Come Ad di Telekom Sparkle, azienda strategica di Telecom, Renzi nomina l’ennesimo amico, Andrea Bacci. Una storia strana, un mistero da chiarire

Come Ad di Telekom Sparkle, azienda strategica di Telecom, Renzi nomina l’ennesimo amico, Andrea Bacci. Una storia strana, un mistero da chiarire

La nomina dell’imprenditore Andrea Bacci ad amministratore delegato di Telecom Sparkle, azienda controllata da Telecom, suscita molte perplessità e un vespaio di polemiche. Intanto perché Telekom Sparkle è un’azienda strategica sul piano della sicurezza informatica, perché posa e controlla milioni di metri di cavi sottomarini verso il Medio Oriente e l’Asia. In secondo luogo, perché anch’egli è di Rignano, il paese del fiorentino dove risiede il premier Renzi. In terzo luogo, perché Andrea Bacci fa parte del cosiddetto Giglio magico di Palazzo Chigi. Cosa c’è di strano nella nomina? La possibilità di trovarsi dinanzi ad un ennesimo caso di conflitto di interessi, come denuncia il deputato di Sel-Sinistra italiana, Ciccio Ferrara, dopo il caso ancora irrisolto della nomina di Marco Carrai, l’uomo che “prestò” un appartamento a Renzi, a consulente strategico di Palazzo Chigi per la sicurezza informatica.

Chi è Andrea Bacci? In un lungo articolo per il Fattoquotidiano, datato 3 ottobre 2014 e a firma di Marco Lillo, il suo nome e la sua biografia emergono in un articolo sulle presunte relazioni pericolose di Renzi con un segmento della massoneria toscana. Marco Lillo fornisce un sunto delle intercettazioni effettuate dai Carabinieri sulla cosiddetta “Cricca dei grandi eventi”. Ecco come Marco Lillo presenta, sul Fattoquotidiano del 3 ottobre 2014, Andrea Bacci: “è l’uomo prescelto da Matteo Renzi prima alla Provincia e poi al Comune per guidare le società per azioni nelle quali l’ente pubblico ha una quota o il controllo. Ai tempi della Provincia Bacci è scelto da Renzi per guidare la Florence Multimedi, al centro di mille polemiche per le sue spese facili. Mentre quando Renzi diventa sindaco, Bacci diventa presidente della Silfi, società partecipata al 30 per cento dal Comune che si occupa di illuminazione”.

Lo stesso Marco Lillo rivela che Andrea Bacci, alcuni fa, era stato socio del padre di Matteo Renzi, Tiziano. Così scriveva un anno e mezzo fa Marco Lillo: “Il padre del presidente del consiglio ora indagato a Genova per la sua Chil Srl ha cominciato nel lontano 1993 nel settore del recupero crediti in una società nella quale c’era anche Andrea Bacci: la Raska di Tiziano Renzi e C. S.A.S. Tiziano Renzi ne era socio accomandatario dal 28 dicembre del 1991. Mentre Andrea Bacci ne era socio accomandante”. Si tratterebbe dunque di una frequentazione di Bacci con la famiglia Renzi che viene da lontano. Interpellato dal Fatto, il sottosegretario Luca Lotti conferma l’amicizia e il sodalizio, ma dice di ricordare che Tiziano Renzi e Andrea Bacci finirono per querelarsi. Tuttavia, dieci anni dopo, lo stesso Andrea Bacci, secondo il settimanale Panorama, ristruttura villa Renzi, e viene promosso alla guida, prima della Florence Multimedia, e poi della Silfi.

In questi giorni, dunque, il grande salto dell’imprenditore alla guida della strategica Telekom Sparkle. Solo che Bacci si è sempre occupato di pelletteria, costruzioni e logistica, con un’azienda che fattura una settantina di milioni di euro l’anno. Cosa sappia di cavi sottomarini, di strategie geopolitiche, di telecomunicazioni è ancora un mistero, sul quale, però, è opportuno che il premier faccia chiarezza.

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