Siria. Rapimenti e massacri di massa dell’Isis a Deir ez-Zeit, secondo la Ong per i diritti umani. Ma la notizia attende conferme

Siria. Rapimenti e massacri di massa dell’Isis a Deir ez-Zeit, secondo la Ong per i diritti umani. Ma la notizia attende conferme

I miliziani dello Stato islamico hanno rapito più di 400 civili dopo aver preso la città siriana di Deir ez-Zeit, e molti sono stati uccisi. Lo rivela l’Osservatorio per i diritti umani, una Ong Britannica che agisce in Siria. Secondo il comunicato della Ong, l’Isis avrebbe ucciso 135 persone in un attacco articolato in più fronti che ha avuto inizio sabato 16 gennaio. Tra i morti vi sarebbero 85 civili e 50 soldati governativi siriani, oltre appunto, ai 400 civili rapiti. Questi ultimi, tutti di religione sunnita, sono donne e bambini di famiglie di miliziani pro Assad, secondo le rivelazioni della Ong. Il direttore dell’Osservatorio per i diritti umani, Rami Abdel Rahman ha detto che l’Isis li ha rapiti nelle zone sottoposte al suo controllo ad ovest di Deir ez-Zor e al confine con la provincia di Raqqa – la zona a più forte concentrazione di miliziani Isis. Il direttore ha poi aggiunto che a loro risulta che almeno 42 miliziani Isis sono stati uccisi nel corso degli scontri a fuoco, durante i quali sono intervenuti anche i jet russi a sostegno dell’esercito di Assad.

La notizia è stato poi rilanciata dall’agenzia di stampa siriana Sana, secondo la quale sarebbero almeno 300 i civili uccisi durante gli scontri, “molti dei quali donne e bambini e anziani”. Per l’agenzia di stampa nazionale siriana si sarebbe trattato di un massacro. In ogni caso, le grandi agenzie di stampa internazionali, dalla Reuters alla Associated Press alla France Press invitano alla cautela, dal momento che non è stato possibile effettuare alcuna verifica indipendente. Tuttavia, se le notizie del massacro di civili inermi fossero confermate, si tratterebbe del più sanguinoso atto di guerra effettuato dai miliziani dell’Isis, tra i tanti crimini di massa già compiuti. Nel 2014, uccisero decine di membri della tribù sunnita di Deir ez-Zor, perché si erano opposti all’Isis. Nell’agosto del 2014, il gruppo massacrò 200 soldati siriani nel corso dell’invasione della base militare di Taqba nella provincia di Raqqa. Gli jihadisti inoltre avevano già effettuato rapimenti di massa nella stessa zona: più di 200 civili della provincia di Homs e almeno 220 cristiani assiri vennero prelevati e deportati dai villaggi a nord est del paese. Alcuni rapiti furono rilasciati, e altri vennero scambiati con prigionieri jihadisti.

Il primo ministro siriano ha detto: “la responsabilità penale e morale di questo massacro barbaro e codardi pesa sulle spalle di tutti gli stati che sostengono il terrorismo e che finanziano e armano i gruppo takfiri, estremisti”. Altre fonti sostengono di avere la certezza di una rivendicazione dello Stato islamico, secondo la quale diversi kamikaze si sarebbero fatti esplodere contro le forze armate del regime siriano a Deir ez-Zot. Ma anche questa notizia attende di essere confermata.

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