Siria. A Homs e a Damasco torna il terrore degli attentati rivendicati dall’Isis. Almeno 120 morti

Siria. A Homs e a Damasco torna il terrore degli attentati rivendicati dall’Isis. Almeno 120 morti

Più di 120 persone sono state uccise domenica 21 febbraio nel corso di alcuni attentati che hanno colpito le città di Homs e di Damasco, entrambe controllate dal regime di Assad. Secondo l’agenzia di stampa Aaamq, canale di rivendicazione abituale dello Stato islamico, i responsabili degli attentati sono militanti dell’organizzazione terroristica. L’Isis vuole confermare di essere ancora la prima forza terroristica in Siria ed ha colpito con furia sanguinaria il Paese. Isis, riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani, ha rivendicato anche l’attentato al tempio sciita Sayyida Zeinab a sud di Damasco che ha causato 62 morti dopo che i jihadisti avevano anche assunto la paternità dell’attentato ad Homs che ha provocato 57 morti.

Nella capitale Damasco, sono almeno 30 i morti e decine i feriti nel corso di una serie di attentati. Due auto sono state fatte esplodere in coincidenza con l’orario di uscita delle scuole, uccidendo molti studenti. Oltre alle autobomba, due kamikaze si sono fatti esplodere proprio nei pressi di una delle scuole, massacrando altri studenti innocenti. Gli attentati sono stati effettuati nei pressi del santuario di Sayeda Zaineb, uno dei luoghi sacri degli sciiti, dove vi è la tomba di una delle nipoti di Maometto. In mattinata, un doppio attentato ha provocato una strage a Homs. Sono almeno 57 le vittime. Secondo il canale governativo Al Ikhbariya, le esplosioni si sono verificate nel quartiere di Zahra. La città di Homs è controllata dalle forze militari del regime, ed è regolarmente teatro di attentati. Il mese scorso, un altro attentato suicida, rivendicato dall’Isis, aveva provocato più di 20 morti nello stesso quartiere.

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