Beni culturali, Fassina: “Non si fa una riforma contro i lavoratori”

Beni culturali, Fassina: “Non si fa una riforma contro i lavoratori”

Stefano Fassina, candidato sindaco di Roma, ha presentato un’interrogazione al ministro Franceschini chiedendo il ritiro del provvedimento di mobilità volontaria dei dipendenti del ministero dei Beni culturali, oltre che contestare nella sostanza la riforma che introduce le Soprintendenze archeologia belle arti e paesaggio, 10 nuovi poli museali autonomi, accorpa le soprintendenze archivistiche e bibliografiche.”Tale riforma presenta aspetti di criticità rilevati dalle associazioni di settore e dai lavoratori del Ministero, con particolare riguardo alla cancellazione della tutela archeologica, la parcellizzazione di aree come il Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo e dei poli museali appena creati in ulteriori poli autonomi, come il Polo dell’Eur o il polo tiburtino nel Lazio, così come la soppressione dei ruoli dirigenziali in capo all’Istituto centrale per la demoetnoantropologia a favore dell’istituzione di una nuova dirigenza del polo museale dell’Eur, polo volto esclusivamente alla valorizzazione dei musei delle civiltà – scrive Fassina nell’interrogazione- Il Ministero ha inteso emanare il 25 gennaio 2016 un provvedimento interno di mobilità volontaria proponendo ai lavoratori le destinazioni pre-riforma, vale a dire posti di lavoro in via di soppressione o modifica, quali quelli presso il Museo nazionale romano di Palazzo Massimo, l’Istituto centrale per la demoetnoantropologia e la Soprintendenza per il Lazio e l’Etruria. Tale decisione ha avuto l’effetto di generare confusione e incertezza nei lavoratori interessati alla procedura”. Fassina chiede a Franceschini di “avviare iniziative, anche normative, al fine di favorire un confronto con le associazioni di settore e le parti sindacali e di procedere a un percorso condiviso legato ai contenuti della nuova riorganizzazione delle attività e delle competenze del Ministero dei beni e le attività culturali e del turismo” e di “avviare iniziative volte al ritiro del provvedimento di mobilità volontaria, così da adeguarlo alla nuova geografica funzionale del Ministero e dare possibilità ai lavoratori di assumere volontariamente scelte lavorative corrispondenti alle competenze acquisite nel tempo nelle varie sedi di assegnazione”. Infine Fassina sollecita iniziative a carattere ispettivo per verificare se l’effettiva risistemazione legata al nuovo Polo museale dell’Eur sia effettivamente adeguata.

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