Arresti nel brindisino, il sindaco Consales e altri due in manette, un quarto rilasciato

Arresti nel brindisino, il sindaco Consales e altri due in manette, un quarto rilasciato

Triplice arresto questa mattina all’alba a Brindisi. A finire in manette sono stati Mimmo Consales, sindaco della cittadina e capo di una giunta di centrosinistra, il commercialista Massimo Vergara e Luca Screti, il titolare della Nubile srl, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti in città. Ci sarebbe un quarto indagato, Marcello Caramuscio, dipendente della ditta Nubile, per il quale però l’iniziale richiesta d’arresto sarebbe stata ritirata in un secondo momento dal gip. Per tutti e quattro l’accusa è di concorso in corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Nel particolare, per il sindaco Consales l’accusa includerebbe anche il reato di truffa, mentre l’aggravante per Screti riguarda frode e truffa nelle pubbliche forniture, con il coinvolgimento anche di Caramuscio. La pena toccata in sorte al sindaco Consales e al commercialista Vergara è stata ridimensionata ad una detenzione ai  domiciliari, in carcere ci è finito soltanto il titolare Screti. E’ stato inoltre sequestrato l’impianto di biostabilizzazione per la produzione di cdr (combustibile derivato da rifiuto), che si trova alla periferia della città, di proprietà della Nubile. Nel decreto di sequestro è contenuta la contestazione del reato di gestione abusiva di una discarica. Questi arresti non giungono di certo a sorpresa. Tutto ha inizio qualche anno fa, quando all’epoca il sindaco era stato coinvolto in un scandalo riguardante un debito aperto con Equitalia, della cifra di 315mila euro, interamente pagato all’improvviso senza sapere da quali casse fosse giunto il denaro. La questione ha insospettito la Procura, con a capo Marco Di Napoli, a tal punto da avviare delle indagini che hanno condotto al commercialista Massimo Vergara. Da lì, seguendo diverse piste, il cerchio si è chiuso, portando a galla i nomi del sindaco Mimmo Consales e dell’imprenditore Screti, clienti e frequentatori dello studio di Vergara, e suoi complici in questo triangolo di irregolarità. Sarebbe stato proprio Screti, al quale il Comune aveva assicurato appalti in passato per il biostabilizzatore, a fornire al sindaco la necessaria copertura economica per poter così risarcire il debito con Equitalia. Da alcune verifiche effettuate dalla Regione, è emerso che l’impianto è fermo da diverso tempo, a conferma che i sospetti erano ben fondati. Si parla di un giro d’affari di circa 3 milioni di euro. La società Nubile, nonostante l’appalto concessogli dal Comune fosse capitolato, pagando una parte del debito del sindaco (30mila euro), pare che abbia avuto così la concessione di gestire a modo proprio l’impianto di biostabilizzazione, senza il rispetto dei limiti e divieti imposti dalla normativa di legge, convergendo indisturbata nella discarica di Autigno (sequestrata nel 2015) una quota nettamente superiore di materiale rispetto a quella prevista.

Il procuratore Di Napoli afferma tutt’oggi: “C’era un sodalizio tra i due che non era diretto alla salvaguardia della pubblica utilità. E’ emersa una cointeressenza fra il sindaco e l’imprenditore. Ci sono stati degli incontri riservati fra il sindaco e Screti fuori dalle sedi istituzionali e in cui non erano ammesse altre persone. Lì il sindaco avrebbe portato documentazione sull’impianto di biostabilizzazione cdr e Css sulla via per Pandi”. A riprova di quanto afferma il procuratore, nei computer della Nubile è stato trovato un progetto di revamping (ovvero di risistemazione) dell’impianto, che si ritiene sia stato compilato dalla Nubile e inviato subito dopo dal Comune alla Regione.

Andavano avanti da tempo dunque i sospetti, ora confermati. Ai tempi, le indagini della Digos, con insinuazioni e prime accuse, avevano sollevato un polverone sulla figura del primo cittadino brindisino, causando una crisi politica all’interno dell’ala del centrosinistra. Da anni, infatti, il Presidente della Regione e Segretario del Pd pugliese, Michele Emiliano, chiedeva che il sindaco Consales si dimettesse dall’incarico, ma il suo grido non era mai stato ascoltato e la sua richiesta accolta. Il massimo risultato ottenuto era stata un’autosospensione durata per breve tempo. Quest’oggi, dopo l’arresto di Consales, immediato è stato il commento di Emiliano, che non si è risparmiato nel ribadire le sue precedenti convinzioni: “Il Pd Puglia aveva ritirato da mesi la fiducia al sindaco di Brindisi proprio a causa delle inefficienze e irregolarità nel ciclo dei rifiuti. Questa amministrazione deve cadere: l’amministrazione Consales deve rimanere un brutto ricordo per la città di Brindisi e noi non ne vogliamo più sentir parlare”.

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