I conti di Federconsumatori fanno arrossire il Governo. Ingiustificabili gli aumenti di alcune tariffe vista la percentuale dell’inflazione. E i controlli?

I conti di Federconsumatori fanno arrossire il Governo. Ingiustificabili gli aumenti di alcune tariffe vista la percentuale dell’inflazione. E i controlli?

Il tasso di inflazione del 2015 torna indietro di mezzo secolo, toccando il minimo dal 1959. Un dato che lascia molte perplessità e suscita molta preoccupazione.  Come è possibile che, a fronte di un incremento che negli ultimi 4 anni ha registrato il +4,5%, si verifichino, nello stesso arco di tempo, aumenti del tutto fuori luogo come quello del servizio idrico, del +22%? Come è possibile che, solo nell’ultimo anno, le tariffe autostradali aumentino dal 3,45% al 6,5%, mentre l’inflazione nel 2015 aumenta del +0,1%? “È evidente che tali incrementi sono frutto di intollerabili meccanismi speculativi, che vanno contrastati e eliminati con ogni mezzo”, dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. “Non troviamo tollerabile che, mentre i cittadini si trovano ancora in profonda crisi e il Paese arranca a riprendersi, soprattutto a causa di una domanda interna ancora estremamente frenata, qualcuno cerchi di lucrare sempre e comunque. Per questo chiediamo interventi di controllo e sanzione immeditata per arginare gli aumenti ingiustificati che si registrano in molti settori. Inoltre, per una vera ripresa dell’economia, oltre all’intervento sui prezzi, è indispensabile agire sulla vera, grande priorità del nostro Paese: il lavoro. Sino a quando il Paese non imboccherà la strada dello sviluppo attraverso un serio Piano Straordinario del Lavoro, abbattendo le drammatiche percentuali di disoccupazione giovanile attorno al 40% e nel Sud addirittura del 55-60%, non vi sarà una vera e duratura ripresa. Non dimentichiamo, infatti, che ogni disoccupato pesa sulle spalle delle famiglie (nonni, genitori, parenti), che rappresentano la vera forma di welfare con un onere di circa 450 euro mensili. Ecco perché insistiamo, in mancanza di investimenti privati, sull’urgenza e sulla necessità  di un piano del Governo che stanzi i necessari investimenti per l’innovazione e la ricerca, per la realizzazione di infrastrutture, per il settore del turismo, per la messa in sicurezza del patrimonio culturale e scolastico del Paese”.

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