Primarie Usa. Democratici in Nevada e Repubblicani in Carolina del sud. Rischiano Clinton e Bush

Primarie Usa. Democratici in Nevada e Repubblicani in Carolina del sud. Rischiano Clinton e Bush

Giornata cruciale per i candidati alla Casa Bianca, sabato 20 febbraio. Sul fronte repubblicano, Donald Trump il miliardario gaffeur dovrà confermare la sua leadership rispetto agli altri candidati in Carolina del Sud. Tra i democratici, Hillary Clinton, sempre più nervosa, dovrà invece imporsi in Nevada contro il rivale socialdemocratico Bernie Sanders, senatore del Vermont. La terza tappa delle Primarie presidenziali americane riveste, di fatto, significati che rischiano di anticipare esiti nazionali.

Per i Repubblicani, la Carolina del sud rappresenta infatti una roccaforte bianca e conservatrice, che potrebbe dare un vantaggio molto importante Trump, in attesa del primo marzo, il cosiddetto supermartedì in cui si voterà in molti altri stati del sud. La domanda essenziale è sapere se Trump riuscirà a confermare lo spettacolare dominio che tutti i sondaggi prevedono fin dall’inizio della campagna in Carolina del sud, ripetendo il successo del New Hampshire. Secondo gli ultimi sondaggi, infatti, il miliardario newyorchese sarebbe forte di almeno il 36% delle intenzioni di voto, 17 punti sopra Marco Rubio, secondo. I media locali, però, sottolineano che il numero degli indecisi resta ancora elevato, attorno al 28-30%, ed è possibile qualche sorpresa dell’ultima ora. Sembra che gli elettori della Carolina siano famosi proprio per la loro capacità di cambiare cavallo all’ultimo istante. E segnalano che le ultime performance elettorali di Trump in televisione, sono state giudicate dai telespettatori troppo viscerali, soprattutto dopo l’attacco al papa e all’ex presidente George W. Bush, molto amato in queste contrade. Altra incognita è rappresentata dal comportamento della Chiesa evangelica e protestante che qui per il 65% dei fedeli si dichiara repubblicana. La Fox ha organizzato un sondaggio ad hoc tra i protestanti: il 31% voterebbe ancora Trump, mentre il 23% è per Ted Cruz, che però è dato in ascesa, proprio dopo le apparizioni televisive del miliardario. Il voto dei fedeli evangelici è comunque strategico e importante per ogni candidato repubblicano. Diverso appare il discorso con la minoranza dei repubblicani cattolici, che avrebbero deciso di voltare in massa le spalle a Trump, dopo l’intemerata dichiarazione contro papa Francesco, criticato come una sorta di “comunista”, per aver sollevato la questione dei “muri” alle frontiere, in particolare tra Messico e Stati Uniti. Infine, questo sabato in Carolina del Nord potrebbe essere decisivo per Jeb Bush, soprattutto se dovesse perdere con molti punti di distanza dai primi. Si troverebbe sotto la pressione dei finanziatori della sua campagna elettorale a lasciar perdere e a sostenere un altro candidato.

Nel campo democratico, si vota in Nevada, dove Bernie Sanders, la grande sorpresa politica dell’anno, tenta di scardinare Hillary Clinton dal suo trono di carta e di soldi. Secondo gli ultimi sondaggi, Sanders sembra aver recuperato una ventina di punti, ritrovandosi gomito a gomito con la ex first lady, molto amata dall’establishment di Washington, meno dal popolo democratico. Sanders sembra aver conquistato le minoranze etniche e linguistiche del Nevada: un quinto dei democratici sono ispanici e un altro quinto sono di colore. Insomma, una buona metà degli elettori democratici in Nevada sono espressione delle minoranze, e apprezzano il discorso socialdemocratico e ugualitario di Sanders. Alla Clinton resta l’elettorato wasp, bianco e ricco, e non è detto che basterà per vincere questa terza tappa. Di certo, la grande sorpresa verrà dalle nuove generazioni del Nevada, che secondo i sondaggi, e il fiuto dei media locali, dovrebbero premiare in massa, anche qui, l’anziano senatore del Vermont, Sanders, contro la Clinton, che ormai ha abbandonato il cliché della prima donna alla Casa Bianca. Sanders continua a vincere a questo slogan, che a Las Vegas funziona in modo particolare: “Wall Street is the casino and it always wins”, Wall Street è il casinò, e vince sempre.

 

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