Fuga all’estero di General Electric, in fumo 237 posti di lavoro

Fuga all’estero di General Electric, in fumo 237 posti di lavoro

La vertenza Alstom Power General Electric approda al ministero dello Sviluppo economico. L’azienda ha deciso di delocalizzare le produzioni in Romania e Polonia, avviando le procedure di licenziamento per 237 lavoratori dello stabilimento di Sesto San Giovanni (Milano). Una vertenza dunque molto difficile, che vedrà venerdì 26 febbraio a Roma, alle ore 14.30 nella Sala delle Commissioni del ministero (via Molise 2), una riunione tra governo, impresa e sindacati.

“È per noi inaccettabile un ridimensionamento delle attività e dei lavoratori Alstom oggi passati a General Electic”, sostiene Mirco Rota, segretario generale della Fiom Lombardia. “Il governo italiano – spiega l’esponente sindacale – deve fare la propria parte, pretendendo da General Electric un piano industriale ben definito che rilanci e sviluppi le attività di Sesto San Giovanni. Questo grande gruppo di dimensione mondiale ha tutte le caratteristiche per poterlo fare, anche alla luce dei suoi programmi di investimento nel nostro paese e dei contributi ricevuti sia dal governo italiano sia dalla Regione Lombardia”.

La Alstom è un gruppo industriale francese, con quattro settori di produzione (trasporti su ferro, energia da fonti termiche, energia da fonti rinnovabili e trasmissione di energia), che un anno e mezzo fa è stata acquisita da General Electric. In Italia è presente con 12 sedi e oltre 4 mila lavoratori. La nuova società ha quindi comunicato la chiusura della fabbrica e del service del settore “power” del gruppo Alstom di Sesto, considerandola un “passo necessario per aumentare la competitività del business ex Alstom”, determinando così gli esuberi.

Giovedì 18 febbraio scorso la vertenza è stata affrontata dalla Commissione Attività produttive della Regione, con un confronto tra lavoratori, sindacati, sindaco di Sesto San Giovanni e impresa. In quell’occasione la nuova proprietà, General Electric, ha ribadito i prossimi piani di investimento in Italia (800 milioni nei prossimi quattro anni) e la necessità dei licenziamenti nell’impianto di Sesto. Sempre giovedì 18 oltre 200 lavoratori di Alstom Power e General Electric hanno manifestato a Sesto San Giovanni “per proseguire la protesta nella difesa della loro occupazione e della produzione aziendale”.

da rassegna.it

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