Cinque squadre in quattro punti: Inter battuta dalla Lazio, le altre vincono tutte, Juve sprint a – 3 dalla vetta

Cinque squadre in quattro punti: Inter battuta dalla Lazio, le altre vincono tutte, Juve sprint   a – 3 dalla vetta

Classifica corta. A due giornate dal giro di boa, l’alta classifica si va delineando per il rush finale che, a metà gennaio, consacrerà la squadra campione d’inverno; allo stato, tutto è possibile perché, con sei punti ancora in palio, e con cinque posizioni racchiuse nell’esiguo spazio di quattro punti, per chiunque è lecito sperare. Con una classifica rabberciata e affollata ma pretenziosa, il campionato è privo di un padrone assoluto perché l’Inter, facendosi superare dalla Lazio, ha dimezzato quello che avrebbe potuto e dovuto essere il vantaggio per una fuga e, pur rimanendo in testa, sente incombente il fiato di Napoli e Fiorentina (-1) e, soprattutto, l’arrivo, sempre più ingombrante, della Juve (-3); la Roma (-4) è solo quinta in questa mini graduatoria.

Lazio, che colpo. Pochi avrebbero ipotizzato che una Lazio, riveniente da sette giornate senza vittorie, avrebbe sbancato s. Siro dopo che l’Inter, col sonoro successo di Udine, aveva dato l’impressione d’aver imbroccato la strada giusta per involarsi. Questo sorprendente risultato, più che per meriti della squadra di Pioli, è maturato per due accertate concause: la prima, le discutibili e decisive scelte effettuate da Mancini che, cambiava formazione iniziale e schema lasciando fuori Ljajic e Brozovic, cercando di rimediare quando era troppo tardi; la seconda, la estemporanea, duplice, pazzia di Felipe Melo il quale, prima provocava un rigore mastodontico, sulla cui ribattuta Candreva confezionava la decisiva doppietta e, poco dopo, si faceva espellere per un fallaccio degno delle sue violenti specialità. Mancini attribuiva la sconfitta solo a queste “cavolate” eludendo i suoi errori fra i quali è da ascrivere non solo quello d’aver mandato in campo Felipe Melo ma di non averlo sostituito per tempo prima che combinasse il disastro. Brutto Natale in casa interista per quello che poteva essere e non è stato. Per la Lazio, troppa grazia a s. Siro per sé e per le altre squadre, però, i tre punti sono troppi per quanto mostrato dall’undici di Pioli, forse un pari avrebbe meglio rispecchiato il tutto.

Fiorentina reazione immediata. Dopo la secca sconfitta contro la Juve, la Viola, col Chievo si è subito ripresa tornando a vincere e a convincere, grazie, soprattutto, al giovanissimo Bernardeschi, ormai osservato dai maggiori club esteri, e alle altre due punte Kalinic e Ilicic, bravi a concretizzare le genialità del folletto toscano. Un buon Natale sull’Arno per la Fiorentina, all’unanimità, meritatamente seconda.

Napoli H & H. Il Napoli passa a Bergamo alla grande grazie alla tripletta della splendida accoppiata Higuain & Hamsik, deludendo quelli che, dopo due giornate di secca, già parlavano di crisi; e le reti potevano essere quattro se Marekiaro Hamsik non avesse fallito il secondo rigore. Rilancio Napoli con Higuain capocannoniere (16 gol in 17 partite) che ha già fatto il vuoto nella classifica dei bomber.

La Roma salva Garcia. Col Genoa, bisognava assolutamente vincere, dopo l’umiliante eliminazione dalla Coppa Italia per mano di una squadra di B, e la vittoria è arrivata, importante per la classifica, salutare per rasserenare almeno in parte l’ambiente, decisiva per salvare la panchina di Garcia che, comunque, rimane sotto osservazione. La Roma ha mostrato ancora i suoi limiti ma, stavolta, vengono mascherati dai tre punti e, per ora, può bastare. Sosta natalizia propizia per ricaricare le cartucce magari anche sul mercato di riparazione.

Prorompente Juve. Se la vetta è in mano ad una zoppicante Inter, il cuore del campionato batte forte per una Juventus che, dopo il settimo sigillo di vittorie, è rientrata a pieno titolo nel gruppo che le compete ed è ad appena tre lunghezze dal primo posto. Anche se a Modena col Carpi è apparsa, a tratti un po’ svagata, facendo arrabbiare non poco Allegri (ci ha rimesso una giacca) la vecchia signora è riuscita a portare a termine una sofferta vittoria che le ha consentito di consolidare una rimonta alla quale solo alcune settimane fa in pochi davano credito. Aggancio alla vetta più che possibile, anzi, di questo passo, più che probabile.

Milan, solo nella ripresa. Dopo i primi 45’, col Frosinone in vantaggio, per un brutto Milan si era presentato uno spettro ancora peggiore di quelli già intravisti con Verona e Carpi ma, al rientro in campo, una rabbiosa reazione in soli 5’, il Diavolo capovolgeva il risultato ridando fiato a quella vittoria, indispensabile per consentire a Mihajlovic di mangiare il panettone milanese serenamente, per non farsi staccare ulteriormente dalle squadre di testa e per ridare credibilità ad una squadra e a una società che, nonostante quanto espresso finora, aspirano sempre a rientrare in Europa. Solite ombre e speranzose luci nell’esibizione rossonera in Ciociaria: la difesa traballante che, almeno in questa partita, si riscatta segnando due gol riparatori di altrettante distrazioni, fra le negatività, la determinazione e la compattezza manifestata nel voler vincere, riuscendoci ottimamente, fra le positività. Dopo questo dovuto e indispensabile successo contro la terz’ultima, si preparino i fan rossoneri alle puntuali dichiarazioni trionfalistiche del duo Berlusconi-Galliani circa un Milan lanciatissimo, l’Europa all’orizzonte e i soliti bla bla di rito…… Peccato che la strada sia ancora molto lunga e che davanti ci siano ben cinque squadre a lottare per i medesimi traguardi.

Le altre. Strepitoso Empoli, alla quarta vittoria consecutiva, che frena un Bologna in risalita raggiungendo una media migliore di quella dell’era Sarri. Rinasce l’Udinese che va a vincere in casa del Torino, ancora sotto choc per l‘eliminazione poker in Coppa Italia da parte della Juventus. Altrettanto fa la Sampdoria battendo il Palermo il quale, per bocca di uno scatenato Zamparini, reclama la mancata concessione di ben tre rigori, dei quali, a dette delle moviole, almeno due erano netti. Il Sassuolo pareggia a Verona, in attesa di recuperare il match col Torino che, vincendo, lo porterebbe a scavalcare il Milan al sesto posto. Nelle zone basse, comincia a farsi critica la posizione del Genoa, alla quarta sconfitta consecutiva e ad appena due punti fuori dall’area di pericolo ma chi sta peggio di tutti è il Verona che continua a rimanere ultima e anche, e soprattutto, l’unica squadra a non avere mai vinto.

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