Il ritorno di Grillo in teatro, ma forse non è mai andato via. Lo spettacolo si tinge di una doppia identità: malinconica e frizzante

Il ritorno di Grillo in teatro, ma forse non è mai andato via. Lo spettacolo si tinge di una doppia identità: malinconica e frizzante

Dopo la cancellazione delle date del tour internazionale dello scorso anno, a febbraio Beppe Grillo torna a calcare il palcoscenico dei teatri d’Italia. “GrillovsGrillo” è il titolo della tournée di spettacoli, che ha registrato nella prima di ieri sera, in scena presso il Teatro Linear Ciak del Corvetto, un successo di pubblico, sfiorando il “tutto esaurito”. Sono previste altre tre serate a Milano fino al 5 febbraio e 4 a Roma (dal 16 al 19 febbraio). Ideato dallo stesso Grillo nel corso dello spettacolo il comico-politico sembra tornare ai primordi, traghettato di nuovo verso le sue iniziali vesti di professionista della risata. Deve iniziare, però, a fare i conti con la dicotomia, ormai evidente a tutti, che attanaglia la sua personalità: politico di facciata, fuori, e comico di natura, dentro. E’ la sfida più difficile questa, definita dallo stesso Grillo “caso disperato”, che non riguarda questa volta la questione di un pubblico scontento o di un avversario politico troppo ingamba. Comporta la difficoltà del dover far coincidere tra loro due universi, prima paralleli, che ora hanno trovato un terreno di congiunzione: Grillo non deve far altro che vedersela con se stesso, “avversario” più temibile di tutti.

Grillo deve fare i conti con Grillo, con l’altro sé che cerca di prendere il sopravvento

Grillo deve fare i conti con Grillo, con l’altro suo sé, che puntualmente gli si contrappone davanti, cercando di prendere il sopravvento. Ecco spiegato il titolo dello spettacolo, che sembra riassumere, anche nei contenuti, questo stato d’animo. Così lo stesso Grillo descrive lo spettacolo: “Grillo contro Grillo è una storia di schizofrenia. Di un uomo diviso tra due identità. Quella di comico e di politico. Alla fine dello spettacolo ne rimarrà una sola. E’ un caso clinico, disperato, tragicomico. Una storia che ripercorre una mutazione genetica in cui il protagonista cerca di riappropriarsi della sua vita e della sua identità. Ci riuscirà?”. E aggiunge: ” […] Il comico non deve dare certezze, il politico sì. Mi devo purgare di questa dicotomia, mi dovete aiutare…”. E’ così che Grillo si rivolge al pubblico, rappresentato, a differenza di quanto si potrebbe supporre, dalle più variegate categorie di persone, per fascia di età, occupazione e orientamento politico. Un pubblico diverso da quello di piazza, inneggiante al Movimento Cinque Stelle, del quale è il fondatore. In platea sono presenti anche l’imprenditore e politico Gianroberto Casaleggio, la mente dei Cinque Stelle che non è nuovo a questo tipo di spettacoli, infatti proprio in occasione di uno di questi ebbe modo di conoscere il comico genovese a Livorno, nel 2004.

Di Maio. Grillo resta garante ma il movimento cammina sempre più con le proprie gambe

Sempre tra le personalità note, si conta la presenza del deputato dei Cinque Stelle Luigi Di Maio, insieme alla sua compagna, Silvia Virgulti, il quale, all’affermazione di Grillo: “Scherzando sono diventato leader. Rivoglio la libertà, ma non vado via”, dice la sua: “Grillo resta garante, ma è vero che il movimento cammina sempre più con le proprie gambe”. Lo spettacolo è fatto di tante sezioni, nelle quali vengono affrontati argomenti diversi, pur sempre improntato sull’impianto del “one man show”. In una prima parte, ripercorrendo le fasi della sua vita, a dominare il monologo, vi sono la malinconia e il ricordo soprattutto della sua infanzia a Genova, periodo duro e sofferto, alla ricerca di una propria identità tra musica, canzoni e un primo approccio alla comicità. Poi continua parlando delle posizioni ambientaliste, del suo interesse verso i computer, definita “nuova tecnologia per riprogettare il mondo”. Nello scorrere dei minuti, molte le denunce nei confronti delle ingiustizie, a partire dalle banche, passando per i fondi esteri, ai quali l’Italia ha svenduto quanto di più bello, fino ad arrivare alla politica, dimostrandosi più anticapitalista del solito: “Serve liberare le nostre vite dai mercati. Come si finanzia un reddito per tutti? In Corea e in Brasile già si fa…”.

Come sono riuscito a fare questo movimento? Io scherzavo

Tante parole spese nei confronti delle proposte al positivo, come una riqualificazione delle città ed una riconversione delle industrie, appoggiandosi alla tecnologia, ma senza mettere da parte il lavoro dell’uomo, prezioso e necessario. Inesauribile la sua opposizione all’automobile, ormai da considerarsi un “evergreen”, mezzo definito pericoloso, costoso e inquinante. Il tutto condito con toni giocosi e sempre improntati alla battuta, che hanno suscitato ilarità nell’attento e partecipativo pubblico. A tratti, tuttavia, anche attimi in cui la temperatura è calata in un imbarazzato silenzio. Il comico infatti non ha mancato di calcare la mano su questioni politiche, con commenti decisi e diretti, affrontando anche l’argomento della fondazione del Movimento Cinque Stelle: “Come sono riuscito a fare questo movimento che forse è il primo movimento italiano? Io scherzavo!”.

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