Fab.rica. “Roma ‘la’ capitale metropolitana”. Falasca: le scelte per una consiliatura costituente

Fab.rica. “Roma ‘la’ capitale metropolitana”. Falasca: le scelte per una consiliatura costituente

“Contribuire ad offrire un’occasione di riflessione e di ragionamento sulla formazione di un governo dell’area romana capace di corrispondere ai bisogni dei cittadini nella gestione integrata, efficiente ed efficace delle sue funzioni strategiche”. Claudio Falasca, presidente di Fab.rica  apre i lavori del seminario “Roma la città metropolitana” sottolineando che  su una tematica così importante ci sia poca considerazione e poco dibattito. “Probabilmente – prosegue – la risposta sta nell’approccio al tema in tempi passati. È una materia considerata per esperti e non per la massaia, per l’operaio. Queste sono le ragioni del distacco”. Da qui la proposta: “Facciamo emergere quali sono le questioni vicine ai cittadini per smuoverli. Il problema si risolve con un governo centrale metropolitano che associ i centri periferici minori, ma ogni volta che si vota per l’aggregazione c’è sempre qualche freno che viene posto. Viviamo una specie di schizofrenia: da una parte cittadini dell’hinterland che avrebbero bisogno di aggregarsi e dall’altra Roma, oberata dall’essere Capitale e centro della cristianità, con il Vaticano, che non coglie il senso di tutto ciò e non dà risposte”. Conclude: “L’iniziativa è per dare proprio risposte e per parlare dei bisogni dei cittadini, i quali crediamo che si debbano esprimere direttamente sulle questioni che li riguardano. Poiché non ci sono leggi dirette, se quest’esigenza non nasce direttamente dai cittadini allora non si va lontano e non cambierà niente. L’obiettivo è che in questi 5 anni lavoriamo su una consiliatura costituente, affinché Roma città metropolitana si doti di un governo metropolitano all’altezza”.

Pierluigi Albini: “Non basta cambiare conducente, occorre cambiare macchina. I Municipi, i più vicini ai cittadini”

Pierluigi Albini introduce l’argomento dei Municipi e dei comuni urbani: “Se si parte dai bisogni che lamentano i cittadini, anche con i Municipi forse riusciremo a introdurre un discorso che dalle astrattezze delle architetture istituzionali vada sul concreto. Il punto zero è questo: molte voci sono emarginate e non ascoltate. Se non si dà la priorità a questo non si va lontano”. E prosegue con un paragone: “Non è sufficiente cambiare conducente, occorre cambiare macchina”. La proposta è di cominciare ad intervenire sull’amministrazione più vicina ai cittadini, ossia quella rappresentata dai Municipi/comuni urbani. Anche se per formalizzare serve la legge elettorale però si può cominciare a istruire le amministrazioni sui compiti e sulle competenze. “Roma è troppo piccola per essere chiusa nei comuni e troppo grande per la vecchia normativa” continua Albini. Parla di  piena autonomia nei bilanci; la redistribuzione delle risorse di Roma Comune e Roma Capitale; lo spostamento gestionale verso il basso; l’aumento del numero dei comuni; una politica partecipata e sistematica dei comuni; deleghe dirette ai funzionari dalla città metropolitana al Municipio; la riqualificazione di Roma e della macchina amministrativa; il riordino delle aziende come Acea, Ama, Atac; progetto di riqualificazione del personale. Infine, le competenze da trasferire sin da subito ai Municipi. Parlando di immondizia e pulizia, vi sono la pulizia delle strade e raccolta rifiuti, stilando contratti con l’AMA; organizzazione banca dati per permettere ai cittadini un accesso diretto tramite smartphone, contribuendo con contributi fotografici di situazioni a rischio e sulle quali intervenire; pulizie straordinarie; in associazione con l’AMA, promozione dell’educazione dei cittadini su come effettuare la raccolta dei rifiuti; decentramento del personale sul Municipio con accordi con enti locali. Tra le altre proposte: una maggiore intensificazione del processo di informatizzazione, mediante potenziamento dei portali virtuali e sempre attivi, che devono favorire il rapporto tra delegati e cittadini, oltre che quello “peer to peer” tra cittadini stessi. Infine, certo non ultima, la questione dell’immigrazione, da affrontare con politiche di sostegno che prevedano autorizzazioni ai Comuni per fornire i beni e i servizi necessari, mediante anche convenzioni concordate. Conclude Albini: “È un appello affinché si faccia una vera delega istituzionale”.

Antonio Zucaro:   Al centro  le esigenze dei cittadini, non quelle degli addetti ai lavori

Antonio Zucaro: “In tutta l’Italia, la corruzione nasce da una distorsione di fondo di sistema, per cui – afferma – i poteri pubblici vengono usati per le cariche piuttosto che per l’interesse dei cittadini.  Come possiamo fare per riformare? Mettere al centro esigenze dei cittadini e non quelle degli addetti ai lavori”. La riforma proposta segue tre direttrici: il decentramento; la ristrutturazione dell’apparato in sé ristrutturato ristabilendo una stretta connessione tra uffici, attività e bilancio; il controllo democratico su ciò che fa l’amministrazione. L’obiettivo: istituzioni ed apparati lavorino per i cittadini e non per sé.

L’accento è posto soprattutto sulla necessità di restituire autonomia di bilancio ai Municipi nelle funzioni operative. Il nocciolo della questione è rappresentato dal cooperazione  che deve esserci tra uffici e attività. “Tutti i ministeri –sottolinea – devono essere individuati per missioni (civili), programmi (di attività) e azioni (singole attività), quindi ci sarebbe da attuare una ristrutturazione degli stessi”. E conclude: “Il controllo democratico è fondamentale perché garantisce il corretto svolgimento di tutto in termini politici”.

Simone Ombuen: “La mobilità una delle priorità. Una piacevole libertà di movimento”

Simone Ombuen: “Concordo e condivido alcuni punti già detti. Penso che in questa sede, da urbanista quale sono, si debbano sottolineare certe questioni. Consideriamo che c’è un gigantesco lavoro di riassetto organizzativo ed urbanistico da fare. Abbiamo deficit persino nel minimo indispensabile quindi non possiamo pensare di definirci cittadini metropolitani. Citando Pasolini mi viene da dire che non si piange sulla città coloniale”. Proposta di investimento sul ciclo dei rifiuti e sul potenziamento del sistema ambientale così da poter reggere il peso del cambiamento climatico.  Una delle priorità è la mobilità, che deve essere oggetto di trasformazione, poiché soltanto attraverso un altro tipo offerta si possono riscontrare cambiamenti in positivo anche sulla città. “È nella dimensione cinematica che si trova una piacevole libertà del movimento. Questa libertà è uno degli elementi costitutivi della contemporaneità, per noi e soprattutto per i giovani”, conclude Ombuen.

Fassina: una grande capitale ha bisogno di interventi di sostegno

Largo spazio anche ai punti di vista, particolarmente importanti, degli ospiti, rappresentanti dei Municipi, aziende e sindacati ed esponenti politici fra i quali Stefano Fassina, candidato di Sinistra italiana a sindaco di Roma. Daniele Fortini, Presidente CdA AMA, Claudio Di Berardino, Segretario Generale CGIL Roma-Lazio; Fabio Bellini, Presidente I Commissione affari costituzionali e statutari Regione Lazio, Bruno Ceccarelli, presidente di una Onlus nel settore dei diritti e del volontariato. In particolare Fassina parla di  riorganizzazione dell’assetto politico e dello sfruttamento  delle potenzialità.  “La logica vigente fino ad ora – dice – non è stata quella di migliorare l’efficacia ma di tagliare i bilanci  a partire dai tagli alle Regioni”. Quello da attuare è un intervento in controtendenza, mediante una ricentralizzazione di proposte. Prosegue Fassina: “È utile attivare  e costruire canali di partecipazione dei cittadini, attrezzarsi e definire meccanismi di partecipazione”. Conclude: “È evidente che Roma sia la capitale d’Italia e mi pare che una grande capitale per rilanciarsi abbia bisogno di un minimo di sostegno, potendo contare su straordinarie risorse professionali e di impegno civico”.

Di Berardino. Il governo deve porsi il problema della Capitale. Servono risorse

Di Berardino “sottolinea che  il  cantiere aperto da  Fab.rica debba continuare anche dopo le elezioni. La casa, i rifiuti, le infrastrutture, lo sviluppo territoriale non sono temi che possono essere gestiti solo dal Campidoglio. Su questi e altri temi non si può che pensare in termini di area metropolitana ridisegnando la geografia dei comuni urbani. Non sarà facile perché la linea del governo è opposta, è quella di riaccentrare. Occorre fare questa battaglia unendo le forze allargando le alleanze. Il punto è se il governo intende porsi o no il problema della capitale d’Italia perché servono risorse. Se si affrontano queste tematiche credo che il voto amministrativo a Roma possa costituire un’occasione per la città”.

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