Napoli e Juventus lanciatissime verso la super sfida di sabato a Torino, Fiorentina e Inter rallentano, solo la Roma vince

Napoli e Juventus lanciatissime verso la super sfida di sabato a Torino, Fiorentina e Inter rallentano, solo la Roma vince

Assolte anche le ultime incombenze, alla ormai solita maniera vincente, Napoli e Juventus si apprestano allo scontro diretto di sabato sera allo “Stadium” di Torino che, indipendentemente dal risultato, non dovrebbe essere decisivo per lo scudetto ma, di certo, servirà a chiarire al mondo calcistico nazionale, quale delle due è, al momento, più forte dell’altra. Lo spettacolo dovrebbe essere assicurato.                                                                                              Entrambe le squadre, alla vigilia di questo atteso e importantissimo evento, hanno fatto di tutto, riuscendoci, per non incorrere in passi falsi che potessero mutare le posizioni in classifica che le vedevano separate da due soli punti e, ora, solo in caso di vittoria di una delle due, questo esiguo margine potrà essere capovolto oppure aumentato. Le due regine del campionato si presentano all’appuntamento con dati impressionanti che rispecchiano pienamente il loro potenziale: il Napoli viene da otto successi consecutivi, con il miglior attacco e la seconda difesa, mentre la Juve, con 14 vittorie, ha la miglior difesa e il secondo attacco del campionato; stessa situazione nella classifica cannonieri: Higuain primo con 24 reti, Dybala secondo con 13. Questi sono dati impressionanti che testimoniano come e quanto Napoli e Juventus abbiano, finora, stradominato nella lotta per lo scudetto, aprendo un progressivo vuoto nei riguardi delle altre squadre che si arrabbattano dalla terza posizione in giù.

Napoli, vittoria sofferta. Non è stato facile avere ragione di un Carpi, sceso al          s. Paolo nient’affatto con le vesti di capro espiatorio, e domato solo a 20’ dalla fine su calcio di rigore stavolta battuto da Higuain. Non è bastato avere il totale predominio del gioco (76%) né tirare in porta ben 22 volte per far capitolare il bunker emiliano e c’ è voluta l’unica decisione giusta delle quattro più importanti dell’arbitro Doveri per assegnare un rigore solare che, una volta trasformato, ha consentito di tirare un sospiro di sollievo e di preparare a puntino la trasferta sotto la mole. Onore al Carpi che ha giocato per più di mezz’ora con un uomo in meno, vittima di un clamoroso errore arbitrale e sconfitto di misura, ma anche beneficiario di altro di due sviste che, diversamente, avrebbero dato una mano in più al Napoli.

Juve, solo al 73’…. Anche l’altra matricola Frosinone, che all’andata aveva impattato sorprendentemente a Torino, ha dato filo da torcere ai bianconeri di Allegri i quali sono riusciti a segnare, analogamente al Napoli, solo ad una ventina di minuti dalla fine, consolidando, poi, il punteggio nel recupero. Stavolta ci hanno pensato prima Cuadrado e poi il solito Dybala e questo poteva bastare per una squadra che non poteva permettersi rallentamenti, facendo a meno di dare spettacolo e limitandosi allo stretto necessario finalizzato ai tre punti. Il Frosinone è uscito tra gli applausi dei suoi tifosi e dal prossimo turno riprenderà a lottare per salvarsi.

Occasioni perdute. La Fiorentina e l’Inter hanno consentito alla Roma di recuperare in classifica due preziosi punti su di loro per la lotta al terzo posto che, ormai, costituisce un piccolo torneo a se stante.

I viola, dopo qualche polemica settimanale innescata dalle dichiarazioni di malcontento di Paulo Sousa sulla campagna acquisti, hanno sottovalutato la gara di Bologna, soprattutto dopo il vantaggio acquisito con Bernardeschi, facendosi raggiungere da Giaccherini. E’ stata, questa, un’altra conferma che la Fiorentina scintillante del girone d’andata è solo un ricordo, non essendosi manifestata in campo la volontà di lottare per le posizioni che contano, limitandosi a non perdere. Poteva essere la giusta opportunità per staccare l’Inter, mantenendo invariato lo svantaggio dalla Juve, invece…

I nerazzurri di Mancini, ancora peggio, dal canto loro, si fanno rimontare con tre reti dal Verona, buon ultimo, e quando lo spettro della sconfitta è prossimo, grazie a qualche sostituzione, riescono a recuperare, chiudendo con un rocambolesco 3-3, portando a casa almeno un punto. L’Inter ha subito tre reti fotocopia su altrettanti calci piazzati e Handanovic ha fatto capire che i suoi miracoli dei mesi scorsi si sono ormai esauriti. E domenica sera ci sarà a Firenze lo scontro diretto e per entrambe le squadre sarà una probante prova per la zona Champions.

Fra le due litiganti …. E’ rispuntata la Roma la quale, con una vittoria sulla Sampdoria doppiamente importante, si è avvicinata all’Inter e alla Fiorentina e ha tenuto ancora più lontano l’arrivo del Milan; meglio di così…. La mano di Spalletti, almeno in fatto di risultati, si sta facendo sentire, l’importante, adesso, è continuare a recuperare il terreno precedentemente perduto con Garcia.

Il Milan è questo.   Dopo qualche recente, applaudito, acuto, il tenore ha perso nuovamente la voce, steccando clamorosamente, ancora una volta, in un’esibizione che, sulla carta, era ipotizzata fra le più facili. Non si contano più i punti persi con le “piccole” (semmai il Milan sia da considerare ancora una “grande”….) e le occasioni non sfruttate per risalire in classifica. Contro un ‘onesta Udinese, il portiere Donnarumma si è ripetuto in qualche prodigio ma il gol di Niang non è bastato ad andare oltre un misero pareggio. L’assenza di Bonaventura, l’unico con i piedi buoni, si è sentita parecchio e nessun altro è stato capace di condurre la squadra alla vittoria. E questa la dice lunga sull’organico milanista.

Le altre. Due scialbi pareggi fra Atalanta-Empoli e Genoa-Lazio che servono solo a smuovere la classifica e a confermare che la Lazio fa fatica a riprendersi. Più interessante il 2-2 fra Sassuolo e Palermo, due compagini che, ormai, sembrano accontentarsi di stare, la prima, ai margini dell’alta classifica, e la seconda, fuori dalla zona calda. Torino alle soglie della crisi, visto che non vince da ben cinque partite (tre pareggi e due sconfitte), battuto in casa da un rinato Chievo, riveniente da tre consecutive battute d’arresto e assestatosi in zona centrale.

Carpi, Frosinone e Verona: solo quest’ultimo conquista un punto ma si morde le mani perché con l’Inter avrebbe potuto vincere; le altre due si consolano per aver rimediato una gran bella figura contro le squadre più forti del campionato; meglio che niente…

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