La Juve fa 15 e sorpassa il Napoli. Comincia un altro campionato. Fiorentina e Roma ok, l’Inter affonda, si avvicina il Milan

La Juve fa 15 e sorpassa il Napoli. Comincia un altro campionato. Fiorentina e Roma ok, l’Inter affonda, si avvicina il Milan

L’incredibile cavalcata della Juventus si è conclusa con la conquista solitaria della vetta della classifica, con la quindicesima vittoria a spese del Napoli, sorpassato pure lui dai bianconeri. Cambio della guardia, dunque, in testa ma anche classifica sconvolta per le posizioni inferiori, vista l’ennesima battuta d’arresto dell’Inter, con la contestuale risalita di Fiorentina e Roma, ora immediate inseguitrici del duo fuggiasco; intanto il Milan fa capolino in zona europea a -2 dai cugini nerazzurri.             Di questo passo, fino alla fine, divertimento assicurato anche per la conquista del terzo posto Champions.

Juve inarrestabile. Ormai non ci sono più aggettivi per poter qualificare nella sua pienezza questa Juventus, giunta alla quindicesima vittoria consecutiva, la quale, dopo aver raggiunto e superato in precedenza tutte le altre avversarie, ha finito col far fuori pure il Napoli, rimasto l’unico avversario a contrastarla per la conquista del titolo. Forse dallo scontro diretto fra le due regine del campionato tutti avrebbero atteso un po’ più di spettacolarità, di lotta avvincente, di voglia di dimostrare la propria forza: nulla di tutto questo e, tranne la decisiva rete del subentrante Zaza e qualche altro accenno di minima rischiosità in area da ambo le parti, si è assistito solo ad un gioco di copertura, conseguenza di un timore reciproco.                                         Il Napoli nel primo tempo s’era fatto vedere di più ma senza quel predominio che facesse preludere al gol e, una volta bloccato o lasciato isolato Higuain, Buffon ha svolto una normale amministrazione, rischiando poco o nulla.

La Juventus, nella ripresa, grazie anche ai cambi azzeccati e al calo psico-fisico dell’avversario, ha trovato nel piede cannone di Zaza (quarta risorsa fra le punte) l’opportunità per andare in gol e vincere la partita più importante della storica quindicina. Troppo importante il risultato per sottilizzare sul gioco visto in campo.                                                                                                                                     Dalla prossima giornata si giocherà a ruoli invertiti e sarà Sarri ad inseguire Allegri, con l’apertura di una seconda competizione per lo scudetto, che potrebbe essere influenzata dai sempre più gravosi impegni europei nel cammino delle coppe europee; i prossimi per la Juve il Bayern, per il Napoli il Villareal. .

Fiorentina-Inter Partita che si presentava alla vigilia come delicatissima per entrambe, equivalente ad uno spareggio per il terzo posto e a rimetterci le penne, alla fine, è stata l’Inter al 91’ quando ormai il pareggio sembrava cosa fatta. La Fiorentina ha vinto perché ha caparbiamente cercato i tre punti, anche quando, dopo aver mantenuto le redini del gioco s’era vista andare in svantaggio per l’errore di un singolo e, dopo aver pareggiato, non s’era persa d’animo andando a vincere in extremis con Babacar appena entrato. Alla fine, silenzio stampa da parte dell’Inter arrabbiatissima con l’arbitro Mazzoleni, la cui direzione è risultata disastrosa ma, è bene precisarlo, a danni di entrambe le squadre , con la differenza che i gigliati hanno continuato a cercare di vincere mentre gli interisti si perdevano in nervosismi e deleterie proteste o perdite di tempo che nulla hanno a che fare col calcio giocato.

Roma forza quattro. Quarta vittoria consecutiva e quarto posto scippato all’Inter e Spalletti, nel suo piccolo, prosegue nella sua rimonta, cancellando definitivamente il momentaccio che aveva portato al suo subentro a Garcia. I giallorossi, anche se altalenandosi fra luci e ombre, sono passati anche a Carpi e, fatto non trascurabile, hanno ritrovato Dzeko sulla via del gol e , ora, possono pensare con maggiore tranquillità al Real Madrid che calerà all’Olimpico, nell’andata degli ottavi di Champions mercoledì prossimo.

Milan sesto. Erano indispensabili i tre punti in palio col Genoa per continuare ad inseguire il sogno europeo e il Milan li ha conquistati meritatamente anche se nel finale ha finito col soffrire. Vittoria importantissima perché consente di dimezzare il divario con la quint’ultima che ora è l’Inter, allungando la serie positiva a sette giornate. Molto impegnativa la prossima per i rossoneri chiamati a confermare la loro forza a Napoli e, forse, non poteva capitare trasferta peggiore…

Risorge la Lazio Dopo tre giornate senza vittorie e senza gol, la Lazio ritrova il successo e i gol, tanti, rifilando un impietoso   5-2 al malcapitato Verona;   quella che ormai era apparsa come una vera è propria astinenza di reti è stata colmata da cinque segnature di cinque diversi attaccanti e anche questa particolarità potrà ridare fiducia alla squadra.

Le altre Sassuolo ed Empoli continuano a rimandare il ritorno alla vittoria e mentre il primo rimedia un accettabile pareggio a Verona col Chievo, il secondo incappa in una grave sconfitta casalinga contro il Frosinone, non vince da sei giornate con appena 3 punti racimolati, proseguendo, così, in una pericolosa discesa libera. Bologna corsaro a Udine e sulle ali dell’entusiasmo attende, ora, la Juve al Dall’Ara nell’anticipo di venerdì prossimo. Il Torino, alla soglie di una crisi, risorge a Palermo grazie ad un redivivo Immobile (doppietta) e torna a sorridere, al contrario dei padroni di casa, vittime delle strampalate situazioni create dall’incomprensibile presidente Zamparini che, non potendo assumere l’anonimo Schelotto, l’ennesimo allenatore, giunto, peraltro, da oltre oceano, in quanto privo dei requisiti regolamentari (ma non avevano verificato prima ?), ha fatto marcia indietro richiamando Iachini. A fare degna e amara compagnia ai rosanero a ridosso della zona retrocessione, con un punto in meno, sono rimaste Genoa e Sampdoria che non vincono rispettivamente da sei e sette giornate: tempi duri sotto la Lanterna. Tre punti d’oro, invece, per il Frosinone che allunga sul Carpi e il Verona, avvicinandosi proprio a Sampdoria, Genoa e Palermo ma, soprattutto, manifestandosi l’unica squadra viva e reattiva nell’uscita dalla zona calda.

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