Cosmopolitica, platea gremita, interventi a raffica, un dibattito intenso e appassionato

Cosmopolitica, platea gremita, interventi a raffica, un dibattito intenso e appassionato

L’avventura di Cosmopolitica e il suo viaggio per cambiare l’Italia è ormai giunto al termine. Parte ora il percorso per arrivare al Congresso Nazionale che avrà luogo il 2, 3 e 4 dicembre. Poco prima dell’inizio dell’assemblea plenaria giunge un messaggio di Adelmo Cervi, figlio di Aldo Cervi, che porta avanti la memoria della sua famiglia con l’impegno politico e culturale a favore della Costituzione Le sue parole suonano un po’ come un monito: “Oggi più che mai nel nostro Paese manca una forza politica capace di dare voce agli ultimi, agli oppressi, a chi ha mille difficoltà, a chi non ha un lavoro, a chi ce l’ha ma è precario. La mancanza di questa forza è anche colpa nostra”. E conclude: “Cerchiamo di far valere e rivivere quei valori che hanno fatto grande il nostro Paese”. Attorno alle ore 10 ha inizio l’assemblea plenaria con una platea gremita, oltre 3.500 le presenze all’interno del Palazzo dei Congressi dell’Eur a Roma. Comincia un dibattito intenso e appassionato per fare il punto della situazione, a conclusione di questa prima esperienza collettiva, avviata con l’obiettivo di dare vita alla nuova forza politica della sinistra. Più di trenta i relatori a passarsi il testimone sul palco assicurando il successo di questo evento, atteso da tutti “da troppo tempo”, per dirla con le parole di alcuni di loro. Nel corso del dibattito arrivano altri messaggi, in particolare quelli del segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, e della presidente dell’Arci Francesca Chiavacci che augurano a tutti un buon lavoro e auspicano un comune impegno sulle tematiche che si affrontano. Oggi si segna un’epoca nuova. Le grandi mura del Palazzo dell’Eur hanno assistito alla costruzione delle fondamenta di un nuovo Partito: Sinistra Italiana. L’adesione alla campagna lanciata da Amnesty International e da Repubblica per la ricerca della verità in relazione alla morte di Giulio Regeni è stata manifestata, in chiusura di dibattito, mediante l’esposizione di uno striscione con su scritto: “Verità per Giulio Regeni”, accompagnato da un messaggio dell’avvocato della famiglia Regeni, Alessandra Ballerini.

Fiume di interventi con attenta partecipazione. Arriva il videomessaggio di Vendola

Relazioni, considerazioni e persino qualche battuta non sono mancate, in un fiume di interventi che hanno avuto un riscontro molto positivo sulla platea, la quale ha ricoperto un ruolo attivo nella manifestazione, reagendo con partecipazione e coinvolgimento.

Ad accompagnare la notizia del videomessaggio di Nichi Vendola, un clima di entusiasmo generale: “è tempo di ripartire, è tempo di innovare, è tempo di restituire alla parola sinistra un senso, una funzione educatrice, una credibilità che alimenta speranza. Il partito di cui sono leader, Sinistra Ecologia e Libertà, porta in dote qui dentro, in questa più larga comunità politica, la ricchezza della sua storia e del suo pluralismo, la generosità e l’umiltà di chi ogni giorno ha voluto rimettersi in discussione e il coraggio di respingere le lusinghe del governismo e del trasformismo. È tempo di mettere in campo la sinistra del futuro: una sinistra radicale di governo, un partito accogliente e caldo, un luogo di scambio solidale e di connessione con i saperi e con il pensiero critico. Fuori dalla solitudine individuale c’è ancora lo spazio di una speranza collettiva. Il riformismo è ormai la rubrica dei paradossi, visto che nei suoi programmi sono centrali scelte che un tempo tutta la sinistra, anche la più galante e compromissoria, chiamava contro-riforme. E il riformismo balbetta sulle crisi ‘costituenti’ del nuovo disordine mondiale: la crisi ambientale, che minaccia direttamente tutto il vivente e i diritti delle future generazioni, diviene una retorica che nel dialetto fiorentino convive con le trivelle e con il Ponte sullo stretto; la crisi finanziaria e del sistema bancario viene affrontata con interventi che paiono tutelare la speculazione piuttosto che il risparmio, mentre la ricchezza dei derivati rischia di risucchiare nuovamente l’economia mondiale in quella che viene definita una ‘tempesta perfetta’; la crisi dell’idea stessa di convivenza e di umanità in un contesto di sviluppo epidemico degli integralismi, crisi incarnata dal protagonismo criminale del fondamentalismo islamista, non sembra meritare un salto di qualità nella politica internazionale: anzi questa crisi viene acutizzata dall’incapacità delle elites occidentali di riflettere sulle cause della nascita di Al Qaeda o sulla genesi del Califfato e sulla rete dei suoi protettori”. Al termine del videomessaggio, il leader di Sel è stato acclamato da tutti con una standing ovation e applausi di approvazione.

Gli interventi.

Tra gli oratori, giovani rappresentanti di partiti e movimenti, ed anche esponenti più noti, nell’arcipelago della sinistra italiana.

Riccardo Laterza (Rete della conoscenza): “Abbiamo bisogno di un sociale non corporativo, di spazi di cooperazione”

A parlare per primo, Riccardo Laterza, portavoce della Rete della conoscenza: “Vi ringrazio in particolare perché questi tre giorni sono stati occasione per confrontarci su temi importanti. Vi chiediamo ora un confronto sui processi e sulle relazioni tra soggetto politico e struttura sociale. Abbiamo bisogno di un sociale non corporativo, di spazi di cooperazione e non di esclusione a vicenda, per poter costruire un rapporto paritario. L’obiettivo da condividere è quello di ripoliticizzare il sociale, ma praticandolo giorno per giorno, non solo a parole. Invece che ragionare sui confini, ragioniamo sui ponti tra sociale e politica, a partire dal territorio”.

È la volta di Raffaella Casciello, di Act: “Ci siamo misurati da un lato con la nostalgia del ‘non più’ e dall’altro con il desiderio del ‘non ancora’. Abbiamo bisogno di un linguaggio meno remissivo con il quale trasformare la realtà, assumendoci il rischio di una scelta, che significa misurarsi con un campo ampio di opzioni. Una camminata ferma della quale essere soddisfatti. Quando torneremo sul territorio stavolta avremo gli strumenti adatti per farlo. Noi oggi questo Paese lo possiamo cambiare davvero.”

Marco Revelli di “L’altra Europa” afferma: “Credo che oggi dobbiamo dirci con onestà che qui non ci sono innocenti. Nessuno dal primo dirigente all’ultimo militante è stato capace di fare ciò che tanti si aspettavano da noi: riempire il cratere lasciato aperto dal partito democratico. Dire che vogliamo cambiare l’Italia è una bella frase, ma prima dobbiamo cambiare l’Europa per la dimensione dei processi in cui siamo immersi. La Grecia ce lo dimostra. Sappiamo anche che non si possono cambiare senza cambiare prima noi stessi. Il bisogno di un’unica linea a sinistra in alternativa al Pd in grado di riscattare tutti. Noi ci impegneremo, noi ci siamo e continueremo a richiamare tutti a quella responsabilità con la piattaforma condivisa. Noi ci siamo, voi ci siete o no?”.

Bartolomei: “Ricostruiamo una forza della sinistra impostata su un modello alternativo”

Franco Bartolomei del Movimento per il Risorgimento Socialista afferma: “è come se la sinistra avesse improntato tutto sull’economia per risolvere il problema sociale, ma è una follia, poiché ha condotto ad alti rischi per la pace a livello mondiale. Piuttosto ricostruiamo una forza della sinistra impostata su un modello alternativo di sviluppo, inverso e contrario rispetto a quello attuale. Mettere al centro la qualità e non la quantità. Vi è il dovere di costruire una forza che possa riempire il vuoto della socialdemocrazia, forza di potere se serve”.

Simone Oggionni, ricordando l’esercito turco e i combattenti afferma: “La sinistra italiana deve ripartire da qui facendo della loro battaglia una bandiera”. Poi cita Jeremy Corbyn, dicendo che “l’uscita dall’Unione Europea sarebbe un errore”. E continua: “Mi pare che in una politica di plastica sia ironico organizzare mutue e organizzazioni dal basso. Dobbiamo in questo essere all’altezza degli Stati Uniti con candidati dal basso che parlano di scuola, pensioni e temi sociali. Lotta corpo a corpo nelle intercapedini della società. Il soggetto sarà il Partito nobile con presenza organizzativa e linea politica chiara che dice, al primo punto la manomissione della Costituzione attuata da Renzi scava un solco profondo. Noi siamo un’altra cosa, lo diciamo con pacatezza ma con chiarezza. Secondo punto, il papa non si deve immischiare nella politica italiana e lo dice lui stesso. L’Italia è uno Stato sovrano. Terzo punto, noi non permetteremo a Salvini e ai suoi camerati di infangare la memoria della Resistenza e del 25 aprile, orgoglio del passato. Democrazia: questa è la chiave per costruire”.

Arianna afferma: “La sfida non è cambiare il mondo ma migliorarlo. Dobbiamo essere quindi differenti dalla politica che c’è stata fino ad ora. Scendere dalla cattedra e andare a recuperare credibilità tra le persone che non ci votano, farci conoscere. Le nuove generazioni sono la nostra migliore chance per un’alternativa, quindi l’epicentro del nostro agire deve essere una generatività, verso un’emancipazione. Cambiamo le lenti per vedere il mondo e cogliamo le nuove opportunità di lavoro come la share economy. Impariamo ad identificarci non per contrapposizione e poi pensiamo alle alleanze.”

Paolo Ferrero, leader di Rifondazione Comunista, afferma: “Con Fratoianni abbiamo discusso come costituire una sinistra unita. E Nicola ha detto: ‘nuovo partito, basta accrocchi a sinistra’. È il momento di un soggetto unitario e plurale che permetta di mettere insieme tutti quelli che a sinistra si riconoscono in una posizione anti-liberista, un soggetto alternativo non solo a Renzi ma al Pd. Perché la guerra in Kosovo e le privatizzazioni, non le hanno fatte Renzi ma Massimo D’Alema. Una forza che non sia estremista ma che vada dai fan di papa Francesco a coloro che condividono le posizioni di Bernie Sanders negli Usa. Un soggetto basato sulle questioni dell’oggi che dia vita a una sinistra molto netta sul piano politico, capace di avere al suo interno una pluralità di culture. Noi vi continueremo a proporre di dare vita, insieme, a una costituente per un soggetto unitario che non abbia nulla di federativo”.

Campanella: “Voglio poter vivere nel nostro Paese, non voglio andare altrove”

Francesco Campanella, parlamentare ex 5stelle, afferma: “Voglio una casa dove vivere. Voglio che mi sia riconosciuto il diritto di vivere dignitosamente. Il lavoro dà dignità, non solo reddito. Voglio poter vivere nel nostro Paese non voglio andare altrove. E io voglio accogliere chi non può più vivere nel proprio Paese. I governi passati riescono a convincere le persone coprendo tutto con potenza mediatica, propaganda e basta. Ma il mancato successo è nato da carenza di generosità. Lavoriamo a questo proposito per costruire una casa accogliente e solida per chi crede nell’art. 3 della Costituzione, a cominciare dai compagni di Rifondazione. Un partito lo possiamo fare tra 3, tra 10 anni, ma prima lo facciamo meglio è”.

Massimo Cervellini, senatore di Sinistra Italiana-SEL: “Il referendum con cui ci opporremo alla controriforma della nostra Costituzione non è una concessione di Renzi. È un diritto e un risultato che ci siamo conquistati sul campo, in coerenza col dettato costituzionale, con una dura lotta in Senato, consapevoli di aver portato avanti una battaglia che era giusto fare pur sapendo che si sarebbe perduta. Ora si apre una nuova fase: mentre nelle piazze inizieremo la campagna per la vittoria del no al referendum, dobbiamo cominciare in parallelo a raccogliere le firme per una grande stagione referendaria sui temi sociali, massacrati con leggi specifiche da questo Governo, a cominciare dalla governance Rai, dal Jobs Act, dalla ‘cattiva scuola’. Non basteranno le istituzioni e forse nemmeno la politica. Ci dovremo mettere la faccia, perché i referendum sono come i derby: non è sufficiente soltanto giocarli. Si devono vincere”.

Cento: “Un partito partecipato, non burocratico, un partito popolare”

Paolo Cento afferma: “Finalmente si parte. Mi verrebbe da dire che tutti dobbiamo scusarci per questo ritardo, responsabilità collettiva di cui tutti si devono fare carico. Noi non bastiamo, c’è bisogno di molto di più. Dobbiamo lasciare porte e finestre aperte per chi vuole venire insieme a noi. Guai a chiuderci. Penso alle tante esperienze come Altra Europa e alle aggregazioni civiche e sociali a livello territoriale che si sperimenteranno nelle prossime elezioni politiche. Un partito partecipato, non burocratico, un partito popolare. Tornare tra la gente, tra le persone che soffrono la crisi. Le nostre case e sedi devono diventare utili a chi è fuori di noi, come i migranti. Voglio fare un partito pacifista e libertario, parole mancanti nel vocabolario. Un partito che si batta per la libertà, per Stefano Cucchi e per tutti loro. A Roma abbiamo deciso di non partecipare alle primarie per il modo in cui la giunta Marino è stata estromessa. Dobbiamo ringraziare la candidatura di Fassina che ci ha garantito uno spazio pubblico di discussione”.

Marika Di Pierri dice: “Utilizzerò questo tempo per fissare un punto molto caro a me, vale a dire la crisi climatica ambientale che è un grande assente. Eppure gli scenari catastrofici non fanno notizia, nonostante siano 84.000 le persone morte prematuramente per l’inquinamento atmosferico. Puntiamo ad una desiderabilità sociale, raggiunta con i modelli di gestione delle risorse come redistribuzione economica, tutela dei diritti e giustizia ambientale. In Italia vi sono 57 aree vaste contaminate, dove vi sono circa 5 milioni e mezzo di persone, il 10% degli italiani, con aumento persistente di tumori e malattie. Quasi fosse più importante un’autostrada che un decimo della salute del Paese”.

Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della Regione Lazio e membro della segreteria di Sel afferma: “I prossimi saranno mesi decisivi per la sinistra, sarà un percorso largo, partecipato e capace di valorizzare le diversità. Dobbiamo costruire un partito con l’obiettivo di riaprire una stagione di cambiamento nel nostro Paese e non una ridotta autoreferenziale. Arriveremo a un congresso in cui tutto dovrà essere contendibile, dal programma alla leadership fino al nome del nuovo partito in un processo democratico fino in fondo. Abbiamo bisogno di una cultura politica autonoma e indipendente, perché ci meritiamo di più che fare il controcanto misurando i metri di distanza nelle alleanze fatte e non fatte con il Pd. E possiamo dirci, anche per evitare problemi tra di noi, che sulle alleanze, sulle amministrative, decidono i territori e i cittadini, non i comunicati stampa”.

Armando Petrini: “Per poter affrontare questa sfida sono necessari grandi capacità di ascolto, quindi recepire davvero quello che giunge dalla gente, e una nuova alfabetizzazione della politica. Con la somma di queste due penso che si possa riguadagnare campo in politica. Ciascuna delle nostre famiglie deve fare il meglio che può, non possiamo deludere chi è qui oggi e gli altri fuori che credono in voi”.

Furfaro: “Provate a sostituire la parola ‘ebrei’ a quella di ‘migranti’”

Marco Furfaro, ricordando Francesco Romito, studente pestato a sangue dai fascisti davanti all’università e parlando della situazione dei migranti in Danimarca, afferma: “Provate a sostituire la parola ‘ebrei’ a quella di ‘migranti’. Come vedete la banalità del male è sempre dietro l’angolo. L’Europa di una volta non esiste più. Utilizzano i bambini per affossare la politica ma se ne fregano se muoiono nei nostri mari. Servono due parole: canali umanitari”.

Paola Natalicchio, sindaco di Molfetta afferma: “Sono un sindaco di un comune biodiverso e forse in via di estinzione. Stare contro Renzi non ci basta, tema per tema dobbiamo costruirla noi l’idea di Paese. La sinistra non è uno sport per soli uomini e se per sedere al tavolo delle decisioni serve dimostrare di essere uomini, allora dimostreremo che sappiamo giocare a calcio! Ci dobbiamo tuffare di testa dentro l’acqua sporca di questa Italia di cemento e di specchi. Dobbiamo presidiare le battaglie che non fa nessuno. La Cosmopolitica non si fa nello spazio, bisogna andare sui marciapiedi e suonare a tutti i campanelli”.

Cofferati: “Avventura piena di fascino con qualche rischio”

Cala un austero silenzio, parla Sergio Cofferati: “Quella che comincia oggi è una bellissima avventura. Un’avventura piena di fascino con qualche rischio. Abbiamo uno spazio grande, il Partito democratico ha virato verso il centro, non tornerà più sui suoi passi. Tante persone sono deluse, non votano, ci sono tante culture della sinistra che vorrebbero un riferimento che abbia valori condivisibili. E da lì che bisogna partire. Non ci si colloca astrattamente nella sinistra, bisogna dimostrare di esserlo, e lo si è se si hanno valori dai quali si fanno discendere delle politiche. La nostra identità non si può barattare per un assessore, non si può parlare di un soggetto nuovo se poi anche nelle piccole cose il nuovo non appare. Di fronte quindi c’è un percorso bellissimo, pieno di insidie, ma se saremo coerenti il consenso e la partecipazione non ci mancheranno. La prospettiva e lo spazio c’è davvero, dobbiamo provarci con il coraggio che serve in queste circostanze”.

Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, afferma: “Un’esigenza forte e progetto di rappresentanza politica, credo sia questo il motivo dell’esserci riuniti. A quale chiodo appendere il quadro della politica? Il genocidio dei migranti. La mia vita è cambiata da quando ero docente di diritto a quando ho conosciuto i migranti. E non sono soltanto curdi. L’aggettivo ‘occidentale’ per come viene usato mi dà i brividi. Ci siamo indignati per Aylan, ma non per i bambini sporchi con la pancia gonfia per le malattie, per loro non ci preoccupiamo, eppure è la stessa cosa. La dignità è un atto dovuto all’umanità”.

Claudio Riccio, di Act, dice: “Ascoltare e ascoltarci è una cosa estremamente importante. Dobbiamo pensare ad uscire da qui e farci conoscere da chi è rimasto deluso, scottato, casa per casa, strada per strada, facendo meno conferenze stampa, costruendo soluzioni insieme con un percorso che vada in profondità. Pensiamo a costruire un’alternativa vera, non solo plurale, ma anche singolare.”

Airaudo: “I deboli sono sempre più deboli e pagano il conto della crisi”

Giorgio Airaudo, deputato SI e candidato sindaco a Torino, dice: “Bisogna mettere in campo, per vincere e non per partecipare, una battaglia civile contro la più grande operazione trasformistica dai tempi di Giolitti. La sinistra riparte da qui e andrà oltre affinché non si accetti la Restaurazione in atto in questo Paese dove i deboli sono sempre più deboli e pagano il contro della crisi e i ricchi si arricchiscono sempre di più”.

Curzio Maltese, europarlamentare, afferma: “Questa Europa in queste condizioni non è riformabile. È un vagone che viaggia su una rotaia che sbatterà ma non si può cambiare da dentro, bensì da fuori con un grande movimento della sinistra europea”.

Stefano Fassina, deputato e candidato sindaco di Roma per Sinistra Italiana, afferma: “Non siamo qui per passare la nottata renziana sul centrosinistra, anche perché non è una nottata, ma un tempo lungo di sudditanza al liberismo. La fase di ‘Italia Bene Comune’ è alle nostre spalle, si è chiusa irreversibilmente. La rottura del centrosinistra genera inevitabilmente spaesamento, ma non siamo eretici Noi non siamo subalterni, alcuni vedono nell’autonomia il rischio di ricadere nella ridotta comunitaria ma, attenzione, si può coltivare l’irrilevanza politica anche da posizioni di governo”, prosegue Fassina individuando nel “lavoro, come inteso dall’art. 1 della Costituzione”, il binario sul quale costruire la nuova Sinistra. Una Sinistra plurale che “però non si organizza sulla base di vecchie appartenenze”, spiega Fassina facendo riferimento all’intervento di Paolo Ferrero.

Luigi De Magistris parla di “zapatismo in salsa partenopea” e afferma che “a Napoli ci saranno un sacco di problemi però ecco la fotografia: non abbiamo lobby, soldi, partiti forti, tagli, discriminazione. Quando ho ereditato Napoli mi hanno detto di privatizzare tutto. Invece guardateci oggi. Abbiamo tutto pubblico, niente è privato, a partire dall’acqua e siamo la prima città che ha dato la carta di identità a bambino adottato da due donne a Barcellona”.

Francesca Fornario, giornalista satirica, afferma: “Sono d’accordo con Salvini, chiudere le frontiere sì, ma prima che rientrasse Salvini però”. Fa il paragone dello svuotamento del barattolo di Nutella in riferimento allo svuotamento di potere della politica, sordo e discreto. E aggiunge: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro… sul lavoretto diciamo dai.”

Giovanna Martelli, ex Pd, afferma: “Per cambiare bisogna arrivare alle radici. La mia storia l’ho vissuta con la convinzione di portare gocce d’acqua ad un progetto comune. Un Paese che non cura i servizi per le nascite e per gli anziani è un Paese condannato. Le donne curano l’umanità da quando esiste e vivono in un mondo squilibrato”.

Cuperlo: “Importante ascoltarci e parlare soprattutto quando è più difficile”

Gianni Cuperlo (Pd) afferma: “Al netto degli ostacoli a me piace pensare che ostinarsi a parlare e ascoltarsi sia importante sempre, soprattutto quando è più difficile. Come voi vedo gli ostacoli, a cominciare dalle città dove si voterà. So bene del vostro giudizio su molte scelte compiute dal Pd e non rimuovo nulla ma il punto è decidere se il percorso che avviate da qui può o deve giudicare il Pd come una forza incompatibile con prospettive della sinistra. Se nel Pd c’è chi si batte per rinnovare le categorie della sinistra lo fa con la convinzione che solo assieme possiamo restituire al Paese un’idea più giusta della società. Ve lo dico con umiltà. Spero che le differenze di oggi non cancellino il  traguardo di ripensare la sinistra, in Italia e Ue”.

Arturo Scotto, capogruppo dei deputati Sinistra Italiana Sel, afferma: “Tra le tante battute di Renzi, mi è sembrata ‘hard’ questa: ‘Non bisogna fare gli schizzinosi con i voti’. Parto dal Sud, non solo perché è l’autobiografia del Paese ma anche perché da Nichi siamo partiti. Non abbiamo molti amici nella Penisola ma l’avanzata di sinistra non deve fare paura che ai corrotti. Una sinistra in grado di combinare il rapporto tra l’economia e la finanza. Una sinistra della speranza, la crisi non è irreversibile ma servono nostre domande e risposte”.

Michele Prospero afferma: “Oggi nasce una cosa nuova. Questi giorni sono l’atto genetico di una formazione politica. Questo partito politico è necessario per uscire dal modello neoliberista con riproposizione di antiche ricette. Il capitalismo senza regolazioni interne causa stravolgimenti nella democrazia. Immediata e di lungo periodo non può che essere la guerra di movimento contro il Partito Democratico, mi spiace per Cuperlo. È il regista di un’aggressione al sindacato e al mondo del lavoro. È realistico un progetto di abbattimento del Pd. Occorre saldare le questioni costituzionali con quelle del lavoro.  Sarebbe auspicabile una maggiore partecipazione di sindacati in questa battaglia referendaria, poiché se si perde non ne escono meno umiliati”.

Loredana Depetris, capogruppo Sel al Senato, afferma: “Cosa ci ha portati fino a qui? Alcuni hanno fatto delle scelte come me, altri hanno scelto di sciogliere il proprio partito per mettersi in gioco insieme. Hanno messo a disposizione le proprie esperienze e i propri saperi. Siamo qui perché riteniamo un dovere politico e morale metterci in gioco per dare vita a un nuovo soggetto politico autonomo della sinistra in grado di realizzare un’alternativa. È la stessa necessità che si è sentita in Spagna con Podemos, in Grecia e in America con Sanders per portare avanti esigenze di uguaglianza”.

Maria Pia Pizzolante, afferma: “Si sono alzate barriere mentali insuperabili rendendoci più soli, diffidenti, senza farcene rendere conto. C’è bisogno di un modello alternativo da far nascere. ‘Noi non siamo quelli contro’ come scrivono alcuni, ai giornalisti dell’Unità diciamo che ‘noi siamo quelli per’. Non so se ce la faremo a costruire una grande casa. Mi auguro che riusciamo a guardarci negli occhi senza la diffidenza che a volte ci accompagna”.

D’Attorre: “La sinistra è qui. Basta restare lì a prendersi schiaffi per non si sa che cosa”

Alfredo D’Attorre: “Prendiamo atto della realtà, laicamente, la sinistra è qui. Basta restare lì a prendersi schiaffi per non si sa che cosa, uniamo le forze. Lo dico a Cuperlo, a Bersani, a persone alle quali non ho mai smesso di essere legato. Come si fa a essere contemporaneamente contro il Partito della nazione e con Renzi nelle riforme? È una contraddizione che dovrebbe essere risolta. Non occupiamoci di questioni minori come il rapporto con il Pd. Dobbiamo avere lo sguardo lungo, impegniamoci a vincere il referendum sulle riforme, è possibile, i sondaggi lo dicono. E, dopo una sconfitta al referendum costituzionale, il Pd diventerà rapidamente un oggetto per i libri di storia”.

Luciana Castellina commenta la standing ovation con questa battuta: “Accetto l’omaggio perché credo di essere la più vecchia qui dentro”. E prosegue: “Sono stati due giorni utili, talvolta accademici, perché credo che i temi trattati siano importanti. Questo che vado a trattare sarà un tema di difficile consenso, ma noi quale partito vogliamo? Mi sarebbe piaciuto chiamarlo ‘Il Principe’ ma non lo farò, state tranquilli. È un modo questo per sottolineare che vorrei che riuscissimo ad avere una testa comune per arrivare a volontà e pensiero condivisi. L’apertura ad altre culture e identità è ricchezza ma solo se si usa la criticità per superare le difficoltà, non cristallizzandole. Nel nostro futuro partito vorrei che i militanti si volessero bene secondo un senso di appartenenza e di missione comune, nella piena consapevolezza. La mia idea è quella di fondare la ‘Federazione dei vecchi’, come esiste quella giovanile, e che sia uno spazio per la memoria”.

Nicola Fratoianni, coordinatore di Sel, afferma: “Il 2-3-4 dicembre ci sarà il Congresso fondativo del nuovo partito della Sinistra Italiana. Sarà la fine della stagione degli accordi e dei cartelli elettorali. Ci proveremo. E se falliremo verranno degli altri, ma non credete a chi vi dice che non c’è alternativa, saremo alternativi a chi intende la modernità come riduzione dei diritti e svalorizzazione del lavoro”.

Landini (Fiom), un messaggio ai “cosmonauti”: “Vi auguro una buona navigazione”

Maurizio Landini, Fiom: “Cari cosmonauti, con piacere che voglio inviarvi i miei più sinceri auguri di ‘buona navigazione’. Concepire l’impegno politico e sociale come un’esplorazione è il modo più serio e adeguato ai nostri tempi per restituire un senso alla militanza e costruire le basi del cambiamento. L’impegno per allargare i confini della partecipazione alla vita della Res Publica è l’obiettivo più importante in questo momento storico. Infatti, i ceti dominanti assecondano e si nutrono della crescente distanza tra i centri di potere e una società spinta alla frammentazione e alla competizione tra persone. Questa tendenza, alimentata dal neoliberismo e dalla selezione sociale nutrita dalla crisi economica, negli ultimi anni ha trovato in Italia e in Europa il corrispettivo istituzionale di governi e leggi che hanno accentuato la tendenza oligarchica, mettendo a rischio gli stessi principi fondanti della nostra democrazia, stravolgendone la Costituzione. Contro tutto questo la Fiom è impegnata da tempo: per dare rappresentanza alle persone che lavorano, per riunificare il mondo del lavoro disperso e diviso dalla crisi, per battere il disincanto culturale ed esistenziale che rende tutti più soli e deboli. Per questo crediamo che sia importante far circolare saperi e idee, far comunicare tra loro le diverse esperienze, impegnarsi per costruire una politica che renda credibile un’alternativa possibile al presente. Buon lavoro e auguri a tutti noi”.

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