Padoan: la ripresa non accelera. Ci ripensa: la ripresa si rafforza. Draghi taglia la testa al toro: Italia fanalino di coda, precari il 63% dei nuovi assunti

Padoan: la ripresa non accelera. Ci ripensa: la ripresa si rafforza. Draghi taglia la testa al toro: Italia fanalino di coda, precari il 63% dei nuovi assunti

Confindustria. Il  Centro studi di Confindustria afferma che “l’economia italiana anziché accelerare, sta rallentando”. Lo scenario economico “è preoccupante perché il mancato decollo della ripartenza resta un vero rebus”.

Padoan 1. Condivide l’analisi di Confindustria e ammette le difficoltà: “C’è una ripresa, ma debole, non un’accelerazione – afferma il ministro per l’Economia – viviamo in un mondo post recessione e io sono tra quelli che ritengono che l’ipotesi di stagnazione secolare non sia così peregrina. Dobbiamo sostenere gli investimenti e il governo cerca di accelerare quelli pubblici”. “Ma il problema sono le risorse e i meccanismi. Il governo è impegnato ad accelerare le procedure di investimento pubblico, anche quello cofinanziato, anche perché è il modo di usufruire delle clausole per gli investimenti”.

Padoan 2. “Continua l’azione del governo – dice – a sostegno della crescita e dell’occupazione in un quadro di progressivo consolidamento della finanza pubblica per il 2016”. Parla di una ripresa dell’economia italiana che si sta rafforzando. “Se guardiamo a 12 mesi fa, la situazione è radicalmente diversa – afferma – occorre ora rendere la ripresa robusta per trasformarla da ciclica a strutturale”.

Delrio. Gli viene chiesto a proposito di “stagnazione secolare” di cui ha parlato Padoan se condivide questa visione abbastanza fosca. “La previsione che abbiamo per l’anno prossimo – risponde il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti – è una previsione che il ministro ha confermato. Il quadro generale dell’economia mondiale mostra dei segni di rallentamento dei paesi emergenti che il nostro export ha un po’ sofferto. Questo ha probabilmente indotto Padoan a dire questa frase. C’è della realtà. In un contesto che potrebbe diventare più difficile va detto che noi dobbiamo mettere più energia”. Evita di rispondere, richiama la posizione ufficiale del governo, il Padoan 2 che parla di rafforzamento della ripresa. Sempre Delrio afferma che “dobbiamo fare le cose che permettono alla ricchezza del paese di prodursi. Cioè aumentare i consumi da un lato e gli investimenti dall’altro. Le misure fatte per aumentare i consumi sono quelle che conoscete: gli 80 euro in busta paga e la riduzione delle tasse. Per gli investimenti ci sono numerose misure. E parla di un pacchetto di misure per la casa che non c’è mai stato prima”.

Delrio. Il decreto sulle banche farina del sacco del ministro dell’economia

La confusione nel governo regna sovrana.  In particolare il ministro Padoan come si evince dalle due dichiarazioni dice e si contraddice. Esce allo scoperto quando Confindustria rende noti i dati preoccupanti forniti dal suo Centro Sudi. Non è uno scherzo affermare che l’economia italiana sta rallentando e di fronte ai numeri non si può barare. Padoan conosce bene la situazione ma deve fare poi marcia indietro perché così funziona il governo, il consiglio dei ministri non discute quasi, le misure vengono confezionate all’esterno, nei singoli ministeri su indicazione vincolante del presidente Renzi, il quale riceve l’input dai suoi “esperti” economici. Si racconta che il decreto “salva banche” sia stato approvato in meno di mezzora. Sempre Delrio su questo decreto, quasi a lavarsene le mani, afferma che è farina del sacco di Padoan. “C’è stata una lunghissima discussione del ministro dell’economia con l’Europa – dice – e alla fine ci ha proposto di adottare questa soluzione”.

Il presidente della Bce smentisce il trionfalismo di Renzi.  La Grecia meglio dell’Italia

Draghi. È il soggetto che facciamo scendere in campo per ultimo perché è quello che per quanto riguarda l’economia europea dice l’ultima parola. E nei confronti dell’Italia il presidente della Bce non è stato proprio tenero. Anzi, smentisce le ultime stime messe insieme dall’Istat  secondo cui tutto procede bene, l’Italia marcia come un treno superveloce. Ci crede solo il ministro Poletti che tirando a sorte  fra i tanti numeri che l’Istituto di statistica ammucchia, scopre che ogni mese ci sono centinaia di migliaia di posti di lavoro in più, che ormai la ripresa è consolidata. Lo dice anche il Padoan 2 che smentisce il Padoan 1 il quale a sua volta smentisce Confindustria. Si racconta che Mario Draghi ogni volta che gli vengono fatte conoscere le dichiarazioni di Renzi, di Padoan, di Poletti, non le commenta, basta lo sguardo, dicono i suoi collaboratori. Accade così che il bollettino della Banca centrale metta le cose al posto giusto, tanto che Repubblica, sempre più “tenera” nei confronti del governo del fiorentino titola: “Draghi duro con l’Italia. Occupazione al palo. Grecia meglio di voi”. Si legge che “2 su 3 sui nuovi posti di lavoro sono precari o a tempo determinato o stagionale. Ancora l’occupazione è al palo, in Europa invece aumenta. La Grecia ha fatto meglio di noi. Si parla di Italia che si muove a passo di lumaca” mentre Germania e Spagna hanno contribuito per quasi due terzi all’aumento del numero degli occupati. Anche l’occupazione femminile frena.

Camusso: il governo non ha il coraggio di confrontarsi con la realtà

Sempre il Bollettino Bce fa sapere che  il tasso di disoccupazione  sia in Italia che in Europa rimane elevato.  Sette milioni di persone lavorano a tempo pieno, sei milioni di lavoratori hanno rinunciato a cercare un lavoro. Dice il Bollettino che per tornare ai livelli precrisi ci vorranno molti anni. In Italia ancora di più. Conclusione: una netta smentita dei toni trionfalistici di Renzi e soci che viene non dai “gufi” ma dal Bollettino Bce, la Bibbia dell’economia. Commenta Susanna Camusso, segretario generale della Cgil: “Questo accade quando si fanno i provvedimenti avendo la presunzione di conoscere e non avendo, come fa il governo, il coraggio di confrontarsi con la realtà”.

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