Campidoglio, l’ex Marino non fa passi indietro: “Mi dispiace lasciare un’operazione incompiuta”

Campidoglio, l’ex Marino non fa passi indietro: “Mi dispiace lasciare un’operazione incompiuta”

E’ sempre più ingarbugliata la corsa per l’ambitissima poltrona di Sindaco di Roma. Dopo le due piccole inchieste dei giorni scorsi, nella giornata di venerdì, sobbalzando sulla sedia, abbiamo registrato quella che era nell’aria, ovvero la presa di posizione netta dell’ex Sindaco di Roma Ignazio Marino, che nella sostanza chiude le porte al Pd e cerca una terza via, probabilmente l’unica per portare a casa una vittoria dei progressisti. Marino, eliminato politicamente da Matteo Renzi, con la forza dei numeri sommati dall’ossequio al Premier di una parte dell’Assemblea di Roma Capitale in quota Pd ed unita alle destre e davanti ad una seconda assemblea notarile, hanno finalmente portato in queste ore ad redde rationem, che fino ad oggi Marino aveva evitato. Chiara la sua riflessione davanti ai colleghi di Repubblica.Tv: “Moltissime persone mi chiedono un impegno, mi dispiace lasciare un’operazione incompiuta” Quanto poi ad una possibile partecipazione alle primarie del Pd Marino ha detto: “Io le primarie le ho già fatte. Sono un patto con i cittadini e il partito che ti sostiene. Quello stesso partito che è andato poi da un notaio con gli eletti della destra per allontanare il sindaco che aveva vinto le primarie e le elezioni. Siccome questo patto è stato rotto dal partito non sento di dover partecipare”. Come dire, sono stato fregato dalla nomenklatura che alberga al Nazareno, ma visto che non mi candiderò alle Primarie del Pd, posso considerarmi a questo punto libero. E questo è un problema in più per la triste, tristissima, macchina da guerra messa in campo dall’ex Sindaco di Firenze.

Avere Marino in campo vicino a Sinistra Italiana sarebbe un colpo durissimo per il Pd

Avere Marino in campo, unito magari a Fassina in un cartello elettorale della Sinistra, potrebbe rappresentare un colpo durissimo alle speranze dei competitor democratici. Scenari politicamente apocalittici con i 5 Stelle che non partono più di rincorsa, ma sono decisamente avanti ai sondaggi, anche, e questo va detto, non hanno un candidato all’altezza del ruolo, poi non dimentichiamo Sel/Sinistra Italiana, ma su questo ci torneremo dopo. Accanto al cartello del centrosinistra e delle sinistre, la Lista Marchini, che potrebbe intercettare voti in uscita dalla Destra, senza però penalizzarla più di tanto. Va detto, infatti, che Marchini, paradossalmente, potrebbe rubare più al Pd che alle Destre. Ed allora lo scenario per il Pd ed i suoi candidati in campo è certamente da incubo.

In affanno i tre candidati alle Primarie Pd. Costretti a correre quartiere per quartiere e casa per casa

Chiunque tra gli attuali candidati ufficiali: Giachetti, Morassutt o Pedica, dovrà letteralmente consumare le scarpe, come una volta, nei quartieri. Conquistare casa per casa i voti necessari per riuscire nell’ordine: prima vincere le primarie, poi conquistare il ballottaggio ed infine aggiudicarsi la partita finale, quella che porta sulla poltrona più alta del Colle Capitolino. I due principali sfidanti democratici (Giachetti e Morassut ndr) cercano di avviare politiche e liste di inclusione, pescando anche nell’area del centrodestra, ben coscienti che la partita si giocherà fino all’ultimo voto utile. Quanto accadde nel passato recente con la candidatura di Francesco Rutelli è ben chiara a politici come Giachetti e Morassutt, che hanno incarnato quello che doveva essere, ma lo è stato solo per un breve periodo, il ‘Laboratorio Roma’, ed ecco allora che dopo le Primarie già si pensa ad una Lista Civica, forse due, di sostegno al candidato Pd.

Si tenta la replica con le liste civiche. La grande regia di Francesco Rutelli

Si tratta della stessa scelta fatta nel 1997 da Francesco Rutelli, con la cosiddetta ‘Lista Beautiful, che portò alla riconferma del suo mandato. Meno bene andò con Alemanno, quando sempre Rutelli schierò ben due liste civiche a suo sostegno: la prima quella tradizionale con il simbolo arancione del Colosseo e la seconda, targata Moderati per Rutelli, che non portò quasi nulla e soprattutto non fu necessaria a superare l’asticella di pochi decimi percentuali per vincere al primo turno. Al ballottaggio, e potrebbe accadere anche questa volta, l’elettorato della sinistra tradizionale, preferì altro alla cabina elettorale e Alemanno riuscì ad aggiudicarsi la partita. Malgrado tutto questo Giachetti va avanti per la sua strada ed ignora i consigli che da più parti arrivano. Impossibile recuperare il gap di consensi, senza operazioni di pulizia estrema, su tutti quello del senatore Walter Tocci, che conosce bene Roma e che provocatoriamente ha proposto di non correre con il simbolo del Pd, visto che i sondaggi volano molto bassi e fanno registrare percentuali vicine al 22-23%, se poi consideriamo gli alleati, centristi e forse verde, si può contare su una dote di altri 3 punti percentuali, decisamente troppo poco per riuscire a dare una spallata ai 5 Stelle ed forse anche alle destre. Ma c’è di più. Scienziati della politica sono stati arruolati nelle ultime ore proprio per confezionare, incredibile ma vero, una nuova lista civica.

E spuntano come organizzatori il radicale Maggi ed il post-alemanniano Croppi

Tra questi, grande regista, è sicuramente l’ex in molte salse, Francesco Rutelli, Giachetti nei tempi della sua consiliatura, ricoprì l’incarico di capo di gabinetto. Ma quello che è ancor più interessante, è che il grande tessitore avrebbe messo insieme il diavolo e l’acqua santa. Da un lato Riccardo Maggi, segretario dei Radicali italiani e dall’altro Umberto Croppi, uomo che ha incarnato a Roma la Cultura con Alemanno. Con lui fu Assessore, e poi, fulminato sulla ‘Strada di Damasco’, prima vicino a Leoluca Orlando e poi con Ignazio Marino. Siamo certi che nei prossimi giorni-settimane, dall’ampio cilindro rutelliano, uscirà anche dell’altro.

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