“Cosmopolitica”: così si chiama la grande assemblea per costruire la nuova sinistra, per cambiare l’Italia

“Cosmopolitica”: così si chiama la grande assemblea per costruire la nuova sinistra, per cambiare l’Italia

Un po’ di cultura politica non fa mai male in un paese come il nostro dove sia la cultura che la politica non trovano grandi consensi. A partire dal presidente del Consiglio, c’è un vero fastidio per gli intellettuali, “da salotto” li definisce il premier, quando non li chiama “gufi”. Ancor peggio va per i partiti. I sondaggi, per ciò che valgono, dicono che solo cinque o sei cittadini su 100 li vedono di buon occhio. Del resto se si dà una occhiata alla Camera dei deputati, in minor misura al Senato, i partiti strutturati sono larghissima minoranza. Ci sono gruppi, gruppetti, clientele in transito, votano secondo gli interessi dei singoli.

A questo pensavamo quando, aprendo la conferenza stampa tenuta a pochi passi dalla Camera per presentare il percorso che entro la fine dell’anno porterà alla costruzione di una nuova forza della sinistra,  è stato annunciato che l’assemblea con cui questo “viaggio” prenderà il via ha un titolo: “Cosmopolitica, si parte, per cambiare l’Italia”. Cosmopolitica, parola in disuso, ma piena di significati. Il  mondo (cosmo), visto come un sistema da organizzare e ordinare, la città, i cittadini, la polis (politica). Riflessioni politiche che ci fanno fare un balzo all’indietro, ci portano a Kant, ai suoi scritti, primo fra tutti “Idea per una storia universale in un intento cosmopolitico” (1784) e “Per la pace perpetua” (1795). Proprio dall’uso di questa parola per definire la “tre giorni” che si terrà all’Eur 19, 20, 21 febbraio, nasce la curiosità e la domanda rivolta ai promotori della conferenza stampa nel corso della quale hanno annunciato il programma dei lavori. La domanda: volete fare un partito, organizzato, strutturato proprio mentre il partito non è più di moda e come lo chiamerete?

Cofferati: lo spazio politico nel campo della sinistra e dei riformisti c’è ed è molto grande

Risponde Sergio Cofferati, già segretario generale della Cgil, quello che per difendere lo statuto dei lavoratori dagli attacchi dei berluscones riuscì a organizzare una manifestazione straordinaria, si parlò di tre milioni di persone. Lo statuto con l’ingombrante articolo 18 rimase in piedi. Ci voleva Renzi e il Pd, centrosinistra, ma il nome era ed è un errore, per fare quello che al centrodestra non era riuscito. “Lo spazio politico – risponde l’europarlamentare – nel campo della sinistra e dei riformisti c’è ed è molto grande. Chiunque è benvenuto. Il nome del partito? Lo decideremo a fine anno, non si inventa su due piedi”. Dice il coordinatore di Sel,Nicola Fratoianni: “Lo scopo di Cosmopolitica è proprio quello: aggregare tanti pezzi di sinistra” e “aprire un processo costituente con l’obiettivo, entro l’anno, di arrivare al congresso fondativo di un’unica forza politica”. Per ora quindi, niente leader né nomi: “Siamo gli innominabili”, riprende Cofferati. Ma Landini, il segretario generale della Fiom Cgil, promotore di “Coalizione sociale” starà con voi, l’avete invitato? “Quello che sta facendo è molto importante – siamo interessati a discutere con chiunque”. “Credo che una forza politica – prosegue – debba nascere per coprire un vuoto enorme che c’è a sinistra, da quando il Pd ha rinunciato a essere di sinistra”.  “C’è uno spazio che va assolutamente coperto nell’interesse di milioni di persone, poi di volta in volta ci si confronta con gli altri per costruire delle alleanze sulla base del merito. Nessuna preclusione ma nessuna cambiale a nessuno”. E insiste: “il nostro obiettivo è proprio quello di dar vita ad una forza politica, organizzata, strutturata. Può sembrare una cosa strana ma in questo paese, come in Europa, c’è bisogno di un partito”, certo, usando  schemi nuovi, tutto ciò che la tecnologia mette oggi a disposizione, sottolinea anche  Fratoianni.

D’Attorre. Ci saranno sempre più militanti che si allontaneranno dal Pd  per  stare dalla parte giusta

Riprende Alfredo D’Attorre che, insieme a Stefano Fassina e ad altri ha lasciato da poco il gruppo Pd per dar vita, con i deputati di Sel a Italiani a sinistra di cui oggi è candidato a sindaco di Roma: “Nei prossimi mesi, di fronte alle scelte concrete da fare nelle città e al referendum, ci saranno sempre più militanti che si allontaneranno dal Pd e faranno la scelta di stare dalla parte giusta. Tanti militanti della sinistra Pd staranno con noi e non dalla parte della deformazione costituzionale che Renzi propone”. “Non sarà l’ennesima riedizione del partitino di sinistra radicale. Vogliamo restituire una casa ampia, accogliente alla sinistra e costruire una grande forza popolare che abbia l’obiettivo di riaprire la partita politica in Italia con le amministrative e con il referendum, per dire un grande ‘sì’ alla Costituzione e un ‘no’ al renzismo. E la sconfitta del disegno renziano può anche essere la strada per riaprire una prospettiva di governo democratica, progressista e di centrosinistra in Italia. Partiamo con questa ambizione”.

Fratoianni: il nuovo partito non sarà una semplice evoluzione di “Sinistra italiana”

Fratoianni tiene a precisare, visti i malevoli commenti da parte dei giornaloni, ispirati, si fa per dire, da Orfini Matteo, che parlano di un partito di rottamati, reduci, che il nuovo partito non sarà una semplice “evoluzione” di Sinistra italiana ma “l’obiettivo e di andare oltre e raccogliere quanto c’è di inespresso, al momento, a sinistra del Pd. Il primo step sarà, quindi, l’appuntamento di febbraio che darà il via a un processo lungo tutto l’anno, fino al battesimo del nuovo partito della sinistra”. Tradotto: non sarà una semplice aggregazione di vecchie sigle. Non è un caso che Sel non abbia aperto la campagna di tesseramento per il 2016. Da “Cosmopolitica si parte per definire, in un processo che vogliamo largamente partecipativo, parole e  programmi della nuova aggregazione. Le prime sfide sono già in calendario. Innanzitutto le Amministrative, dove quasi ovunque la sinistra si presenta in alternativa al Pd e che saranno un primo modo per contarsi”. Un segnale di come si intende muoversi è dato dalla presenza degli esponenti di due associazioni alla presentazione di “Cosmopolitica” che, come molte altre, saranno presenti alla “tre giorni” dell’Eur, Maria Pia Pizzolante, portavoce della rete nazionale Tilt, e Claudio Riccio di Act, già candidato alle Europee per la lista Tsipras.

Piccolotti. La “tre giorni” dell’Eur, un programma di lavori che apre una grande discussione partecipata

Se quelli delineati dagli interventi di Fratoianni, D’Attorre, Cofferati, da Riccio, Pizzolante  sono gli obiettivi per costruire il nuovo partito della sinistra, l’apertura del percorso, assemblea dell’Eur, non poteva che essere molto impegnativa e anche innovativa. Elisabetta Piccolotti, segretaria nazionale di Sel lo riassume in questi termini: “Vogliamo aprire una grande discussione partecipata. È necessario tornare a discutere per trovare soluzioni nuove e inedite. Vogliamo creare uno spazio partecipativo. Oltre mille persone prenderanno la parola”. Venerdì pomeriggio ci sarà una sessione chiamata “esplorare”: si parlerà di lavoro, politica economica, guerra, terrorismo, green economy. Sabato mattina 24 tavoli e laboratori partecipativi: sul sito www.cosmopolitica.org ognuno può proporre il proprio laboratorio. Sabato pomeriggio quattro assemblee tematiche: lavoro e welfare; democrazia e riforme istituzionali, sapere e scuola, clima e ambiente. Domenica mattina la sessione plenaria. Si passerà il “materiale” accumulato nella “tre giorni”  ad altre iniziative fino ad arrivare all’appuntamento previsto per fine autunno, quando il partito nascerà, il Congresso gli darà un nome. L’importante è che il viaggio prenda inizio. Si parte davvero per cambiare l’Italia.

Share

Leave a Reply