Il Wwf festeggia a Roma i suoi primi 50 anni. “Insieme è possibile”, l’evento presentato al Senato

Il Wwf festeggia a Roma i suoi primi 50 anni. “Insieme è possibile”, l’evento presentato al Senato

Il Wwf festeggia i 50 anni in Italia e per l’occasione ha riunito i vertici mondiali dell’associazione a Roma in un convegno nella Sala capitolare del Senato al quale ha portato il suo saluto anche il presidente Pietro Grasso. ‘Insieme è possibile: la sfida per il futuro di tutti noi dopo la Cop21 sul Clima e l’Agenda 2030 Onu per la sostenibilità’, è stato il titolo della tavola rotonda, aperta dal presidente onorario Wwf Italia, Fulco Pratesi, e con la partecipazione speciale di Yolanda Kakabadse, presidente Wwf internazionale. A coordinare, Donatella Bianchi presidente italiana dell’associazione.

Yolanda Kakabadse, presidente del WWF Internazionale: “Situazione ambientale planetaria grave, ma con una forte cooperazione globale lasceremo un’eredità migliore alle generazioni future”. I sistemi naturali che hanno consentito al genere umano di evolversi e di colonizzare il Pianeta, fornendoci sviluppo e benessere, sono a serio rischio. Il grande bene comune della natura, la cui salute è garanzia della nostra stessa sopravvivenza, necessita di una cooperazione senza precedenti da parte di tutti i protagonisti della società, le istituzioni, le imprese, il mondo della scienza e della cultura, il mondo dei media, quello della società civile.

Anche papa Francesco nella sua Lettera Enciclica “Laudato sì” invita l’umanità ad essere  coraggiosa, e a lavorare insieme per il bene comune, avviando un’era di cooperazione globale. Quel bene comune è il nostro pianeta, il suolo, gli oceani, l’aria, i fiumi, le foreste e le specie animali e vegetali, la ricchissima biodiversità, da cui dipende la vita e ai quali il WWF dedica tutti i suo sforzi sin dalla sua fondazione.

“Insieme è possibile. Solo attraverso una grande cooperazione collettiva e con azioni coraggiose e innovative possiamo evitare di lasciare in eredità le sfide di oggi, tra cui quella gravissima del cambiamento climatico, alle generazioni future”. Ha esordito la presidente del WWF Internazionale, Yolanda Kakabadse (che mercoledì scorso è stata ricevuta dal papa assieme ai presidenti del WWF Italia Donatella Bianchi e Usa Carter Roberts) all’evento che ha aperto le celebrazioni per i 50 anni del WWF Italia (1966-2016). “Le parole di papa Francesco – ha continuato – coincidono con lo storico accordo che ha sancito la nascita degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dalle Nazioni Unite e dell’importante Accordo di Parigi sul clima. Oggi abbiamo degli strumenti importantissimi per avviare questo grande cambiamento ma non possiamo perdere ulteriormente tempo e governi, imprese da subito devono agire per dare concretezza a quanto deciso nelle sedi internazionali ”.

Con lei, anche il direttore generale del network, Marco Lambertini, che ha chiuso l’incontro.

“Il WWF in questi 50 anni ha avuto in Italia un ruolo importantissimo, a cominciare dall’approvazione della prima legge in Italia per la protezione della fauna selvatica – ha detto Jolanda Kakabadse – al ruolo importante nei progetti di conservazione per diversi habitat italiani vitali come le zone umide, la creazione di un sistema di aree protette (le Oasi) e il grande lavoro svolto sulle specie in via di estinzione, tra cui il lupo, l’orso bruno, la lontra, il cervo sardo, la foca monaca. Recentemente, il WWF in Italia ha ottenuto un altro importantissimo risultato, l’approvazione della legge che istituisce il Comitato sul capitale naturale, che deve orientare la politica a tenere in debito conto l’ambiente come risorsa chiave e fondamentale della nostra economia all’interno del PIL”.

Il direttore del WWF Internazionale, Marco Lambertini, ha posto l’accento sull’importanza degli Obiettivi di sviluppo sostenibile adottati dalle Nazioni Unite (Sustainable Development Goals, SDGs). Assieme all’accordo sul clima raggiunto a Parigi in occasione della Cop 21, questi eventi hanno fatto del 2015 un anno da ricordare per l’ambiente fornendo strumenti da rendere immediatamente operativi da parte di governi e imprese con un grande ruolo da giocare da parte della società civile. “Il WWF Italia – ha detto Lambertini, nativo di Livorno e da giovane attivista del WWF in Toscana – è stata l’organizzazione che per prima ha promosso un programma di conservazione della natura moderno e innovativo. Dal concetto di Oasi alle campagne per le aree protette e a quelle di educazione e stili di vita. Certo c’è molto ancora da fare ma per la natura l’Italia è oggi un paese migliore. E questo anche grazie all’impegno e ai risultati raggiunti dal WWF Italia, dai volontari sul territorio ai soci e sostenitori, e all’intera organizzazione”.

La presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi, ha voluto in apertura ringraziare il presidente del Senato, Pietro Grasso. “Grazie alla sensibilità dimostrata abbiamo avuto l’opportunità di realizzare questo evento in una sede istituzionale così prestigiosa – ha detto – come WWF Italia siamo orgogliosi di ospitare a Roma Yolanda Kakabadse e Marco Lambertini, due personalità di grandissimo spessore che guidano il nostro network impegnato in 50 Paesi e con 5 milioni di sostenitori e centinaia di progetti di conservazione concreti sul campo. L’Italia custodisce una ricchezza naturale che non ha uguali in Europa e grazie alla sua centralità geografica svolge un ruolo cruciale nello scenario della conservazione ambientale del mediterraneo. Le nuove sfide che ci attendono si chiamano cambiamenti climatici, conservazione delle specie minacciate come il lupo o l’orso o le molte specie marine, trivellazioni a mare, ma anche provvedimenti necessari come mettere in conto la natura nel sistema economico o quelli sul consumo di suolo e sulla decarbonizzazione”.

Riconoscendo la portata e la complessità delle sfide ambientali, il WWF ha scelto da tempo di impegnarsi in iniziative congiunte e azioni di collaborazione con istituzioni, società civile e settore privato, per promuovere un reale cambiamento nella cultura, nelle istituzioni, nei mercati e nei modelli di produzione e consumo affinché si avviino percorsi di sostenibilità del nostro sviluppo e del nostro benessere. La sfida del WWF lanciata nell’evento al Senato “Insieme è possibile” si può realizzare con la forte collaborazione di tutti, istituzioni, imprese, mondo della cultura e della scienza, mondo dei media, mondo della società civile ecc.

Durante l’evento si è perciò svolta la cerimonia di nomina dei primi “Ambasciatori del 50esimo”, scelti come rappresentanti del mondo delle istituzioni, della cultura, delle imprese che, nel corso degli anni, si sono distinti per sensibilità, impegno ambientale e vicinanza con il WWF. La speciale nomina è stata conferita da Fulco Pratesi a Piero Angela per il grande valore del suo operato nella divulgazione naturalistica e scientifica.

Uno speciale riconoscimento è stato assegnato all’Ammiraglio Giuseppe De Giorgi, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare per la rinnovata collaborazione con il WWF nelle attività di divulgazione e sensibilizzazione sulla conservazione degli ambienti marini e costieri. Questo primo evento del 50° anniversario il WWF si è particolarmente focalizzato sul mondo delle imprese proprio per le importanti sfide che derivano dagli impegni internazionali discussi in questo evento al Senato e che devono vedere un ruolo molto attivo da parte del settore privato. Sono pertanto stati nominati Ambasciatori del 50esimo per questo ambito in riconoscimento della loro azione e collaborazione con il WWF nel tempo: Laura Panini, Presidente Franco Cosimo Panini Editore, Belén Frau, Amministratore Delegato IKEA Italia, Francesco Mutti, Amministratore Delegato Mutti, Luigi Lazzareschi, Amministratore Delegato Sofidel, e Paolo Fiorentino, Chief Operating Officer UniCredit.

All’evento, coordinato dalla presidente Bianchi, sono stati relatori anche alcuni illustri esponenti del Comitato Scientifico dell’Associazione, come Marco Frey (Fondazione Global Compact), Roberto Danovaro (Università Politecnica delle Marche), Riccardo Valentini (Università della Tuscia) e Antonio Navarra (Centro Euromediterraneo Cambiamenti Climatici) che hanno fortemente arricchito il quadro della situazione attuale e delle prospettive di soluzione.

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