Milano. Il parto è difficile ma nascerà una lista alla sinistra del Pd. “Possibile” con o senza Civati?

Milano. Il parto è difficile ma nascerà una lista alla sinistra del Pd. “Possibile” con o senza Civati?

Si voterà in giugno, ma la campagna è già iniziata e le primarie del Pd le han dato la stura. Ora si sa chi è il candidato sindaco del Partito democratico: Beppe Sala. E si sa anche chi sarà il suo principale competitore a destra: Stefano Parisi. Ma quello che non si sa ancora è se Sala avrà la capacità di ricreare un clima da alleanza di sinistra alla Pisapia; né si sa chi lo accompagnerà nel suo percorso verso Palazzo Marino. Alcune cose si sono chiarite. La dura battaglia delle primarie si è risolta a favore di Sala, che piace a Renzi, ma piace meno alla sinistra. La sinistra (del Pd) aveva due candidati, Balzani e Majorino, che sommati hanno molti più voti di Sala. Ma, come accadde ad esempio nel settembre del 2008 a Firenze, se il fronte della sinistra si fraziona, prevale chi, pur minoritario, raccoglie il consenso di tutta l’area moderata. Quell’anno a Renzi bastò il 40,52 dei voti alle primarie, per diventare il candidato di Palazzo Vecchio e dare inizio a una “sfolgorante” carriera. Non sarà il caso di Sala, che non ha l’età né la garrula briosità né l’effetto novità del giovane Renzi, ma è chiaro che la sinistra deve organizzare un’opzione politica alternativa a Sala e non solo a Parisi (ci sarebbe anche il candidato Passera, che tutto solo va facendo comizi elettoralistici per ogni dove, ma non ha ancora trovato uno straccio di alleanza né una significativa area che lo sostenga: forse per questo lo chiamano il Passera solitario).

Liste di fiancheggiamento alla candidatura Sala. Che faranno Balzani e Majorino?

Un passaggio decisivo sarà la costituzione delle liste dei candidati Pd e di quelle di fiancheggiamento. Balzani e Majorino hanno assicurato il loro appoggio a Sala, ma non è detto che non possano, o non vogliano costituire liste collaterali (specie la Balzani), con l’obiettivo di drenare voti dell’elettorato meno sensibile al fascino del tecnocrate di sinistra.

Ma ancora più importante è capire e sapere che cosa si sta muovendo alla sinistra del Pd. Civati, col suo movimento “Possibile”, è in grado di costituire un credibile punto di riferimento, non solo per SEL, Rifondazione, Federazione della sinistra, ma anche per la parte più insofferente della sinistra Pd. Civati può essere protagonista di questa operazione, ma per ora non si è pronunciato in maniera chiara. È questione di giorni, forse di ore. Sembra difficile che sia Civati stesso a scendere in campo, ma una forte personalità sostenuta da queste forze alla fine ci sarà. Nomi? Ne girano diversi e forse fra i meno improbabili c’è Nando Dalla Chiesa, che ha al suo passivo una lontana sconfitta con Formentini e al suo attivo una prolungata marginalità rispetto al mondo della politica professionale.

I nodi si stanno per sciogliere.

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