Siria. Ucciso Alloush, uno dei capi della ribellione antiAssad. Duro colpo ai colloqui di pace di Vienna

Siria. Ucciso Alloush, uno dei capi della ribellione antiAssad. Duro colpo ai colloqui di pace di Vienna

Il leader di uno dei gruppi ribelli più potenti di Siria sembra sia stato ucciso nel corso di un raid aereo nei pressi della capitale, Damasco. Una fonte attendibile siriana ha rivelato al quotidiano britannico Guardian che Zahran Alloush, leader di Jaysh al-Islam, uno dei maggiori gruppi di opposizione con migliaia di militanti sul terreno nei dintorni di Damsco, è stato ucciso venerdì, il giorno di Natale. La sua morte, in realtà, è stata annunciata dall’agenzia internazionale Reuters, che ha citato fonti ribelli. L’agenzia di stampa nazionale siriana ha poi confermato che Alloush è stato ucciso nella regione orientale di Ghouta, dove ha sede il quartier generale di Jaish al-Islam. L’Osservatorio siriano per i diritti umani, un network che ha numerosi contatti in Siria, ha svelato che un raid aereo aveva come obiettivo un vertice della leadership di Jaysh al Islam a Ghouta, uccidendo Alloush e cinque capi dell’organizzazione anti-Assad.

Se queste notizie fossero confermate, la morte di Alloush, sostenuto da Arabia Saudita e Turchia, potrebbe scatenare una reazione molto dura da parte delle forze di opposizione al regime. Il fatto che i raid aerei avesse come obiettivo il vertice della leadership dell’organizzazione rappresenta un successo dei servizi di intelligence del governo e della Russia che lo sostiene. “La notizia ci ha raggiunti”, ha detto una fonte di Jaysh al-Fateh, una coalizione molto agguerrita dei ribelli siriani, che comprende anche militanti di al-Nusra, “e se questa è la volontà di Allah, preghiamo perché la sua misericordia si posi su di lui”.

Chi era Alloush? In realtà, si tratta di una delle figure più controverse nel panorama dei gruppi di opposizione anti-Assad. Alloush è emerso come leader di Jaysh al-Islam, che ha mantenuto il controllo nei sobborghi di Damasco, nonostante anni di assedio da parte del regime di Assad, e di durissimi raid aerei sulle zone controllate. La zona di Ghouta era stata sottoposta ad attacchi chimici, con gas sarin, lanciati dal regime di Assad, uccidendo migliaia di persone, e moltissimi bambini. I primi video della propaganda di Alloush erano esplicitamente settari, con la richiesta di espulsione di mussulmani Shia e Alawiti da Damasco. Il premier Assad fa parte della minoranza alawita, che è un segmento della setta Shia, considerata eretica dagli estremisti sunniti. Alloush, tuttavia, si opponeva anche al Califfato di al-Baghdadi, e nel corso dei combattimenti contro i suoi militanti, ha perso molti soldati. Da quel momento, Alloush ha cercato di moderare le sue opinioni, per apparire un potenziale alleato delle forze occidentali. Così ha ritrattato le richieste di espulsione degli Alawiti nel corso di una recente intervista, definendoli “parte del popolo siriano”.

Ciò che ancora resta un mistero, è se Alloush sia stato ucciso da un raid aereo russo o siriano, ma fonti ribelli hanno indicato che l’attacco sarebbe stato condotto da aerei russi. Le forze aere russe hanno lanciato ben 5000 raid da quando ha avuto inizio il suo impegno militare in Siria. Le fonti ribelli hanno anche accusato la Russia di aver colpito con almeno 10 missili uno dei quartier generai segreti del gruppo ribelle.

“Il martirio di Alloush è un punto di svolta nella storia delle rivoluzione”, ha commentato Labib al Nahhas, uno dei capi del gruppo Ahrar al-Sham, “e i gruppi ribelli ormai stanno ormai affrontando una chiara guerra di sterminio che affonda le sue radici nel regime di Putin”. Sul piano politico internazionale, l’uccisione di Alloush potrebbe essere un duro colpo ai colloqui di Vienna sulla Siria, se appunto esso dovesse essere assunto dai gruppi ribelli come un tentativo di sterminio delle forze di opposizione.

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