a Isis o al Fronte di al-Nusra.

I corridoi umanitari priorità assoluta

Sul piano degli aiuti umanitari, si è deciso che saranno trasportati via aerea a Deir ez-Zor e contemporaneamente nelle altre città assediate, tra le quali Madaya, Mouadhimiyeh e Kafr Batna. “Il corridoio umanitario verso queste aree è la priorità più assoluta, ed è un primo passo verso l’accesso pieno e senza impedimenti a tutto il paese”, sottolinea in una nota l’International Syria Support Group. L’alto Commissariato Onu per i diritti umani afferma l’urgenza del corridoio umanitario e descrive la situazione di Aleppo, città assediata e semidistrutta, come “grottesca”, perché nel mezzo di continue ostilità, che hanno già prodotto la fuga di migliaia di persone verso il confine turco. La nota del Commissariato Onu è molto dura, accusa entrambe le parti in conflitto in Siria “di trascurare le morti e le distruzioni che esse stanno provocando in tutto il paese. Donne e bambini, anziani, feriti e ammalati, disabili, vengono usati merce di scambio e carne da macello giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese. La situazione è grottesca”.

Senza un accordo sul destino di Assad, tra Usa e Russia, ogni tentativo è vano

È del tutto evidente che la questione siriana può risolversi solo con un accordo da Russia e Stati Uniti sul destino di Assad. Gli Stati Uniti continuano ad accusare la Russia di aver peggiorato il già brutale conflitto siriano con la presenza militare a sostegno di Assad. Anche dopo la firma dell’accordo di Monaco, il portavoce del Dipartimento di Stato americano ha dichiarato che “è stato il sostegno russo al regime di Assad, nei mesi scorsi e soprattutto nell’assedio di Aleppo, ad aver esacerbato ed intensificato il conflitto”. E sollecitato dai giornalisti a proposito di una frase del premier russo Medvedev sulla “imminente guerra mondiale”, il portavoce ha detto che “se è questo il problema dei russi, allora dovrebbero riconsiderare il loro sostegno al regime di Assad”.

La reazione delle forze di opposizione al regime di Assad: notevole scetticismo e perdita di fiducia nelle potenze occidentali

Dopo la diffusione della notizia del raggiunto accordo, la reazione delle forze di opposizione siriane al regime di Assad è stata durissima. Secondo alcuni attivisti antiAssad, l’accordo permette ai russi e alle potenze internazionali di prendere tempo per poter continuare il bombardamento contro le forze di opposizione. In una dichiarazione alla stampa internazionale, gli attivisti dicono che “non c’è più alcuna fiducia nella comunità internazionale da parte del popolo siriano, e tutti ci siamo convinti che combattere il terrorismo è una scusa banale per distruggere la rivoluzione e il popolo siriano”.

James Sadri, direttore della Syria Campaign, il network che ha lo scopo di proteggere i civili ha detto che escludere i raid aerei russi dall’accordo è “assurdo”. Ha detto che “quest’anno la Russia è diventata il killer numero uno dei civili in Siria, uccidendone più di quanti ne abbia uccisi il regime di Assad, al-Qaeda e l’Isis messi insieme. Se la proposta di cessate il fuoco non ferma gli aerei russi dal bombardare ospedali e scuole, allora gli Stati Uniti e gli altri non potranno mai pretendere che sia un vero cessate il fuoco”. Sul corridoio umanitario ha detto: “usare la fame come arma è un crimine di guerra. Se questo accordo significa la fine degli assedi in Siria, allora è il benvenuto. Ma nessuno si aspetti una celebrazione nelle piazze, perché le vite di troppi civili siriani sono state ignorate e troppa gente è stata affamata fino alla morte”.

Perfino il gruppo di ribelli moderati del Fronte Sud dichiara il proprio scetticismo sull’accordo di Monaco: “se serve a dare concretezza alla Risoluzione Onu 2254 è benvenuto. Ma siamo scettici sul fatto che la Russia onorerà questi impegni quando la sua politica attuale è di bombardare indiscriminatamente ogni zona della Siria, con totale impunità. Siamo in attesa di atti concreti, perché abbiamo perso la fede nelle parole senza atti concreti”.

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