Un Paese sempre più triste, senza fantasia, la “Leopolda” di Boschi-Renzi, targhe alterne di Tronca, lettera dalla Cina, Rutelli allena “Arfio”, “Idea” di Quagliariello, “Unica” di Passera

Un Paese sempre più triste, senza fantasia, la “Leopolda” di Boschi-Renzi, targhe alterne di Tronca, lettera dalla Cina, Rutelli allena “Arfio”, “Idea”  di  Quagliariello, “Unica” di Passera

Si racconta, leggenda metropolitana, che proprio ieri uno dei giorni in cui il commissario  che viene da Milano, Francesco Paolo Tronca, si esercitava in quella che appare la sua attività prediletta, vietare il traffico, targhe alterne, veicoli inquinanti nella cosiddetta “fascia verde”, gran parte della Capitale, gli arriva sul tavolo una lettera misteriosa. il commissario era alle prese con una situazione caotica, ed è dir poco del traffico cittadini. Meglio del non traffico. Forse non informato  dall’altro prefetto, Franco Gabrielli, di uno sciopero degli autisti  dell’Atac, non ha tenuto conto di cosa poteva succedere sulle strade romane, su quelle con i sampietrini comprati in Cina che costano un occhio della testa e su  quelle ferrate, leggi metropolitane. È vero che lo sciopero era stato proclamato da un piccolo sindacato, “Cambia-menti”, che i sindacati confederali di Roma nel rispetto del protocollo di disciplina siglato per il Giubileo avevano rinunciato all’astensione dal lavoro, ma il risultato è stato ugualmente devastante. Una città impazzita, cittadini che mandavano a quel paese le “autorità”.

Capitale impazzita. I giornaloni non se la possono prendere con Marino cacciato dal Pd

Questa volta i giornaloni non se la potevano prendere con Ignazio Marino, non c’è più, lo ha cacciato il Pd, rispondendo alla pressante richiesta dei poteri forti che ora vedono scendere in campo Francesco Rutelli nel ruolo di allenatore e Alfio  Marchini, detto “Arfio”, con il  quale, dice Gaetano  Quagliairello, “si vincono le elezioni a Roma”. E Gaetano, fresco uscito dal partito di Alfano, è uno che sa il fatto suo. Fonda “Idea”, acronimo di idea e azione e dichiara una “forte convergenza” con Corrado Passera, fondatore di “Italia unica”. Chiediamo scusa se perdiamo il filo ma fra prefetti che diventano commissari, subcommissari aggiunti arrivati da Milano, capitale d’Italia, stando a Cantone, prefetti che restano prefetti, Gabrielli, ma che non direbbero di no a candidarsi a sindaco, se “lo chiedesse Renzi”. Un ritornello. Lo dice anche il vicepresidente della Camera, Giachetti, che un pensierino al Campidoglio lo ha pur fatto. Lo dice anche Sala, candidato in pectore a sindaco di Milano, su richiesta appunto di Renzi Matteo. Costui è quello che ha gestito l’affare Expo che sarà andato bene in termini di numero dei visitatori ma non ha portato un   bel niente al Pil. Pare che Sala sia a capo di una operazione renziana che elimina la politica dallo scenario delle Istituzioni repubblicane, democratiche, come afferma la Costituzione, vada bene anche ai bersaniani, Bersani stesso.

Il renzismo è vivere alla giornata, acchiappare più che può, eliminare la politica

Scusate ho perso il filo. In effetti un filo non c’è. Il renzismo è vivere alla giornata, acchiappare il più che posso, illudere i cittadini, annunciare cose che non verranno mai fatte, eliminare i partiti, sostituiti da uno solo che si chiama “Leopolda”. Lo ha detto il segretario-premier quando ha definito l’evento fiorentino “la casa della politica con la P maiuscola”. Quella con la P minuscola la lascia a Circoli, ai famosi banchetti che altro non sono che una diffusione di volantini ai passanti. Scusate ho perso un’altra volta il filo. Torniamo alla famosa lettera. Si  racconta che quando viene consegnata  allo staff milanese del commissario ci sia stato un momento di sbandamento. Le lettere sono pericolose, possono contenere sostanze tossiche. Non solo, sulla busta c’era una scritta non in orizzontale, ma in verticale.

Dalla  Cina una lettera al Campidoglio. Commissario venga da noi a combattere lo smog

Momento di incertezza poi, uno dello staff, gridava “eureka”, l’indirizzo è scritto da un cinese, in verticale appunto, i cinesi non sono terroristi, non viene loro permesso dalla grande assemblea. Ma come fare a leggerla? Voce dal coro: ci vuole un cinofilo. Detto e fatto. L’usciere, addottorato, pensa subito al canile e invia un messo alla Muratella, dove c’è appunto il canile comunale. Arriva la lettera, per precauzione viene fatta annusare  da un pechinese, cane, non persona. Fortunatamente fra i veterinari, ce ne è uno con gli occhi a mandorla. Un cinofilo vero. Lascia stare il pechinese e traduce. È un invito al Commissario del Campidoglio a recarsi in Cina dove  c’è proprio bisogno di uno come lui per dichiarare guerra allo smog. Gli assicurano che non deve fare niente di più di quanto non faccia a Roma. Magari qualcosa di meno. Forse non c’è neppure bisogno di trastullarsi con le targhe alterne. Magari può importare un po’ di risciò, visto che a Roma non possono circolare e già che c’è anche qualche centurione romano, trasferendoli a Pechino insieme al Colosseo incrementando l’export che va male.

Una politica per le città per salvarle dal degrado, per ripulire cielo e terra

Ovviamente il commissario fa il suo dovere. Avendo riscoperto lo smog, riscopre le targhe alterne. Il problema  è che lo smog non si combatte con le targhe alterne. Tanto è vero che le centraline continuano a segnare rosso. Non ci risulta che alla Conferenza sull’ambiente di Parigi, che non sembra aver dato risultati esaltanti, se non quello di prendere atto che esiste un problema, si sia parlato di targhe alterne. Ci vuole una politica per le città, per salvarle dal degrado, per ripulire terra e cielo, per non trivellare il mare, non so come  si usa dire in termini tecnici, alla ricerca del mitico petrolio. E tante altre cose. Tutta fantasia quello che abbiamo scritto? Per non piangere. Perché un Paese senza fantasia è cosa triste. In “letargo”; come dice il presidente del Censis, De Rita. La Leopolda ci intristisce ancor più.

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