Il grande buco nero del lavoro. Dopo Finmeccanica, Eni e Ilva altre migliaia di posti di lavoro in bilico

Il grande buco nero del lavoro. Dopo Finmeccanica, Eni e Ilva altre migliaia di posti di lavoro in bilico

 

Dopo aver trattato nelle ultime settimane, le crisi che hanno letteralmente sconvolto vasti territori in Liguria, Puglia e Sicilia, dove le crisi dei grandi poli siderurgici e della raffinazione di Ilva, Finmeccanica e Eni, con migliaia di lavoratori con poco futuro occupazionale, altre vertenze si affacciano esplosivamente sul panorama sindacale nazionale. In attesa della definizione dei paracadute sociali che dovrebbero ammortizzare la condizione dei lavoratori in organico nelle grandi multinazionali, vanno denunciate nuove crisi che vedono coinvolte altre Mpmi ne comparto dell’assistenza sanitaria, dei servizi del turismo, e visto che in Italia non ci facciamo mancare nulla, anche nel pubblico impiego.

Le cliniche San Raffaele potrebbero ‘cancellare’ 2000 occupati

Tutta aperta la vertenza del Gruppo S. Raffaele, che vede a rischio almeno 2000 posti di lavoro. Il collasso di questi centri di assistenza sanitaria porterebbe gravi contraccolpi anche nell’indotto. Critica la situazione in numerose regioni, tra queste il Lazio, dove sarebbero oltre 500 i lavoratori i bilico tra occupazione e disoccupazione. Dalla sanità al turismo ed è la volta di una prestigiosa catena alberghiera.

Anche il turismo è pronto a licenziare. Grave la condizione del gruppo Atahotels

Sarebbero infatti 8 le chiusure eccellenti in vista per Atahotels: a denunciarlo la Filcams Cgil. Secondo il sindacato dei lavoratori di turismo, commercio e servizi tireranno presto giù le serrande cinque alberghi milanesi (l’Hotel Executive, il Residence De Angeli, il Residence Ripamonti, il Quark hotel e il Residence Class) nonché Villa Pamphili a Roma, il Resort Tanka Village di Villasimius (Cagliari) e il Residence Planibel a La Thuile (Aosta). Per questo motivo, si legge su Affaritaliani.it, i sindacati insieme ai lavoratori della società hanno dato il via alla protesta con un presidio di fronte all’hotel Executive, sede storica delle trattative del calciomercato italiano che si è chiuso nella giornata del 31 gennaio. A rischio sono 400 posti di lavoro. MilanoToday spiega che gli otto alberghi sono di proprietà dell’Enpam, l’ente di previdenza e assistenza dei medici, e sono in usufrutto alla catena internazionale Atahotels che ne ha disdetto la gestione. Si cerca quindi una nuova catena che possa subentrare.Tra le cause della chiusura si cita la fine dell’effetto Expo ma i conti non tornano considerando che parliamo di strutture di alto livello, cinque delle quali in una città ad evidente vocazione business. Soprattutto non quadra con i proclami di voler costituire il più grande polo alberghiero italiano dopola fusione con Unahotel a giugno dell’anno scorso.

L’incredibile vicenda della Croce Rossa Italiana con oltre 2000 lavoratori in mobilità

E dal turismo passiamo al pubblico impiego. In questo caso dobbiamo occuparci addirittura della Croce Rossa Italiana, non è una provocazione, ma l’Ente è ormai in emergenza da anni e vede anche in questo caso precari oltre 2000 occupati, per la precisione sarebbero 2.074 i dipendenti della Croce Rossa in mobilità a seguito della riforma dell’organizzazione. L’elenco del personale da ricollocare è stato pubblicato sul sito del ministero della Pubblica amministrazione dedicato alla mobilità. I lavoratori dovranno essere riassorbiti nelle altre amministrazioni, comprese le strutture sanitarie, ma è evidente che tra i lavoratori serpeggi una notevole apprensione. “Chiediamo un incontro urgente al governo per tranquillizzare il personale affinché, da qui a quando verranno ricollocati, possano svolgere un’attività e avere una retribuzione” commenta il segretario nazionale della Funzione pubblica Cgil Salvatore Chiaramonte: “Già si sono registrati ritardi nel pagamento degli stipendi, c’è la preoccupazione che i pagamenti possano addirittura essere interrotti nei prossimi mesi”. La riorganizzazione della Croce Rossa è prevista dal decreto legislativo 178 del 2012 (che applica una legge del 2010). Ai 2.074 in mobilità (di cui il 40 per cento a Roma) si aggiungono in uscita altri 57 lavoratori, che sono quelli che raggiungono entro l’anno i requisiti per il pensionamento. “Occorre fare in fretta, ricollocando il prima possibile il personale” aggiunge il segretario nazionale Chiaramonte, sottolineando che “una parte significativa di questi lavoratori svolge la propria attività nel soccorso sanitario, sulle ambulanze, è quindi facilmente ricollocabile nelle Asl”.

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