Salario accessorio, il Governo cancella l’emendamento sblocca-salario. Fassina: “Ostilità del Governo. Umiliati 3 milioni di lavoratori”

Salario accessorio, il Governo cancella l’emendamento sblocca-salario. Fassina: “Ostilità del Governo. Umiliati 3 milioni di lavoratori”

Salario accessorio dei dipendenti pubblici, punto e a capo. Quello che era auspicabile da parte dei Sindacati, ovvero l’ipotesi di accordo su un tema cruciale per le buste paga dei lavoratori del pubblico impiego, è venuto meno. Ad annunciarlo, Stefano Fassina, deputato di Sinistra Italiana che denuncia quanto avvenuto in queste ore: “Bocciato da Partito Democratico e maggioranza, con il parere negativo del governo, l’emendamento per sbloccare il salario accessorio dei dipendenti del comune di Roma. Un atto grave che conferma l’ostilità del Governo e del Pd verso Roma e i dipendenti pubblici, considerati in modo indifferenziato come fannulloni e zavorra di cui liberarsi. Dopo aver umiliato oltre 3 milioni di dipendenti pubblici con 200 milioni di euro per il rinnovo di contratti fermi da sei anni – prosegue l’esponente della sinistra –  Governo e Pd hanno detto no a un intervento senza oneri aggiuntivi di finanza pubblica finalizzato a rimuovere gli ostacoli normativi all’erogazione di una parte di retribuzione, in media di circa 200 euro mensili Nonostante la bocciatura degli emendamenti sui lavoratori e le lavoratrici delle pubbliche amministrazioni, la nostra iniziativa in Parlamento va avanti perché la valorizzazione del lavoro è condizione necessaria per la riqualificazione dei servizi pubblici a cittadini e imprese. Nei prossimi giorni – conclude Fassina –  incontreremo le rappresentanze sindacali dei lavoratori capitolini per verificare tutte le possibilità per sbloccare il salario accessorio.

E i sindacati si preparano alla mobilitazione

La giornata si era aperta con i timori dei segretari locali di Cgil Cisl e Uil di Roma Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini che hanno seguito molto da vicino nei mesi scorsi la vicenda dei dipendenti comunali. I rappresentanti locali della Funzione Pubblica avevano messo in guardia da una possibile decisione negativa: “Se fosse confermata questa ipotesi, sarebbe chiara la scelta del Governo di abbandonare Roma e i romani al proprio destino, perchè le ricadute sui servizi pubblici saranno inevitabili. Dopo il drammatico epilogo e i grossolani errori della Giunta Marino, ci saremmo aspettati degli sforzi concreti per sostenere il Commissario Tronca”.

I dipendenti del Comune di Roma perdono ormai ogni mese cifre che si aggirano e a volte superano i 200 euro. Secondo i sindacati la mancata decisione è ancora più grave in un momento come questo: “Pensare di affrontare in questa situazione la gestione di una Capitale e di eventi come il Giubileo sarebbe da irresponsabili. Paradossale poi che si parli di limitare gli scioperi mentre si maltrattano i lavoratori dei servizi pubblici. Oltre ad essere sbagliato sarebbe un brutto segnale di restringimento degli spazi di democrazia. I lavoratori sono esasperati: perdono il salario mentre vedono squalificare e impoverire il proprio lavoro, con cittadini comprensibilmente insoddisfatti”.

Intanto sindacati e Sinistra si attrezzano per dar vita a una risposta: “La nostra iniziativa in Parlamento va avanti – ha detto Stefano Fassina – perchè la valorizzazione del lavoro è condizione necessaria per la riqualificazione dei servizi pubblici a cittadini e imprese. Nei prossimi giorni incontreremo le rappresentanze sindacali dei lavoratori capitolini per verificare tutte le possibilità per sbloccare il salario accessorio”. Dal canto loro i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno rimarcato l’esigenza di un rinnovato confronto in Campidoglio: “Aspettiamo di incontrare il Commissario Tronca cui abbiamo chiesto un incontro urgente” hanno dichiarato alla vigilia del voto in commissione. “Torneremo a mobilitarci e a scioperare con più forza del passato”.

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