Higuain c’è ma il Napoli no, Inter solitaria in vetta, Fiorentina seconda, delude ancora la Roma, prosegue la rimonta della Juve, Milan deludente

Higuain c’è ma il Napoli no, Inter solitaria in vetta, Fiorentina seconda, delude ancora la Roma, prosegue la rimonta della Juve, Milan deludente

Classifica sconvolta. È stato sufficiente che il Napoli, contro ogni più pessimistica previsione, fosse sconfitto a Bologna, ed ecco che la testa della classifica ribaltasse le posizioni delle prime tre sulle quali ormai incombe una inarrestabile Juve.

Crac Napoli. Al vecchio Dall’Ara di Bologna, succede l’incredibile: a quattro minuti dalla fine la squadra di casa stravince (3-0) sul Napoli e solo la personale, rabbiosa reazione di Higuain, con due reti, riaccende la speranza fino all’ultimo secondo ma è troppo tardi per rimediare, fermando, così, il record di imbattibilità di 13 partite compresa l’Europa League. Dopo 20’ l’undici di Sarri era già sotto di due gol e in tanti hanno pensato che il momento no evidenziato nell’ultimo quarto d’ora con l’Inter stesse proseguendo anche in Emilia. Certo, qualche occasione da gol, prima del vibrante finale, non era mancata ai partenopei ma l’imprecisione dettata dall’ansia ha pesato molto sull’andamento dell’incontro nel corso del quale si è visto un gran bel Bologna che, grazie ad un ritrovato Destro, avrebbe potuto fare poker ad un Napoli, nettamente inferiore alle precedenti esibizioni. Alla fine Sarri se la prenderà con la classe arbitrale per la convalida di un gol forse in fuorigioco ma, al di là di quest’episodio, il tecnico toscano avrebbe fatto meglio a porsi la domanda: Napoli solo sbadato o anche sbandato? La risposta verrà dal prossimo incontro-scontro con la Roma.

Inter il massimo con il minimo. La vittima di turno dell’ennesimo 1-0 interista è stato il Genoa battuto con un gol di Ljajic che, una volta tornato titolare, ha messo in mostra quelle qualità che a Roma nessuno aveva ammirato; il serbo, accantonato ancora Icardi in panchina, di questo passo, potrebbe costituire la pedina vincente per rimanere ai vertici. Pur senza strafare, l’Inter è piaciuta e la tifoseria gongola per il primato.

Ottima Fiorentina. Dopo due pareggi la Fiorentina, in gran spolvero, liquida l’Udinese (3-0) inserendosi a pieno merito in seconda posizione. Prova davvero convincente quella della Viola che domenica sera si confronterà a Torino con la Juve in un incontro esame per entrambe.

Roma, una (giusta?) beffa. Roma, anzi Garcia, non ci siamo proprio: dopo tre partite senza vittorie (e non consideriamo la disfatta con Messi e c.) a Torino, nonostante un gioco incolore e senz’anima, la Lupa viene premiata dalla dea bendata a 7’ dal termine con una punizione di Pjanic che, complice la papera di Padelli, offre sul piatto d’argento una immeritata ma potenziale vittoria alla quale, però, dice no una discussa decisione dell’arbitro che concede un rigore che non c’è, pochi secondi prima del fischio finale. E, così, la Roma si ritrova ancora alla ricerca di se stessa con i borbottii sull’operato di Garcia che si fanno insistenti. Occasione perduta per acciuffare al terzo posto il retrocesso Napoli e presentarsi sotto il Vesuvio, al prossimo turno, in ben altra posizione e con un morale risollevato, in un momento particolare, considerato come intermezzo un mercoledì decisivo col Bate Borisov per la qualificazione in Champions. Una settimana cruciale in casa romanista.

La Juve verso l’alto, la Lazio sprofonda. Contro una derelitta Lazio (5 sconfitte e una vittoria nelle ultime sei giornate, una media da retrocessione sicura), la Juve ha conquistato la quinta vittoria consecutiva guadagnando ancora punti, stavolta su Napoli e Roma, questa, ormai, distante di un solo punto. Nell’ultimo mese, delle prime cinque, nessuna come la Juve, non solo per vittorie conseguite ma anche per gol fatti e subiti. La Lazio persiste nella sua ermetica crisi, con Pioli in grande confusione, con giocatori avulsi e svogliati e con la tifoseria che dopo aver taciuto ha ripreso a rumoreggiare. Tempi veramente duri per Lotito, Tare e Pioli.

Altalena Milan. È Il solito Milan che, quando deve sfoderare il colpo d’ala per decollare, quando gli tocca confermare qualche prestazione buona o passabile, ecco che s’inceppa, sprofondando in quel grigiore generale che, anche in questo campionato, è tipico del vecchio Diavolo che riesce a farsi mettere sotto anche da una matricola che naviga nei bassifondi. Stavolta è toccato al piccolo e simpatico Carpi rimediare, oltre al punto, anche un figurone contro un avversario del quale il migliore è risultato il portiere e questo la dice lunga sull’esibizione dell’undici rossonero. Se si perdono punti con le piccole, il fatidico terzo posto continua ad essere un’utopia, nonostante i tanti sbandieramenti dirigenziali e tecnici.

Le altre. Significativa vittoria del Sassuolo che affossa a Marassi una Sampdoria non ancora miracolata da Montella, riscattando, così, l’eliminazione in Coppa Italia per mano del Cagliari. Altro nuovo allenatore nell’occhio del ciclone è a Palermo il povero Ballardini che ha rimediato con l’Atalanta una secca sconfitta che ha ulteriormente fatto aumentare il rimpianto per chi l’aveva preceduto, quel Iachini troppo affrettatamente messo alla porta dal vulcanico Zamparini. Molto grave la sconfitta casalinga del Frosinone ad opera del Chievo, diretto concorrente per la salvezza e lo stesso dicasi per il Verona, altra compagine alla quale a nulla è servito il subentro di Del Neri al posto di Mandorlini, dopo essere stata superata al Bentegodi dall’Empoli che si è insediato nella parte sinistra della classifica, ossia, almeno per ora, ben lontano dalla zona calda, nella quale a ridosso del terz’ultimo posto, nello spazio di due punti, ci sono ben cinque squadre. Come per lo scudetto, anche per la salvezza, il campionato si fa sempre più appassionante.

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