Di vittoria in vittoria: la Juve ha fatto 13 e il Napoli 7 ma anche le altre vincono tutte. Cori razzisti all’Olimpico di Roma

Di vittoria in vittoria: la Juve ha fatto 13 e il Napoli 7 ma anche le altre vincono tutte. Cori razzisti all’Olimpico di Roma

Le prime sei, componenti di tre mini gruppi in alto loco, vincono tutte, ma non tutte alla stessa maniera, perché qualche sintomo di stanchezza comincia ad affiorare.   E’ stata la giornata delle conferme, in fatto di risultati positivi e questa, stante l’affollamento di testa, è la cosa che maggiormente conta per tutti, ma va evidenziato anche che il divario fra grandi e le altre comincia a delinearsi.

Il solito Napoli. Anche a Roma contro la Lazio, in una trasferta che avrebbe potuto rivelarsi un trabocchetto, l’undici partenopeo ha timbrato il cartellino della settima vittoria consecutiva (come il Napoli di Maradona nel 1987-88); stavolta sono stati sufficienti appena tre minuti, intorno alla mezz’ora del primo tempo, per andare a segno con Higuain e Callejon, sfiorare anche ulteriori segnature e controllare, nella ripresa, una Lazio spenta ed inconcludente. Ma, di quest’incontro, più che il risultato positivo degli uomini di Sarri, ha finito col fare notizia l’interruzione del gioco per un paio di minuti, imposta dall’arbitro Irrati al 24’ del 2^ tempo, a causa dei persistenti cori razzisti verso i napoletani, tirando in ballo il Vesuvio, sia, in particolare, verso Koulibaly. Una situazione inaccettabile e deprecabile anche se creata dal solito, limitato, gruppo di facinorosi, per colpa dei quali la Lazio e loro stessi ne pagheranno le conseguenze con la sicura chiusura della curva per qualche giornata. Purtroppo, di tanto in tanto, questa insensata forma di veleno razziale riemerge e stupiscono le dichiarazioni di Pioli il quale, non ha condiviso l’operato dell’arbitro che, secondo lui, avrebbe dovuto ignorare il tutto in quanto riveniente dalla solita, sparuta, minoranza. Come dire, visto che sono in pochi facciamo finta di niente e gli impuniti che continuino a rimanere impuniti. Pioli, anziché ratificare pubblicamente questa mal abusata usanza di alcuni tifosi laziali, farebbe meglio a preoccuparsi di più dello stato di salute della sua squadra, apparso, ancora una volta alquanto precario.

Juventus, faticoso 1-0. La vittoria n.13, che consente di superare il record di Conte, non è di quelle da incorniciare visto che è maturata sulla più classica delle autoreti, Caceres lesione al tendine di Achille e stagione finita, Zaza si è fatto espellere per quella sua voglia di spaccare il mondo dopo essere subentrato. Ma la Juve, nonostante queste problematiche, ha vinto lo stesso, controllando comunque l’incontro e proseguendo nella cavalcata d’inseguimento al Napoli, tallonato sempre da vicino.

Toh chi si rivede, Zarate. Anche la Fiorentina ha sofferto parecchio per avere ragione del Carpi, riuscendoci all’ultimo secondo con il redivivo Zarate, neo acquisto invernale, il quale non poteva fare un ritorno migliore nel nostro paese dopo quattro anni di sofferte emigrazioni. Andati in vantaggio dopo due soli minuto per i viola, sembrava spianarsi una partita di relativa facilità ma il Carpi non demordeva, riuscendo anche a pareggiare, illudendosi troppo se proprio quando la partita era finita veniva punito da un’autentica magia del figliol prodigo ex laziale, che consentiva alla Fiorentina di conservare la terza posizione in classifica.

Icardi batte un colpo. Per il ritorno alla vittoria dell’Inter col Chievo, dopo due sconfitte e due pareggi, si è dovuto svegliare dal letargo Icardi, stavolta mandato in campo dall’inizio da Mancini, a sua volta in tribuna per squalifica. Sono state diverse le occasioni mancate dai nerazzurri per blindare il risultato e gli stessi hanno anche rischiato il pareggio nel finale. Vittoria risicata finché si vuole ma importante non solo per la classifica ma anche per arieggiare l’atmosfera di polemiche che hanno caratterizzato le ultime giornate in casa interista.

Roma, alla svolta ? Con il successo conseguito in casa del Sassuolo, la Roma comincia ad avere il marchio Spalletti e l’ambiente appare risollevato. La cura imposta dall’allenatore toscano, alla seconda vittoria, comincia a dare i suoi frutti anche se con l’aiuto della dea bendata che, a 2’dalla fine dava una mano ai giallorossi quando Berardi mandava sulla traversa un rigore che poteva dare il pari, e subito dopo ecco il raddoppio di El Shaarawy, due partite due gol.

Vittoria di appiglio all’alta classifica ma anche un ritorno di fiducia.

Milan, attenti a quei due.     Continua la serie positiva del Milan (terza vittoria in sette giorni, dopo quella di coppa Italia e il derby con l’Inter) che, con l’accoppiata di punte Bacca-Niang ( finora 16 reti in due), vince facile a Palermo e mantiene invariato il distacco dalle altre cinque avversarie di testa, guadagnando punti sulle inseguitrici. Il 2-0 conseguito in Sicilia, costituisce un altro tassello per quella risalita verso le coppe europee ma, soprattutto, conferma le positività emerse nel derby, compattezza, determinazione e un certo dinamismo. Non siamo ancora al piglio della “grande” squadra ma il Diavolo è sulla buona strada. Da rivedere il Palermo, sufficiente solo per un tempo, con l’anomalia dei due allenatori in panchina.

Le altre. Continua a perdere terreno il Sassuolo (non vince da cinque partite) alle soglie di una crisetta, quasi imitato dall’Empoli, fermato in casa sul terzo pari in quattro partite da una volenterosa Udinese. Cede sorprendentemente il Bologna su rigore a Frosinone mentre il Torino rimanda ancora l’appuntamento con la vittoria però acciuffa in extremis un rocambolesco pareggio a Genova contro una disarmante Sampdoria, rimontata da una doppietta del giovane Belotti, alla quale non è bastato l’inserimento dei cinque nuovi acquisti; a livello campanilistico, questo, per i doriani, è un punto d’oro perché consente loro di acciuffare il Genoa anche se in una posizione ormai molto scomoda ai limiti della zona B.

La zona bassa Del trio impelagato in zona retrocessione, solo il Carpi, dopo una serie positiva di cinque giornate, non fa punti e viene raggiunto dal Frosinone, mentre il Verona sfata il tabu della prima vittoria rimontando e superando l’Atalanta; per i veneti il distacco dalla quart’ultima rimane notevole (10 punti) però, adesso è più facile sperare.

Share

Leave a Reply