Appalti al ribasso, il no della Cgil. Manifestazione affollata in viale Mazzini a Roma

Appalti al ribasso, il no della Cgil. Manifestazione affollata in viale Mazzini a Roma

 

“Denunciamo con forza l’ennesima vicenda che si sta consumando nel mondo degli appalti, dove un’altra azienda strategica del Paese, la Rai, non tenendo conto delle novità legislative in itinere, non solo effettua una gara con un valore ben al di sotto dell’importo orario previsto dalla Dtl di Roma per le attività di facchinaggio, ma rischia di lasciare anche senza occupazione e sostentamento economico 160 lavoratori e relative famiglie”. Così, in una nota, il segretario regionale della Cgil Alessandro Capitani e i segretari generali della Filt Cgil e Slc Cgil Eugenio Stanziale e Alberto Manzini.

“Malgrado le novità normative in tema di appalti, nonché la tanta giurisprudenza ormai esistente sull’argomento (sentenza 763/2015 del Consiglio di Stato che sottolinea come in presenza di appalti pubblici vada applicato ai lavoratori il contratto di lavoro sottoscritto dai sindacati comparativamente più rappresentativi) – continuano – si favorisce il consorzio Miles all’applicazione del contratto Unicoop/Ugl che produce, di fatto, una forte contrazione dei salari dei lavoratori con ribassi di circa 500 euro lordi mensili”.

Mentre la politica si preoccupa di recuperare soldi per il finanziamento della tv, “s’impoveriscono le casse della previdenza sociale e dell’Inail imponendo salari poveri e il ricorso agli ammortizzatori sociali. Per non parlare dell’utilizzo di sgravi fiscali da parte del consorzio Miles che potrebbe usufruire, al momento della stabilizzazione dei lavoratori neoassunti dei benefici, del cosiddetto decreto Renzi”, spiegano i sindacalisti. A questo punto, spiega la nota, “si sta valutando anche la possibilità, da parte delle strutture di categoria interessate, di promuovere 160 cause nei confronti della Rai, una per ogni lavoratore licenziato”.

“A fronte di uno scenario così drammatico – concludono – invitiamo ancora una volta la direzione della Rai a intervenire autorevolmente, non solo in quanto committente ma anche come grande azienda di servizio pubblico e di produzione culturale che pone i valori sociali e la dignità del lavoro al centro della propria identità caratterizzandone l’attività industriale”.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.