Restano impenetrabili le nebbie dell’affittopoli capitolina. Ignazio Marino su Tronca: “Ha portato alla ribalta quanto fatto da noi a marzo 2015”

Restano impenetrabili le nebbie dell’affittopoli capitolina. Ignazio Marino su Tronca: “Ha portato alla ribalta quanto fatto da noi a marzo 2015”

C’è, nella giornata di giovedì, una ulteriore accelerazione nell’inchiesta capitolina sugli affitti delle case di proprietà dell’Amministrazione Comunale di Roma. Da registrare una nuove presa di posizione del Commissario straordinario Tronca che cerca di dettare i tempi ai suoi ispettori: “E’ una cronoscalata. Crono perché abbiamo poco tempo e scalata perché è un lavoro in salita. Ce la metteremo tutta con tutte le forze. Per questo abbiamo il supporto di altre amministrazioni, ad iniziare dall’Agenzia delle Entrate”. Tuttavia, ha spiegato ancora Tronca, l’esito delle operazioni di controllo “non dipende da quello che abbiamo trovato, ma da quello che troveremo. Se non ce la dovessimo fare completamente vorrà dire che avremmo avviato un lavoro che sarà portato a termine dall’amministrazione democraticamente eletta dal popolo. Stiamo verificando tutte le situazioni. Potremmo anche trovarci di fronte a un fenomeno sommerso. Vedremo. Noi faremo di tutto in grande accelerazione”.

Ignazio Marino: “Quello che astutamente ha portato alla ribalta Tronca noi lo avevamo messo nero su bianco nel marzo 2015”

Sul punto evidenziato dal Commissario facente funzioni da registrare anche la reazione dell’ex Sindaco di Roma, Ignazio Marino che vuole dire la sua sulla vicenda: “Quello che il commissario, astutamente ha portato alla ribalta sullo scandalo di Affittopoli – fa sapere in un suo intervento a Repubblica.tv- è ciò che noi a marzo 2015 avevamo messo sul sito del Comune. Sono molto soddisfatto che i media si occupino di questa importante questione che riguarda i romani- ha aggiunto- Il fatto che Roma sia un pessimo padrone di casa ed abbia gestito male il patrimonio è stato uno dei primi punti su cui io mi sono concentrato quando sono diventato sindaco. Diedi il compito ai miei assessori, Nieri e Cattoi, di completare una mappatura degli immobili, fu uno dei temi su cui avevo basato la mia consiliatura”.

Fassina (Sinistra Italiana) chiama in causa i suoi competitor del Pd ed Alemanno. “Imbarazzante rimpallo di responsabilità”

Chi invece nel passato da amministratore viene chiamato in causa, sono i due candidati sindaco del Pd, Giachetti e Morassut, chiamati in causa dall’altro competitor di Sinistra Italiana, Stefano Fassina: “Sugli immobili del Comune di Roma è imbarazzante il rimpallo di responsabilità tra Giachetti e Morassut da una parte e Alemanno dall’altra. Sarebbe necessaria un’esplicita assunzione di responsabilità da parte di chi è stato ai vertici dell’amministrazione per un lungo periodo. Sarebbe utile capire perché, in 17 anni di ininterrotto governo della città, durante il mitico “Modello Roma”, quando Giachetti era capo gabinetto del Sindaco Rutelli e Morassut assessore all’urbanistica della Giunta Veltroni, non si è fatto un serio censimento del patrimonio e un’operazione di trasparenza e equità. Sarebbe altrettanto utile sapere da Alemanno dov’è stato durante i 5 anni della sua disastrosa amministrazione. Ora è necessario portare a compimento l’iniziativa avviata da Marino e ripresa dal Commissario Tronca per realizzare massima trasparenza e equità per un efficiente uso sociale del patrimonio capitolino -aggiunge Fassina-. Ma attenzione: va evitato di colpire il giusto, oltre il peccatore. Le centinaia di esperienze di autorganizzazione attive negli immobili comunali e impegnate in iniziative di solidarietà, di creazione di cultura, di costruzione di integrazione, di salvaguardia dell’ambiente, vanno sostenute non sgomberate o soffocate con canoni insostenibili”.

E su twitter va in scena il teatrino tra Orfini (Pd) ed il pentastellato Di Battista

E si consuma su twitter anche una terzo botta e risposta, questa volta si tratta delle prese di posizione del Presidente del Pd Matteo Orfini e del deputato 5 Stelle, Di Battista. La polemica è tutta a colpi di tweet, con il grillino a puntare il dito su alcuni canoni che non sarebbero stati corrisposti dal Pd per la locazione delle proprie sedi. “#affittopoli Presidente @orfini i soldi dei vostri affitti li ridate ai romani o no? Ma quando la smetterete di prendere i nostri soldi?”, il cinguettio del deputato M5S. Immediata la risposta di Orfini: “Caro @ale_dibattista,caschi male: mesi fa ho scritto al Comune chiedendo di pagare i debiti. Tu piuttosto facci vedere i vostri oscuri bilanci”.

Già pronta la scaletta del Campidoglio. Due task force per supportare le ulteriori verifiche”

Da registrare infine le prossime mosse dell’Amministrazione straordinaria guidata da Tronca che ha disposto l’avvio immediato di due gruppi interforze. ”Le due task force- si legge in un comunicato del Campidoglio- supporteranno le operazioni di verifica in corso delle posizioni anomale sia da un punto di vista documentale che fattuale e si affiancheranno alla Segreteria Tecnica che già da tempo è dedicata all’analisi del patrimonio immobiliare capitolino”. Alla riunione, svoltasi in Campidoglio, erano presenti i Sub Commissari Rolli, Taucer, Spadoni e Castaldi, la Responsabile della Segreteria Tecnica Raineri, oltre al Segretario Generale, al Direttore del Dipartimento del Patrimonio e al Comandante della Polizia Locale. “Una task force, informatico-amministrativa, anche con il supporto dell’Agenzia delle Entrate – prosegue il comunicato – procederà alla completa mappatura del patrimonio, attraverso l’incrocio e l’associazione di tutte le banche dati disponibili. La seconda, operativo-logistica, si occuperà di condurre contemporaneamente le verifiche e gli accertamenti sul campo.
L’azione partirà dall’analisi delle posizioni anomale già emerse nel I Municipio, per proseguire poi, in maniera capillare, su tutto il territorio comunale”. Nei giorni scorsi il Campidoglio aveva diffuso i primi dati relativi al I Municipio. Dall’esame delle posizioni dei 574 immobili è emerso che solo il 18,5% delle unità abitative può essere definito allocato a inquilini muniti di contratto. In questa categoria vanno, tuttavia, compresi anche i contratti con canone irrisorio e i casi di morosità. Un’ampia “zona grigia”, pari al 49,6% della platea, si riferisce a contratti scaduti, utenti per i quali è in corso la verifica dei requisiti per la regolarizzazione della locazione, abusivi non ancora accertati, procedure di sfratti in corso. Le posizioni abusive accertate sono il 16,2%. Gli utenti in attesa di stipula di contratto, nei confronti dei quali è stata già accertata la sussistenza dei requisiti da parte dell’Amministrazione, ammontano al 15,7%.

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