Intervista ad Alfredo D’Attorre. Sinistra italiana, un partito popolare, la politica torna ad occuparsi delle condizioni di vita e di lavoro dei cittadini

Intervista ad Alfredo D’Attorre. Sinistra italiana, un partito popolare, la politica  torna ad occuparsi delle condizioni di vita e di lavoro dei cittadini

“Siamo in partenza per un viaggio nell’Italia reale, quella in cui tanti uomini e tante donne incontrano i problemi di ogni giorno e coltivano le aspirazioni per il proprio domani. Scappiamo dalla miseria di tanta politica italiana e dalla ipocrisia che in questi anni ha accompagnato la rinuncia a risolvere i veri problemi del paese: povertà, disuguaglianze, disoccupazione, distruzione dei servizi pubblici, assenza di diritti sociali e civili, razzismo, corruzione, degrado ambientale, guerra e terrorismo. Cerchiamo soluzioni forti e innovative, cerchiamo mescolanza di culture politiche e saperi, cerchiamo passioni sconfinate e aspirazione al cambiamento. L’abbiamo chiamata Cosmopolitica. Da qui si parte per dare vita ad una nuova forza politica della sinistra, si parte per cambiare l’Italia”. Questo l’obiettivo della “tre giorni” che da venerdì vedrà impegnati in dibattiti, “laboratori”, centinaia di persone, qualche migliaio nella giornata conclusiva, domenica. Una assemblea, Eur, Palazzo dei Congressi, che aprirà la strada di Sinistra italiana verso il Congresso di fondazione del nuovo partito.

 Momento cruciale, il Pd lascia un vuoto di rappresentanza  a sinistra

“Momento cruciale”, due parole di Alfredo D’Attorre, deputato di Sinistra Italiana-Sel, definiscono il quadro politico, nazionale e internazionale, in cui fondare una nuova, ma nuova davvero, forza politica di sinistra, non è certo facile. Ma, guardando al quadro italiano, “mostra la corda il tentativo renziano del partito della nazione”, dice D’Attore. “Il Pd lascia un vuoto di rappresentanza a sinistra, occorre colmarlo, ne ha bisogno la nostra democrazia. Il nostro compito, il nostro obiettivo, l’assemblea non è che l’inizio, è quello di dare voce ai tantissimi che l’hanno persa”. “Pensiamo ad un percorso, un congresso costituente – prosegue –  in cui restituiamo ai cittadini piena sovranità come detta l’articolo 49 della Costituzione che sarà bene ricordare sempre.”  Articolo fondamentale della nostra Carta troppo spesso dimenticata, ferita stracciata.  “Tutti i cittadini – recita la Carta – hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. E D’Attorre precisa che  la Costituzione non è un fatto astratto, non nasce per caso “ma  deve rappresentare il nostro modello di società mettendo in campo pensiero politico e pensiero economico contrastando i modelli liberisti. Modelli che in questi anni – afferma – hanno  fatto fallimento a livello europeo.

Le politiche del governo non rispondono ai problemi reali del Paese e dei lavoratori

Oggi la situazione di crisi della Unione europea è sotto gli occhi di tutti: investimenti pubblici e  politiche attive contro le disuguaglianze sono due dei problemi più grandi da affrontare. Non è questa la direzione in cui si muove Renzi, non è all’altezza, le politiche del governo  non rispondono ai problemi reali del nostro paese, a quelli dei lavoratori”. Le parole di D’Attorre trovano conferma nelle cento e mille dichiarazioni del premier, nella sua enews che per tg e media  di corte è diventata una specie di Bibbia. Va tutto bene, la crisi è superata, l’Italia corre, i gufi sono serviti. “L’ottimismo di Renzi – riprende D’Attorre – non ha alcun fondamento, anzi è proprio il segnale che la politica del suo governo è fallimentare, non ci porta da nessuna parte, in un quadro internazionale segnato da guerre, distruzione, morte, con l’Italia che balbetta, il governo amico di regimi dittatoriali che ci regalano investimenti.

Lavoro, uguaglianza, diritti, valori, il ruolo del sindacato

Noi vogliamo costruire un partito popolare che non si occupa solo delle questioni che riguardano da vicino i suoi iscritti, non un partito dell’uomo solo al comando. Vogliamo guardare e rispondere ai problemi che ogni giorno si trovano ad affrontare i lavoratori, i ceti popolari. Le loro condizioni di vita, di lavoro, saranno la nostra bussola. Lavoro, uguaglianza, piena occupazione, diritti nei luoghi di lavoro, diritto ad  una pensione dignitosa, diritti civili, scuola pubblica e diritto allo studio l’affermazione di valori, dalla cultura alla libertà della comunicazione, il ruolo del sindacato che Renzi considera un nemico e che, invece, è parte fondante della società democratica, insomma la politica che torna ad occuparsi della vita dei cittadini”.  Già, proprio la politica, il vecchio ed il nuovo si confrontano, c’è una “netta distinzione – sottolinea D’Attorre – fra il soggetto cui vogliamo dar vita e il Pd che apre il campo a figure manageriali, vedi la vicenda elettorale di Milano. Non si tratta certo di un ‘fatto tecnico’, Milano è una grande città, da lì viene un segnale di una vera e propria mutazione politica del partito democratico”.

Il Congresso a novembre a conclusione di un percorso di partecipazione

Entro l’anno sarà in campo Sinistra Italiana, si pensa ad un Congresso da tenere a novembre a conclusione di un percorso di “ascolto”, meglio dire, precisa D’Attorre, di “partecipazione di tante e tanti”. Non sarà un percorso facile, i media, anche quelli, diciamo, che si definiscono “amici” sono molto avari di notizie, di comunicazione. Il quadro che viene dato è quello di una forza nuova che nasce però vecchia. D’Attorre  richiama il valore di far tornare alla politica tante donne e uomini che avevano creduto nel  Pd e che si sono allontanati. “Una perdita per la democrazia – conclude – che noi vogliamo recuperare, portarli di nuovo alla politica attiva. In questi mesi abbiamo svolto assemblee, riunioni, incontri, in ogni parte d’Italia, a partire da Roma. Abbiamo incontrato tanti giovani, studenti, precari, tante associazioni che operano nei territori.  Cosmopolitica non parte da zero. La nuova sinistra  dovrà produrre cultura politica, andata dispersa in questi anni, definire una forma partito, compito non certo facile, che  si misuri con i nuovi problemi, le nuove realtà nel campo della comunicazione“.  Un partito di popolo e di idee, come qualcuno ha detto? “Ci proviamo. A questo – conclude – serve la sinistra, Sinistra italiana”.

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