Crollo al quartiere Flaminio di Roma, la parola ai tecnici. Alto rischio di nuovi cedimenti

Crollo al quartiere Flaminio di Roma, la parola ai tecnici. Alto rischio di nuovi cedimenti

Saranno i tecnici nominati dalla procura di Roma a chiarire la dinamica del crollo della palazzina di Lungotevere Flaminio per la quale, venerdì scorso, nel cuore della notte, si è resa necessaria l’evacuazione di una trentina di famiglie. Intanto, gli inquirenti, oltre alla documentazione acquisita presso gli uffici del secondo municipio, hanno acquisito anche il progetto originale dello stabile, realizzato tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta. Gli accertamenti, che saranno svolti dai due tecnici nominati dal pm Antonella Nespola e dal procuratore aggiunto Roberto Cucchiari. Prima di dare il via libera ai condomini per la messa in sicurezza della struttura, sarà dunque necessario che i consulenti della procura svolgano il sopralluogo e che venga poi dissequestrato l’immobile. I tempi saranno quindi subordinati all’attività di indagine, ma l’indicazione della procura è quella di comprimere il più possibile i tempi. Nelle ultime ore, stando a quanto si apprende, gli inquirenti hanno già sentito alcuni condomini e il responsabile della ditta che stava effettuando i lavori in uno degli appartamenti coinvolti nel crollo. Il fascicolo di indagine aperto dai magistrati nei giorni scorsi, nel quale si ipotizza il reato di disastro colposo, rimane al momento a carico di ignoti.

Intanto, mentre la magistratura ha già posto sotto sequestro la palazzina di Lungotevere Flaminio colpita dal crollo di tre piani, nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, c’è chi tra i condomini dello stabile ha avuto modo di vedere la devastazione del proprio appartamento solamente oggi pomeriggio. “Abito lì – dice la signora del quarto indicando il piano sul quale si è arrestato il crollo dei tre superiori, guardando per la prima volta dal vivo la facciata sventrata – Per fortuna non c’era nessuno dentro, perché io ero a Ravenna”. La donna, dopo aver appreso dai vigili del fuoco che continuano a presidiare la zona che per il momento non potrà recuperare nulla all’interno, si allontana verso la vicina abitazione di una amica che la ospiterà per la notte. “Non sò ancora quando potrò rientrare in casa. Ci vorranno dieci anni per rimettere a posto le cose”, dice l’inquilina trascinandosi dietro il bagaglio con il quale era partita per la Romagna. Non tutti gli abitanti dell’edificio, se pure nella sventura, hanno avuto la fortuna di avere con sé almeno una valigia con lo stretto indispensabile per affrontare i primi giorni di emergenza, e con i sigilli apposti alla palazzina, peraltro non ancora in sicurezza, gli accessi alla parte del complesso direttamente interessata dal crollo sono stati interrotti. E se alcuni dei condomini hanno già trovato ospitalità in alberghi messi a disposizione dalla protezione civile, per altri è ancora grande l’incertezza a riguardo. “Ho chiesto per una sistemazione – ha detto la signora Paola, del secondo piano – ma mi hanno risposto che mi faranno sapere lunedì. A oggi, tutte le spese che sto affrontando sono a carico di mio. Sono rimasta con una borsa e con quel poco che ho potuto recuperare. Almeno – ha aggiunto – l’altra notte sono riuscita a portare fuori con me il gatto”. Diversa invece la situazione degli abitanti del civico 15 (una seconda scala della medesima struttura, situata tra via del Vignola e piazza Gentile da Fabriano, e non sottoposta a sequestro). Per tutto il giorno, i vigili del fuoco – che insieme agli agenti della polizia municipale e a due ambulanze del 118 continuano a presidiare l’area – hanno assistito gli inquilini nel recupero di effetti personali e animali domestici. Qualche bambino ha potuto portare via una chitarra o una racchetta per le lezioni, mentre la gatta Vega, rimasta sola in casa dopo il crollo, è stata affidata nuovamente ai suoi padroni. “Era spaventata ed era diventata aggressiva – ha raccontato uno dei padroni dell’animale – al momento dell’evacuazione siamo riusciti solamente a spostarla in un altro appartamento. E anche oggi non è stato facile prenderla”. I lavori per la messa in sicurezza, a carico dei condomini, potranno prendere il via solamente dopo il sopralluogo dei tecnici della procura, che saranno nominati nei prossimi giorni, e dunque una volta dissequestrato l’edificio. Per il momento, anche il perimetro intorno alla struttura, ingombro di detriti e blocchi di cemento caduti al suolo, è transennato e completamente interdetto. La preoccupazione, ora, riguarda possibili ulteriori cedimenti, soprattutto in caso di maltempo

Share

Leave a Reply