La grande corsa verso il Campidoglio. La speranza dei 5 Stelle e le illusioni delle Destre. Ecco gli scenari ed i possibili candidati

La grande corsa verso il Campidoglio. La speranza dei 5 Stelle e le illusioni delle Destre. Ecco gli scenari ed i possibili candidati

 

Seconda parte dell’inchiesta sulle ormai imminenti elezioni amministrative per il rinnovo del Sindaco e dell’Assemblea di Roma Capitale. Ieri abbiamo acceso i riflettori sul centrosinistra e sulla sinistra dello schieramento politico, oggi è la volta delle Destre, del centro, rappresentato da ‘Beatiful’ Marchini e dai favoriti, almeno al primo turno, del Movimento 5 Stelle. Proprio da questi ultimi iniziamo questa nostra lunga riflessione sui competitor del Pd, di Sel e di Sinistra Italiana. Il Movimento incarnato da Grillo e Casaleggio, al momento non ha espresso alcun candidato ed non è neppure chiaro se la scelta sarà formalizzata, come sempre da un atto affidato alla rete, o se sarà il cosiddetto Direttorio ad imporre, come sembra il nome da contrapporre agli altri schieramenti.

Per ora nessun candidato dei 5 Stelle. La scelta al Direttorio o alla Rete. La partita è tutta interna al movimento

Ad oggi, Grillo e Casaleggio, non hanno uomini e donne da imporre ed allora sono due gli scenari percorribili per i pentastellati: uno è quello della scelta di un big (come ad esempio Alessandro Di Battista), cosa che però i grillini vorrebbero evitare per rimanere fedeli ai propri statuti; il secondo è quello “naturale”, con la candidatura di Marcello De Vito che è stato già candidato sindaco M5S a Roma e ora è a capo del gruppo grillino all’opposizione in Campidoglio. Ma in tanti, forse troppi, sono pronti all’agguato, alla zampata che potrebbe scardinare gli attuali precari equilibri. Tra questi lo straordinario dinamismo della senatrice Paola Taverna, che si muove quotidianamente nelle periferie romane per cementare il consenso al suo movimento ed in alcuni casi, rimedia, mal consigliata, anche qualche brutta figura. Nella giornata di martedì nell’Aula del VI Municipio di Tor Bella Monaca, ci doveva essere la sfiducia al Minisindaco del Pd, ma la scelta dei Consiglieri è stata esattamente l’opposto, e la Taverna che doveva esultare per la cacciata dell’amministratore Pd, si è vista costretta a lasciare l’aula delle Torri, senza l’auspicato successo. Va detto che la senatrice ha incassato una tripla sconfitta: la prima per la mancata sfiducia, la seconda perché è residente ed elettrice in quel Municipio e la terza è l’assoluta mancata partecipazione dei cittadini alla sua discesa in campo in uno dei territori più importanti elettoralmente (oltre 240mila residenti) della città. Allo stato dei fatti, al netto delle scelte che potrebbero ribaltare il tavolo delle candidature pentastellate, i due unici candidati possibili sono la Consigliera comunale Virginia Raggi, che è assolutamente in prima fila e poco dietro di lei l’altro Consigliere e Capogruppo in Campidoglio Marcello De Vito.

Poche chances e pochi candidati per le Destre. Spunta Bertolaso, lanciato senza successo da Berlusconi

Fin qui la ‘marmellata’ pentastellata, ma c’è anche chi sta decisamente peggio, come le destre. A scegliere il candidato, visto che quel che è rimasto della base dei partiti (Forza Italia/Fratelli d’Italia/ la Destra etc..) può imporre ben poco, è passata, anche in questo caso ad uno pseudo-direttorio nazionale, dove a scegliere saranno chiamati: Berlusconi-Salvini-Meloni-La Russa e tutti i colonnelli di partiti e movimenti delle destre. Ognuno, come sempre, cerca di tirare l’acqua al proprio mulino ed ecco allora che Berlusconi, in assoluta solitudine, propone Guido Bertolaso, l’uomo della Protezione Civile, dei grandi eventi, e perché no, anche delle grandi inchieste, ma questo non è parte delle nostre riflessioni e chi vuole può cliccare e trovare in rete tutte le informazioni utili alla bisogna. Bertolaso non chiude la porta ad una sua possibile candidatura per la Destra ‘istituzionale’: “Se ci fossero le condizioni per una candidatura al di sopra delle parti e dei partiti, penso a una lista civica con un programma molto preciso, potrei prenderla in considerazione perché io amo Roma e mi addolora vederla ridotta così. Mi servono le condizioni, senza questi giochetti politici. Io non sono mai stato un politico, e mai lo sarò. Ci vuole un manager in grado di far funzionare questa città che è allo stremo, quindi la politica e i giochetti politici contano poco. Quello che conta è curriculum, la capacità di fare e i programmi molto precisi per quello che si deve realizzare”.

La candidatura di Giorgia Meloni non è affatto esclusa

Ma se Bertolaso non chiude la porta e potrebbe rappresentare la candidatura per contenere la ‘botta’ elettorale, nelle destre resta ancora tutta in piedi, la Candidatura di Giorgia Meloni. Salvini, che su Roma non ha candidati convincenti da proporre, aveva dato il suo benestare, ma il problema è che la Meloni, proprio in queste ore ha annunciato la sua gravidanza, questo non impedisce però la sua discesa in campo. Anche la ministra Lorenzin non ha lasciato il suo impegno istituzionale quando era incinta di due gemelli. Ed ecco allora che la Georgia, nelle prossime settimane potrebbe ricompattare il fronte delle destre e potrebbe convincere al ritiro anche Francesco Storace, che solo 48 ore fa ha annunciato la sua candidatura. La Meloni, poi, potrebbe incassare anche il sostegno delle ali estreme come Casa Pound, Forza Nuova e degli altri movimenti ancora più estremi, già sdoganati da Salvini nel recente passato.

Il centro, con l’Ncd, non esprime candidati. Dopo il rimpasto nel Governo Renzi, nessuno ha voglia di creare problemi al Pd

Poi c’è il centro dello schieramento. I riposizionamenti sono già stati fatti con l’ultimo rimpasto di Governo, che ha visto premiati in toto tutti i partiti ed i movimenti centristi di varia ispirazione. La candidatura per Roma era già bella e confezionata, ed era quella di Beatrice Lorenzin. Senza l’accordo Renzi-Alfano con la nomina di qualche viceministro e di altrettanti sottosegretari il passo indietro era di fatto un obbligo. Ma la Lorenzin resta comunque protagonista su Roma è rilancia una candidatura che fino ad ora sembra essere decisamente appannata, ovvero quella di Alfio Marchini. “In questo momento -fa sapere la Lorenzin in una delle sue ultime interviste rilasciata in questo caso al Corriere della sera – bisogna andare oltre i partiti politici, la città ha bisogno di qualcosa di più. Devono stare insieme persone che hanno veramente qualcosa da dare alla Capitale, in primis alle periferie ormai in uno stato di degrado molto grave”. Poi il passaggio decisamente più interessante del suo ragionamento sull’eventualità di una candidatura di Alfio Marchini al Campidoglio: “Se non si spiaggerà sul centrodestra come candidato marchiato Pd e Forza Italia potrebbero appoggiarlo. Una strada percorribile, se si riesce però a fare un azzeramento delle classi politiche che hanno governato questa città. Anche per non rischiare una deriva M5S”.

Marchini, senza miracoli, resterà solo un bel candidato. Per lui una corsa ai limiti dell’impossibile

Infine proprio Marchini, che in queste settimane resta in un imperturbabile silenzio. Sa bene lo storico rampollo di una delle nobili famiglie che hanno cementificato Roma, che ogni parola, in questo momento potrebbe risultare devastante per la sua corsa verso il Campidoglio. Sa bene che le sue percentuali, probabilmente ed a meno di miracoli, potrebbero risultare ben al di sotto del boom già incassato nell’ultimo turno elettorale. Ed allora, ben consigliato, sceglie il silenzio e preferisce qualche fugace apparizione in pubblico ma in casa e senza avversari. Il problema di Marchini è però quello che in nessun caso potrà andare al ballottaggio. Impossibile superare i 5 Stelle, quasi impossibile superare il Pd, stesso vale per le Destre ‘istituzionali’ ed allora? Meglio il silenzio e giocare la partita verso le prossime elezioni politiche. Questo è il quadro, al 2 di febbraio, del catino elettorale capitolino. Tutto o nulla potrebbe accadere, ma al momento le bocce sono ferme in questa posizione e nessuno vede il pallino…

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