Il silenzio dei media su Cosmopolitica ha il sapore della censura. Non è il caso di scrivere una lettera a Maggioni e a Mattarella?

Il silenzio dei media su Cosmopolitica ha il sapore della censura. Non è il caso di scrivere una lettera a Maggioni e a Mattarella?

Il silenzio dei media nazionali sull’appuntamento di Cosmopolitica ha un che di scandaloso. Tre giorni di dibattito intenso e serrato all’Eur, a Roma, migliaia di persone, tra le quali molti giovani che parlano, discutono, le cui vite si intrecciano, si attraversano, finalmente si rivede gente vera, in carne e ossa. Eppure, tranne poche eccezioni, la stampa e i media televisivi hanno dedicato pochissimo spazio alla sinistra che si ritrova, si riunisce, si sorride e sorride all’Italia. Zero assoluto sulle reti e nei tg del servizio pubblico.

Il silenzio sulle reti televisive

Neppure una citazione sulle reti e nei tg Mediaset, anche solo per quel diritto di cronaca che non si nega a nessuno. La7 se l’è cavata, ma solo in parte, invitando Nicola Fratoianni nel programma condotto da Lilli Gruber, Ottoemezzo, ma nulla nei tg. Skytg24, sempre così solerte nella ricerca di notizie politiche, ha dato in diretta l’assemblea del Pd, silenziando l’appuntamento di Cosmopolitica. I tg di queste tre giornate contenevano, certo, notizie drammatiche e importanti, ma mettere il silenziatore a questo importante appuntamento dal quale finalmente nascerà il nuovo partito della sinistra equivale a una vera e propria censura. Sarebbe il caso che i dirigenti di Sinistra italiana scrivessero una letterina, da rendere pubblica, al presidente della Rai, Monica Maggioni, che fino a un attimo prima della nomina faceva il direttore di Rainews24, e dunque è sensibile ad atteggiamenti di censura.

Il silenzio sui quotidiani e l’espressione ostile “Leopolda con l’eskimo”

Sui quotidiani, la scelta è stata abbastanza analoga, se si eccettua il Manifesto. La Stampa ha scelto di chiedere un articolo a Riccardo Barenghi, alias la Jena. Il Corriere della sera ha la notizia in Politica, ma con un titolo francamente offensivo: “La leopolda di sinistra”. Poi, più nulla. La Repubblica ha fatto la medesima scelta del Corriere della Sera, una rapida e insipida presentazione dell’evento. E null’altro. L’Unità ha compiuto un’operazione di grande astuzia: interviste a Cofferati e a Fratoianni, ma commento velenoso di Fabrizio Rondolino, dal titolo provocatorio “A che ora inizia la rivoluzione”, in cui rilancia l’infelice espressione di altri “La Leopolda con l’eskimo”.

Le notizie c’erano, rilanciate dalle agenzie

Eppure, e ne siamo direttamente testimoni, le agenzie di stampa hanno fornito molto correttamente tutte le informazioni su quanto stava accadendo all’Eur, a Cosmopolitica. Ansa, Dire, AdnKronos hanno riportato molti interventi, e li hanno rilanciati. Non ci sarebbe stato bisogno neppure di alzare il sedere dalla sedia, bastava un’operazione da copia e incolla, in qualunque redazione. Ma così va il mondo, oggi. Tutto ciò che porta il nome di sinistra, di uguaglianza e di giustizia sociale, di un altro tipo di sviluppo e di mondo, non gode dell’interesse della gran parte dei direttori e delle redazioni. Oppure, vi è un’altra spiegazione? Il silenzio sulla sinistra è caduto non a caso, ma spinto da un vento che spira da Palazzo Chigi? Non osiamo pensare che i direttori dei tg del servizio pubblico, e dei grandi quotidiani possano essere minimamente accusati di subalternità a chiunque. E tuttavia, il silenzio è caduto, e nessuno ha osato spiegarlo, perfino in poche righe, ai telespettatori o ai lettori. Forse, questo atteggiamento sarebbe stato il più corretto.

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