Il sistema Lombardia finisce nella polvere. Arresti e denunce per la gestione della sanità pubblica. In carcere un fedelissimo di Maroni

Il sistema Lombardia finisce nella polvere. Arresti e denunce per la gestione della sanità pubblica. In carcere un fedelissimo di Maroni

I carabinieri del Comando provinciale di Milano hanno eseguito nelle prime ore di martedì 21 ordinanze di misura cautelare firmate dal Gip del tribunale di Monza, su richiesta della locale procura, nei confronti di altrettante persone indagate, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbata libertà degli incanti e riciclaggio. Si tratta dell’indagine ‘Smile’, secondo la quale un gruppo imprenditoriale avrebbe turbato in proprio favore l’aggiudicazione di una serie di appalti pubblici – banditi da diverse Aziende Ospedaliere della Lombardia per la gestione, in outsourcing, di servizi odontoiatrici – corrompendo i funzionari preposti alla gestione delle gare.

Dieci le persone finite agli arresti e con funzioni pubbliche e tra questi il braccio destro del Governatore Roberto Maroni

Le persone con funzioni pubbliche coinvolte nell’indagine sono 10, tra le quali risulta esserci anche Fabio Rizzi, presidente della commissione Sanità e politiche sociali della Regione Lombardia (nella foto con il Governatore Roberto Maroni). Stando a una nota dei Carabinieri, nel corso delle indagini sono stati ricostruiti episodi corruttivi nei confronti di 10 soggetti investiti di funzioni pubbliche, condizionamenti nell’aggiudicazione e nello svolgimento di appalti indetti da Aziende Ospedaliere della Lombardia, nonché analoghe ingerenze nelle procedure di contrattazione con importanti strutture sanitarie private accreditate con il Sistema Sanitario Nazionale. Ordine di custodia cautelare anche la moglie di Rizzi, alla quale sono stati concessi gli arresti domiciliari. Per entrambi  l’accusa è di associazione per delinquere.

Una puntuale ricostruzione degli inquirenti getta ombre sul ‘Sistema Lombardia’

La ricostruzione degli inquirenti Un circuito criminale “orientato ad influenzare (mediante la turbativa delle gare d’appalto) le dinamiche interne al mondo della sanità lombarda”.   Secondo gli inquirenti, l’azione avveniva in un contesto, quello della sanità lombarda, che, dal 2004, ha conosciuto il proliferare di numerosi appalti pubblici d’ingente valore attraverso cui numerose Aziende Ospedaliere hanno esternalizzato il servizio di gestione di ambulatori odontoiatrici. Si è ricostruito quindi come negli anni, al moltiplicarsi delle gare, sia corrisposta la nascita ed il consolidamento di una posizione di sostanziale monopolio di un gruppo imprenditoriale con sede ad Arcore (denominato ‘Odontoquality’), vincitore della pressoché totalità degli appalti. Secondo gli investigatori, l’azione avveniva su diversi piani: amministrativo, con  funzionari pubblici di diverse Aziende Ospedaliere che, corrotti dalle imprese fornitrici dei servizi sanitari, hanno reso loro favori illeciti nella gestione delle pratiche di loro competenza;  imprenditoriale: corruttori che hanno beneficiato dell’aggiudicazione di importanti appalti pubblici truccati o di altre prestazioni illecite, accaparrandosi i proventi di un giro d’affari complessivo stimato in circa 400 milioni di euro dal 2004 ad oggi.

Le ‘garanzie’ del Consigliere Rizzi sugli appoggi alle strategie del presunto malaffare

Il  consigliere regionale della Lega, Fabio Rizzi, ed un componente del suo staff avrebbero garantito, con il loro appoggio strategico, le condizioni per far perdurare l’esistenza del “sistema” clientelare. In particolare, sempre secondo quanto emerso dalle indagini, la ricerca della necessaria “copertura politica” da parte dell’imprenditrice al vertice del gruppo si è tradotta “in un interessato connubio tra i livelli imprenditoriale e politico, dando vita ad una associazione per delinquere responsabile della commissione di molteplici reati contro la Pubblica Amministrazione” imperniata – rilevano gli inquirenti  – su Maria Paola Canegrati, amministratrice del complesso sistema societario che, nel corso degli anni, ha potuto procurarsi “attraverso turbative d’asta, la corruzione degli associati Mario e Fabio Rizzi e la corruzione dei funzionari pubblici preposti alla gestione dei servizi di odontoiatria affidati in service ai privati dalle singole aziende ospedaliere e alle forniture per i medesimi servizi, la stipulazione di vantaggiosi contratti per le predette società, nonché, sempre attraverso la corruzione di Longo e Rizzi, la stipulazione di vantaggiosi contratti con strutture sanitarie private e private convenzionate”.

L’abuso dei ruoli pubblici per le forniture alle Aziende Ospedaliere di Regione Lombardia

Fabio Rizzi e Mario Longo, “nelle rispettive qualità, il primo di consigliere Regionale della Regione Lombardia e presidente della Commissione “Sanità e Politiche Sociali” del Consiglio Regionale, il secondo di appartenente allo staff del primo con incarichi pubblici nell’ambito dell’odontoiatria, abusando dei propri ruoli e poteri, inducevano i funzionari pubblici preposti alla gestione dei servizi di odontoiatria e alle forniture odontoiatriche dell’aziende Ospedaliere della Regione, nonché gli amministratori delle strutture private e private convenzionate della Regione, a favorire nell’indizione delle gare d’appalto o nella scelta del contraente privato le società riconducibili alla Canegrati”.

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