La Cgil sceglie la strada della ‘contaminazione’ con i professionisti (architetti, avvocati …). Nasce la Consulta

La Cgil sceglie la strada della ‘contaminazione’ con i professionisti (architetti, avvocati …). Nasce la Consulta

La Consulta dei professionisti della Cgil è nata nel 2010 per innovare e per collegare il sindacato con diverse associazioni di professionisti tradizionalmente distanti dalle attività di Corso d’Italia. Cristian Perniciano è nuovo responsabile della Consulta e, a suo avviso, “anche se passi avanti in questi anni ne sono stati fatti, quella esigenza è ancora viva”. Lo ha detto lui stesso, ai microfoni di Italia Parla su RadioArticolo1.

“In questi anni, il lavoro autonomo, il lavoro professionale, il lavoro dei freelance è cambiato – ha continuato -. I lavoratori sono cambiati. Non sono più il vecchio avvocato o il notaio, o il grande architetto, che hanno incassi molto alti. In realtà, sono sempre più spesso persone che hanno un lavoro precario e che lavorano in maniera saltuaria, e soprattutto con redditi più bassi. Quindi sono sicuramente lavoratori che hanno bisogno del sindacato. La Consulta cerca di incontrare le associazioni dei professionisti per avvicinare il sindacato ai problemi di questi lavoratori e per contaminare il sindacato con le loro esigenze, con le loro storie, con la loro vita.”

Un altro obiettivo della Consulta, secondo Perniciano, “è far entrare la confederalità tipica del sindacato in questo mondo facendolo uscire dal loro modo di organizzarsi spesso un po’ troppo corporativo, e per far capire loro che uniti si può ottenere sicuramente molto di più. Di questo circolo di contaminazioni continua a vivere la Consulta delle professioni”.

Ad aprile una ricerca sui professionisti svolta dall’Associazione Bruno Trentin, in collaborazione con la Consulta ha scattato una fotografia nitida di questo mondo. “Estenderemo quella ricerca – assicura il funzionario Cgil -, abbiamo chiesto alle associazioni se hanno la necessità di analisi centrate sulla loro professione, e in molti ci hanno già risposto. I dati che sono emersi da quel rapporto, però, ci parlano già di una buona fetta persone che vogliono continuare a essere lavoratori autonomi. Abbiamo scoperto che ci sono molti lavoratori autonomi a basso reddito che ciononostante non voglio diventare dipendenti, che voglio rimanere professionisti ma con più tutele, più garanzie e compensi più alti”.

Tra l’altro, la 
legge di stabilità 2016, ha portato delle novità anche nel settore delle professioni. “Premettendo che il nostro giudizio come Cgil resta negativo, perché quel testo non fa altro che aggravare la stagnazione già in atto, individuiamo però alcuni elementi positivi proprio per ciò che riguarda i professionisti. Il blocco dell’aliquota e un nuovo regime dei minimi più appropriato sono infatti richieste che la Consulta ha già avanzato da diversi anni. E poi, nel collegato, c’è un avanzamento in merito all’indennità di maternità, al recupero dei crediti, alla malattia grave. Insomma ci sono dei passi avanti. Non è abbastanza, perché mancano ancora tante cose, ma se dobbiamo dare un giudizio in merito ai provvedimenti del governo per professionisti e free lance, li possiamo definire positivi”.

Il prossimo direttivo della Cgil avrà all’ordine del giorno il nuovo Statuto dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, e quello sugli autonomi è forse l’aspetto più innovativo della proposta avanzata del sindacato. “Una bozza della carta universale dei diritti dei lavoratori è stata già consegnata alle associazioni della Consulta  – conclude Perniciano – e i giudizi, ovviamente parziali perché si tratta di una bozza, sono stati entusiastici. Il fatto che il sindacato si occupi anche dei diritti e delle tutele di cui necessitano i lavoratori autonomi è per loro un grandissimo passo avanti, un passo che accolgono con grande piacere. Noi crediamo che l’investimento del sindacato in questo nuovo Statuto sia importante, e dimostra che la Cgil, questo vecchio sindacato che si occuperebbe soltanto dei pensionati e dei dipendenti ipertutelati, vuole in realtà occuparsi di tutto il mondo dei lavoratori, di tutti i lavoratori, a prescindere dalla loro forma contrattuale.”

da rassegna.it

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