Di Caprio è il re Redivivo. The Revenant ancora primo al box office. Ma il film non convince del tutto

Di Caprio è il re Redivivo. The Revenant ancora primo al box office. Ma il film non convince del tutto

Leonardo di Caprio è ancora in testa: a due settimane dall’uscita nelle sale, il Redivivo di Alejandro González Iñárritu incassa altri 281mila euro e sale così a nove milioni di euro.

Candidato a 12 premi  Oscar The Revenant, distribuito dalla 20th Century Fox e basato sull’omonimo romanzo di Michael Punke del 2003, racconta la vita del cacciatore di pelli Hugh Glass, vissuto realmente tra Settecento e Ottocento, che in una spedizione di caccia nel Missouri viene abbandonato dai compagni che lo credono in fin di vita a seguito di uno scontro con un orso e che invece, con grande sorpresa, riesce non solo a sopravvivere ma anche a fare ritorno dalla sua gente.

Hugh Glass, interpretato in questa pellicola da un eccellente Di Caprio, è un uomo forte, astuto, una guida per i suoi compagni. Nei primi minuti del film riesce a sopravvivere ad un ferocissimo attacco degli indiani Arikara, durante il quale perdono la vita 33 dei suoi uomini, ma sulla via del ritorno non riesce ad evitare un ferocissimo scontro con una femmina di orso grizzly che in tre ripetuti attacchi lo fa letteralmente a pezzi, davanti agli occhi di milioni di spettatori impietriti e probabilmente scioccati che, alla fine della lotta, si chiedono come faccia Glass ad essere ancora vivo.

Glass, infatti, sopravvive al durissimo corpo a corpo che ci strazia anima e corpo, riuscendo perfino ad uccidere l’orsa, ma riporta numerose e dolorose ferite. Inizialmente sorvegliato e protetto viene, infine, tradito da un compagno di viaggio che si fa beffa di lui uccidendo perfino il figlio, e che lo scaraventa in una fossa, lasciandolo letteralmente a morire.

Inerme, sommerso dalla neve, probabilmente con più di qualche osso rotto, Glass riesce incredibilmente a farsi forza e spinto da un’incontrollabile sete di vendetta, più morto che vivo, si fa avanti nella foresta, trascinandosi per sentieri ghiacciati, percorrendo gelidi torrenti, sfidando la forza della natura e schivando i colpi dei molti nemici che incontrerà nel suo cammino verso casa. Casa che non potrà mai essere più la stessa, senza la sua famiglia, e noi lo scopriremo con lui solo alla fine, quando riuscirà a compiere la sua vendetta e si lascerà andare all’inevitabile fine.

Un film vero e terribilmente crudo, con scene che potrebbero far vacillare anche lo stomaco più forte, l’interpretazione magistrale di un Leonardo Di Caprio sempre più poliedrico e stupefacente, una magnifica scenografia che rende evidentemente protagonista in tutto e per tutto la natura, inedita eppure così vera, una regia incrollabile. Eppure, questo film, non riesce a fare una cosa: ad arrivare al cuore. Si muove dappertutto, stimola tutti i sensi, sconvolge, scuote. Ma non arriva al cuore.

Quando si esce dalla sala la sensazione che si prova è quella di essere stati presi e buttati in quella foresta con lui, Hugh Glass, di aver lottato contro l’orsa, di aver sentito quei morsi, quegli strappi, quelle ferite sulla pelle, di aver sgomitato sulla neve per miglia e miglia, di aver patito la fame e la sete e il freddo: ma ci si sente svuotati. Alla fine, la sensazione che The Revenant lascia, è quella di essere stati sconfitti. Avremmo tutti voluto un’altra vita per quel cacciatore e per suo figlio, avremmo tutti voluto poter fare qualcosa, eppure non ci sentiamo afflitti, o tristi, o emotivamente scossi: ci sentiamo solo svuotati. E nonostante la vendetta, ci sentiamo anche noi, come lui, arresi e persi.

Un’esperienza amara e reale, che non si vive sicuramente tutti i giorni nelle sale cinematografiche.

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