Sanità nel Lazio: situazione peggiora, dopo manifestazione del 17 senza risposte sciopero. Chiusura per legge delle piccole case di cura ennesimo colpo al sistema

Sanità nel Lazio: situazione peggiora, dopo manifestazione del 17 senza risposte sciopero. Chiusura per legge delle piccole case di cura ennesimo colpo al sistema

È un attacco concentrico quello subito dalla sistema sanitario regionale del Lazio. Alle ragioni che ci hanno spinto a indire la manifestazione regionale del 17 febbraio, si aggiunge l’ultima tegola: sono a rischio 20 case di cura private per acuti a causa di una norma nazionale che prevede la chiusura di quelle sotto i 40 posti letto, tranne che per le mono specialistiche. Una norma che rischia di causare altri 1200 disoccupati. In questi giorni inoltre si stanno acutizzando tutte le crisi che ci hanno spinto a una mobilitazione complessiva che coinvolga tutta la sanità, pubblica e privata. San Raffaele, Israelitico, Fatebenfratelli, alla lunga lista si è aggiunta ieri la nuova crisi dell’Idi-San Carlo, che minaccia 200 cassintegrazioni.

Non meno grave la situazione delle Rsa (residenze sanitarie per anziani) che, in mancanza di nuova regolamentazione sulla compartecipazione alla spesa da parte della Regione e l’inserimento della gradualità sulla base dei redditi dei pazienti, si troverebbero a essere troppo costose per gli utenti che hanno solo la colpa di essere anziani.

Il 17 febbraio (Ministero della Salute di Piazza Castellani, Lungotevere Ripa, dalle 11:00 alle 13:00) porteremo in piazza queste emergenze per responsabilizzare le istituzioni e informare i cittadini, per chiedere il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro e l’assunzione di nuovo personale, regole certe per il sistema impazzito degli accreditamenti. Non si può restare inermi mentre un pezzo di welfare viene distrutto. E qualora non ci fossero risposte non potremo che arrivare allo sciopero e al ricorso a tutte le forme di mobilitazione necessarie.

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