Spagna. “Andreotti illuminaci”, scrive El Paìs, a commento della situazione politica

Spagna. “Andreotti illuminaci”, scrive El Paìs, a commento della situazione politica

Il quotidiano spagnolo El Paìs consegna ai suoi lettori una divertente e divertita parodia della frammentazione politica tipicamente italiana, evidenziata in Spagna con le elezioni legislative del 20 dicembre, che hanno sancito il passaggio dal bipartitismo popolari-socialisti, al quadripartitismo, ovvero quello che aggiunge ai due partiti citati Podemos e Ciudadanos. L’articolo è affidato alla “penna” di un editorialista del Paìs, Ruben Amos, il quale però avverte subito che l’analogia con l’Italia si ferma alla frammentazione: “la rigidezza e il dogmatismo dei partiti spagnoli dimostra che abbiamo un Parlamento italiano nel numero dei partiti, ma non la flessibilità negoziatrice”. Per questa ragione, Ruben Amos fa appello alla figura di Giulio Andreotti, considerato universalmente il campione della tattica politica e della diplomazia.

Insomma, scrive l’editorialista del Paìs, “non mi riferisco tanto alla retorica, ma alla flessibilità, al trasformismo e al cinismo che fecero di Andreotti un equilibrista. D’altro canto, non sorprende che fosse proprio il divino Giulio (scritto proprio così, ndr) a guidare il ‘compromesso storico’ tra la Democrazia cristiana e il Partito comunista, un patto tra Dio e il diavolo, che terminò con il rapimento e la morte di Aldo Moro”. Poi però lo stesso editorialista ricorda che fu Aldo Moro l’artefice del cosiddetto “ni, come soluzione intermedia tra il sì e il no. Un ibrido concettuale, monosillabo e polisemico la cui applicazione rappresentava la quintessenza della politica machiavellica e fiorentina, anche se Moro era meridionale, originario di Lecce”.

Qual è la conclusione? Siamo dinanzi a un Parlamento alla italiana ma con una classe politica alla spagnola, recrimina Amos, in cui dominano i dogmi e le manifestazioni degli attributi (“cojones” nell’articolo, ndr). Poi però Amos ricorda i legami di Andreotti con Riina e la mafia, col Vaticano, criticandone le scelte e il bizantinismo in politica. E conclude: “non si tratta mica di fare un monumento postumo al patriarca democristiano, ma di accettare il fatto che la politica spagnola ha bisogno di ironia, di umorismo e di sdrammatizzazione, perché il nostro Parlamento non si è italianizzato, si è balcanizzato”. La prova di ciò? Nella confusione manifestata dal movimento Ciudadanos. Amos scrive: “il leader Rivera rinnega un patto col PPE, rinnega un patto col Psoe, però non rinnega un accordo con i due partiti assieme. Sembra una manovra andreottiana”. Insomma, Andreotti illumina gli spagnoli, ma “con juicio”…

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