Vittime delle Banche. Non abbiamo studiato Scienza delle finanze, ma loro sono truffatori, Padoan offende: “scarsa educazione finanziaria”. E annuncia un nuovo pasticcio

Vittime delle Banche. Non abbiamo studiato Scienza delle finanze, ma loro sono truffatori, Padoan offende: “scarsa educazione finanziaria”. E annuncia un nuovo pasticcio

Non c’è che dire, la sensibilità di Renzi Matteo e dei suoi ministri e sottosegretari, tanto per fare due nomi, Padoan e Zanetti, che è anche il segretario di Scelta civica, c’è rimasto solo lui, è ridotta ai minimi termini. È stata sostituita da un cinismo che non ha pari. La crisi di  quattro banche, Etruria, per intenderci quella che era il fiore all’occhiello della  Dc toscana, leggi Fanfani e della massoneria, molto forte nella regione, Banca Marche. CariChieti e CariFerrara, ha distrutto migliaia di famiglie che hanno perso tutti i loro risparmi, custoditi, si fa per dire, nelle casse di questi istituti bancari. Si parla di 150  mila persone vittime di una gigantesca truffa, una di queste si uccide.

Conta qualcosa per Padoan e Zanetti? Il governo presenta un decreto salvabanche e per chi ha perso tutti i risparmi? Poco o niente. L’Europa, si trincerano, ci impedisce un intervento diretto. Dall’Europa arrivano risposte brucianti. È colpa vostra, non avete tutelato azionisti e obbligazionisti. Poi una sorta di tregua: si può pensare ad un arbitrato, caso per caso. Padoan riferisce alla Commissione bilancio della Camera. Ci sembra un gran pasticcio, come vedremo, raccontando questa giornata che ha visto nuove iniziative di chi ha perduto tutto.

Camusso: Finanza tossica, non trasparente, derivati, né regolamenti né vincoli

Il sottosegretario, presente in quasi tutte le tv a fronte della disperazione di migliaia di persone dice che in Italia la gente va in banca ma non conosce le regole di questo complesso mondo. Il ministro è più raffinato: “Il  salvataggio dei 4 istituti di credito ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica il problema della scarsa educazione finanziaria della popolazione italiana”. E non ha neppure arrossito facendo queste affermazioni. Del resto era stato proprio Renzi Matteo a dare il via: “Dovevano sapere che andavano incontro a rischi”.

Attacca Susanna Camusso, che richiama il governo alle sue responsabilità: “La promessa fatta dal mondo a se stesso nel 2008 – dice il segretario generale della Cgil – che non ci sarebbe più stata la finanza tossica, dei derivati, quella non trasparente e non governata, non si è tradotta né in regolamenti né in vincoli”.

Questi personaggi che ci governano sembrano ignorare, malgrado la loro cultura economica, questo aggrovigliato mondo della finanza e delle banche. Eppure, qualche rapporto con gli istituti di credito ce l’hanno, la ministra Boschi è un’azionista di Banca Etruria, suo padre ha ricoperto l’incarico di vicepresidente, suo fratello è  un dirigente. Qualcosa avrà pur detto a  Renzi. Non vogliamo sapere cosa. E dicono, a fronte della disperazione di migliaia di persone, truffate, che quando si “gioca” con azioni e obbligazioni si deve sapere che c’è un rischio.  Avete  puntato ad ottenere interessi maggiori, pagatene il prezzo.

Brucia  a chi ha perso tutti i risparmi sentirsi definire speculatori. Iniziative di Federconsumatori e Adusbef

Brucia a chi ha perso tutti i risparmi sentirsi chiamare speculatori. Sono un centinaio quelli che incontriamo nel corso di una assemblea promossa da Federconsumatori, presenti il presidente Rosario Trefiletti, Luigi Agostini, presidente di Federconsumatori di Roma e del Lazio, il vicepresidente Sergio Veroli, l’avvocato Anna Antonelli della Consulta giuridica, il presidente di Adusbef, Elio Lannutti. La prima cosa che avverti è la rabbia. “Ci offende chi ci chiama speculatori –  dicono – per uno zero cinquanta lordi in più rispetto agli interessi offerti da altre banche. Sono altri gli speculatori, ma questi non si toccano”. Raccontano le loro storie. Non abbiamo avuto il coraggio di intervistarne qualcuno. Soffrono non solo perché hanno perso i risparmi di una vita, ma anche, forse di più, perché si sono fatti imbrogliare, non hanno studiato Scienza delle finanze, hanno lavorato tutta una vita. “Una fortuna –dicono – visto che figli e nipoti fanno una gran fatica a trovare lavoro. Per loro erano i nostri risparmi”. “Io, un altro intervento, sarò un incapace, ma loro sono dei truffatori, imbroglioni”.

La “fiducia” riposta nei dirigenti delle banche incriminate. Il “bail-in” e la “direttiva Brrd”

Tutti parlano di “fiducia” che hanno riposto nei dirigenti di queste banche, l’Etruria in primo luogo. Certo, ammettono di non avere grande conoscenza dei meccanismi delle banche. Ma solo squallidi personaggi del mondo della politica possono rimproverare loro di non avere “educazione finanziaria”. Certo, non sanno cosa significa “bail in”, oppure “direttiva Brrd”. SI scoprirà quando dal 1 gennaio il salvataggio delle banche in difficoltà dovrà avvenire anche con il supporto dei creditori della banca stessa. Ci verrebbe da dire che  Banca d’Italia e Consob che questi termini li conoscono non abbiano controllato su quanto stava succedendo in queste quattro banche, un malefico intreccio fra politica e finanza. Addirittura, hanno raccontato, rispondendo a chi li accusava di non conoscere il fatto che le obbligazioni avevano un aggettivo aggiunto, subordinate, sottoposte agli eventi, che non c’era scritta da nessuna parte la parola “subordinate”. C’era scritto “sub”. Ci scherzano su, malgrado le drammatiche situazioni in cui si sono venuti a trovare. Parlano fra loro, interrompono gli interventi dei dirigenti di Federconsumatori e Adusbef, chiedono notizie, insistono, cosa dobbiamo fare. La risposta: prima cosa farsi dare dalle banche le pratiche, seconda cosa non si può presentare una class action, bisogna procedere per via individuale. Ma c’è un dato politico che deve guidare le diverse iniziative che  Federconsumatori e  Adusbef stanno già promuovendo anche nei confronti dei tribunali. Gli obiettivi: i risparmi perduti devono essere tutti reintegrati, il governo deve cambiare il decreto salva banche. Renzi, dice Trefiletti, “tiri fuori le unghie, se ce le ha, nei confronti della Unione europea”.

Ora si ammette che  i titoli sono stati acquistati su suggerimento di alcune filiali

L’assemblea finisce mentre sulle agenzie di stampa circolano notizie ufficiose in attesa che il ministro Padoan riferisca alla Commissione Bilancio che sta esaminando la legge di stabilità. Non ci sembrano confortanti. Il rischio è che a pasticcio, il decreto messo a punto in fretta e furia, votato di domenica si aggiunga un altro pasticcio. Padoan, sulla scia  di Renzi, ripete che “alcuni investitori si trovano in difficoltà, si sono visti azzerare azioni e obbligazioni subordinate. Titoli rischiosi nei quali avevano messo i loro risparmi considerandoli erroneamente porti sicuri”. La stessa Ue, forse più comprensiva del premier e del suo ministro, rileva che l’acquisto dei titoli deriva dal suggerimento ricevuto in alcune filiali. Il ministro dell’Economia ammette: “Non si può escludere che i 4 istituti abbiano venduto obbligazioni subordinate a persone che presentavano un profilo di rischio incompatibile con la natura di questi titoli di investimento, ma questo andrebbe accertato con una analisi di ogni posizione”. Un riconoscimento ma anche una gaffe da parte del ministro: “se l’acquirente non presentava” profilo di rischio incompatibile era lecito smerciare titoli truffaldini? Il ministro non ha fatto cenno alcuno all’esigenza di aumentare il fondo di cento milioni previsto nel decreto. Sui fondi si dovrebbe provvedere con la legge di stabilità, ma Padoan non ne ha fatto cenno. Ha solo detto che al fondo contribuiranno anche le banche. Ci si muove, insomma, verso arbitrati individuali, come è avvenuto in  Spagna.

La Consob che ha mancato i compiti di controllo sarebbe ora l’arbitro

La Consob, che ha mancato nei suoi compiti di controllo, dovrebbe ora giudicare i casi uno per uno fungendo da giudice in modo da non dover sottostare ai tempi della giustizia civile. Il problema è come accertare se dalle banche sono stati venduti titoli ingannevoli. Gli acquirenti sono stati messi a conoscenza dei contenuti dei documenti, decine di pagine, chiamati a firmare. Nessuno li legge, in banca metti una firma dopo l’altra fidandoti di quanto ti viene proposto. Si suppone che tutti conoscano la direttiva dell’Unione Europea 2004/39 nota come direttiva MiFID, acronimo di Markets in Financial Instruments Directive,  un atto normativo emanato dal Parlamento europeo e dal Consiglio del 21 aprile 2004. Di direttive ce ne sono ben 42. L’ultima è la 2006/73/CE, recepita dall’Italia nel 2007.

E sulla esigenza di tirar fuori le unghie nei confronti della Ue, come aveva sollecitato Trefiletti? Non c’è traccia nella parole di Padoan. Sarà bene ricordare che degli aiuti hanno usufruito le banche in Germania, 238 miliardi, in Spagna, 52, in Irlanda, 42, in Grecia, 40, in Olanda, 36, in Austria 28. L’Italia, la Cenerentola, 1.

Le “Vittime del salvabanche”  annunciano che domenica andranno da  Renzi alla Leopolda

Infine, niente da dire sull’operato di Bankitalia? Il governatore Ignazio Visco dice che il dissesto delle banche “lo consideriamo con un impegno che è massimo, facendo il meglio ed essendo sicuri di aver fatto il meglio”. E il presidente Renzi annuncia  la riforma delle banche. Non è la prima volta. Ma un annuncio non si nega a nessuno. Intanto il Comitato delle  Vittime del salvabanche annuncia che domenica 13 manifesterà nei pressi della  ex stazione Leopolda e dà appuntamento al premier che concluderà lo show invitandolo “ad ascoltare le testimonianze di chi ha perso tutto”.

 

 

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