Radicali Italiani. Banchetti in piazza. Si firma per il referendum sulle Olimpiadi. Assoluto silenzio stampa

Radicali Italiani. Banchetti in piazza. Si firma per il referendum sulle Olimpiadi. Assoluto silenzio stampa

Servono mille firme per depositare il quesito referendario sulla candidatura di Roma per i giochi Olimpici del 2024. Sono tornati nelle strade della capitale i banchetti per la raccolta delle firme per iniziativa dei radicali, “radicali italiani” di cui è segretario nazionale Riccardo Magi, consigliere comunale eletto nella lista dell’ex sindaco Marino. Qualche giorno fa l’iniziativa è partita da Largo Argentina, luogo classico dei “banchetti” dei radicali. Silenzio assoluto da parte dei media. Anzi, ci sbagliamo. La notizia è stata data, ma non quella relativa al referendum, ai motivi  che avevano spinto l’associazione radicale a prendere questa iniziativa. È accaduto infatti che a Largo Argentina sono comparsi non uno ma due banchetti di radicali. Uno, appunto, quello per la raccolta delle firme per il referendum, l’altro per la raccolta delle firme di  Roberto Giachetti, Pd, con tessera del partito radicale, con la quale ha fatto tutta la sua carriera politica. Attuale vicepresidente della Camera, è stato voluto da Renzi Matteo candidato alle primarie. Si sono così trovati fianco a fianco due radicali doc, Riccardi Magi e Giachetti e c’è stato uno scambio di battute. “Mi metti la firma necessaria per depositare il quesito referendario?”. Risposta: “No non posso”. Replica “Allora non firmo per la tua candidatura”. Giachetti, in linea con il premier, è stato ed è uno dei più accesi sostenitori della candidatura di Roma per le Olimpiadi. Quando si è svolto il dibattito alla Camera sulla mozione presentata da Stefano  Fassina, Sinistra italiana, candidato a sindaco, il Pd si è schierato come un sol uomo, si fa per dire, Giachetti, appunto, in testa nella difesa della decisione presa  dal governo, non si capisce bene a che titolo.

Riccardo Magi: si devono pronunciare i cittadini, riguarda il futuro di Roma e il loro

Proprio nel dibattito alla Camera sono emerse con chiarezza le argomentazioni, i dati, il “nostro dossier sui costi delle Olimpiadi – dice  Magi – senza riconoscere a radicali italiani paternità e merito dell’iniziativa”. “Ancora una volta – prosegue – siamo riusciti a imporre un’analisi e un tema altrimenti espulsi dall’agenda politica e istituzionale, e mostra purtroppo i deputati vittime, ancor prima che artefici, della mancanza di informazione e conoscenza”. Molto critico sulla presentazione delle mozioni, “l’esito era scontato” può “legittimare il metodo Montezemolo e Malagò: cioè una delega in bianco senza indicare progetti, obiettivi, fattibilità e senza indicare quali sarebbero gli strumenti e le modalità dell’ampia campagna di partecipazione e coinvolgimento che si dice di voler promuovere. Insomma i cittadini devono accettare questa scommessa di cui nulla si sa, e al contempo si dice loro che è troppo tardi per fare un referendum”.

“Noi crediamo invece – prosegue il segretario nazionale di Radicali italiani – che la parola non vada data ai partiti, ma ai cittadini, con un referendum che in base alla legge e allo statuto è possibile promuovere.” Da qui l’invito a dedicarsi “al gioco democratico, scendendo in strada con noi a raccogliere le firme per permettere ai romani di esprimersi su questa impresa così delicata per il futuro della città e per le loro tasche”. Così è partita la raccolta delle firme e sono comparsi i banchetti in varie zone della città, con indicazioni date anche da Radio radicale. Nessun cenno, come abbiamo detto, da parte dell’informazione nazionale e locale Una cortina di silenzio  che non facilita certo la raccolta  delle firme. È stata inviata una lettera al commissario Tronca ricordando che lo statuto di Roma Capitale affida all’Amministrazione il compito di agevolare “le procedure e fornire gli strumenti per l’esercizio del diritto di iniziativa popolare”.

Una stranezza: propongono il referendum ma sostengono Giachetti che  è contro il referendum

Dopo qualche giorno di raccolta delle firme, un primo bilancio del tutto parziale. La sensazione è che  le mille firme verranno raccolte. Ma il cammino non è facile anche perché siamo in presenza, diciamo, di una qualche “stravaganza”, o meglio “imbarazzo”. Infatti mentre i  Radicali italiani raccolgono le firme per il referendum  stanno lavorando anche per dar vita ad una lista civica, insieme ad un “passeggiatore” della politica romana, Croppi, che viene da destra, si colloca nel centrosinistra, poi  con Alemanno nel centrodestra, a sostegno di Giachetti, proprio uno dei più accesi nemici del referendum,. Chiediamo conto agli organizzatori di uno dei banchetti di questa situazione: si raccolgono le firme per il referendum e si invitano i cittadini a sostenere chi è contro il referendum. “Non è un po’ strano?”. “Si, pare anche a noi. Per questo ci vogliono tante firme. Grazie della sua”.

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