Natale in grigio. Spese per i regali ancora in calo. Non c’è ripresa economica. Il 2016 porterà una nuova stangata per le famiglie. La denuncia di Federconsumatori e Adusbef

Natale in grigio. Spese per i regali ancora in calo. Non c’è ripresa economica. Il 2016 porterà una nuova stangata per le famiglie. La denuncia di Federconsumatori e Adusbef

È stato in silenzio per un giorno, o giù di lì, poi Renzi Matteo non ha resistito e se ne è venuto fuori con una e-news diffusa ai giornali in cui racconta di quanto sia stato bravo lui e il governo che dirige. La crisi non c’è più, i cittadini hanno ripreso a spendere, comprano e mangiano pranzi  e cene luculliani. Gli hanno dato una mano Codacons e Coldiretti. E gli scriba hanno abboccato, hanno preso per buoni alcuni dati diffusi dalle due associazioni, in particolare dalla prima. Codacons non ha dubbi. Per la prima volta dopo 8 anni i consumi degli italiani legati alle festività natalizie sarebbero tornati a registrare il segno positivo, con una crescita complessiva del +3% rispetto allo scorso anno e un giro d’affari che ha raggiunto quota 10,1 miliardi di euro. La pensano diversamente Federconsumatori e Adusbef . Da una primissima elaborazione dell’Osservatorio di cui dispongono risulta che le spese natalizie sono diminuite dell1%. Unanime invece una previsione che non verrà accolta molto bene dagli italiani e smentisce l’ottimismo di Renzi Matteo. Federconsumatori e Adusbef prevedono un aumento delle spese per le famiglie pari a  725 euro l’anno. Codacons, meno pessimista, ma pur sempre sono soldoni, parla di un aumento di circa 551 euro a famiglia.

Raccontiamo nei dettagli la “cronaca” delle spese natalizie. Le elaborazioni ottimiste di Codacons vanno bene a Renzi       

Partiamo da Codacons. A tirare la volata ai consumi di Natale, +3%, sarebbero stati i regali, il settore della casa, i giocattoli, l’hi-tech e, soprattutto, gli alimentari, l’abbigliamento. Insomma tutti i settori più importanti, tipici delle spese natalizie. Per cenoni e pranzi sarebbero stati spesi  2,8 miliardi di euro, con una crescita del +5% sul 2014. Secondo Coldiretti, sarebbero stati 2,2 miliardi di euro. La nota stonata è rappresentata invece dal settore viaggi, a causa di un sensibile calo delle prenotazioni di vacanze o brevi soggiorni all’estero da parte degli italiani, determinato dalla paura di attentati dopo i gravi fatti di Parigi. Codacons addirittura, a tempo di record, ha individuato anche la spesa pro capite, 168 euro “meglio delle aspettative – dice la nota dell’associazione – tanto da smentire i soliti corvi”. Una assonanza con i “gufi”  del vocabolario renziano. Il presidente di Codacons, bontà sua, afferma che la “differenza di spesa rispetto al periodo pre crisi è ancora molto elevata. Nel 2007 ‘l’effetto Natale’, ossia i maggiori consumi per spese natalizie effettuate nel mese di dicembre presso negozi, grande distribuzione e centri commerciali, è stato pari a 18 miliardi di euro”. Ci farebbe piacere, però, conoscere in  base a quali sondaggi, quali fonti, sono stati elaborati i numeri resi noti. Con una rapidità eccezionale, troppo eccezionale. Agli scriba che subito hanno diffuso le liete notizie ad uso e consumo di Renzi non è venuto  alcun dubbio sulla elaborazione che ha messo insieme solo numeri in positivo.

Federconsumatori e Adusbef. Non ci sono progressi rispetto all’anno che se ne va. Per i regali -1,6% 

Federconsumatori ed Adusbef  hanno invece stilato un “primissimo bilancio” delle spese per i regali natalizi basato sui dati dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori, reinterrogando il proprio campione e“rielaborando tutti i dati pervenutici, dati che sono molto differenziati per aree territoriali e che saranno resi più compiutamente nei prossimi giorni. Purtroppo – afferma la nota delle due associazioni –  non confermiamo l’enfasi con cui sono state enunciate spese in netto aumento rispetto al 2014, soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia dove la desertificazione produttiva la fa da padrone”.

Ancora troppo elevata la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, la cassa integrazione cui si aggiunge il fenomeno negativo dello slittamento praticato da molte piccole e piccolissime imprese hanno erogato la tredicesima mensilità a causa di crisi del mercato e di relativa liquidità. Si parla perciò di un “Natale all’insegna della estrema prudenza e della sobrietà”. Questo primo consuntivo registra una situazione pressoché immutata rispetto allo scorso anno: “le spese esclusivamente per i regali di Natale sono scese del -1,6% rispetto al 2014 (percentuale fortemente condizionata dalla contrazione relativa al settore del turismo. Una convergenza realizzata tra tenuta di acquisti dei beni di mercato e una forte contrazione di servizi e beni turistici).

Ogni famiglia ha impiegato una cifra di circa 123,68 euro

La spesa che ogni famiglia ha messo in campo quest’anno quindi è stata di circa 123,68 Euro, pari ad un giro di affari di circa 3,09 miliardi di Euro. La tendenza rilevata registra una “chiusura su sé stesse” delle famiglie, che sono state più in casa, provocando così una forte caduta di presenze in ristoranti e pizzerie. Analizzando i singoli settori di mercato, scrivono Federconsumatori e Adusbef,   emerge che il settore alimentare è quello che ha conosciuto la crescita maggiore, dovuto anche a regali enogastronomici considerati di grande utilità: +3,6%. Il settore del turismo, invece, è quello che ha risentito la crisi peggiore: -14,7%. Gli altri settori, invece, hanno galleggiato su percentuali prossime allo zero”. Per una vera ripresa, affermano le due associazioni, sarebbe necessario agire concretamente sulla domanda interna, creando nuova occupazione e, quindi, nuovi redditi ed eliminando l’assistenza che le famiglie fanno a figli e nipoti disoccupati.

Andamento della spesa delle famiglie. Esclusivamente per i regali di Natale 2015

Editoria 0,3%
Elettronica di consumo 0,6%
Abbigliamento e calzature -0,4%
Mobili, arredamento per la casa, elettrodomestici -2,9%
Profumeria e cura della persona 0,1%
Giocattoli 0,4%
Alimentazione 3,7%
Turismo -14,7%
TOTALE  GENERALE             -1,6                                  

 

   

Aumenti 2016 delle spese per le famiglie. Rispetto alla stangata del 2014 si prevede un +725 euro

Gli aumenti previsti per il 2016 rispetto alla stangata del 2014 (immissione TASI ) si attesteranno a +725 Euro a famiglia (purché non scattino le clausole di salvaguardia IVA). Crisi e deflazione non interromperanno purtroppo effetti speculativi. Così Federconsumatori eAdusbef:“In una situazione come quella Italiana – scrivono le due associazioni – caratterizzata da una profonda crisi economica e da una forte deflazione, oltretutto in presenza di una forte contrazione dei prodotti petroliferi, la previsione di aumenti per il 2016 assumono se realizzati una connotazione speculativa, o derivanti da inefficienze di sistema (servizi pubblici), o ancora da inaccettabili incrementi di tassazioni dirette o indirettamente tramite ritocchi tariffari (in aziende partecipate) data l’abolizione della TASI”. Spaventano inoltre i possibili adeguamenti alle ricadute in ticket sanitari i tagli effettuati alla Sanità. Quindi a differenza degli scorsi anni gli aumenti, se operante un serio comportamento di verifica e controllo dovrebbero essere più contenuti. ( Infatti non sono previsti aumenti per costi bancari, e stabilità per i derivati del petrolio).

 PREVISIONI AUMENTI 2016                                   EURO ANNUI

 ALIMENTAZIONE                                                        126

ASSICURAZIONI AUTO                                                  12

TARIFFE AUTOSTRADALI                                            37

TRASPORTI                                                                       67

TARI                                                                                    31

TARIFFA LUCE+GAS                                                      71

TARIFFA ACQUA                                                             22

TARIFFE PROFESSIONALI-ARTIGIANALI            124

TARIFFE POSTALI                                                           13

PRODOTTI PER LA CASA                                               47

SCUOLA ( MENSE-LIBRI ECC.)                                    94

TICKET SANITARI                                                            81

TOTALE                                                                           +725

Se scattano le clausole di garanzia con aumenti IVA  sono da aggiungere altri 840 Euro in più a quelli già calcolati.

I calcoli del Codacons: per prezzi al dettaglio, tariffe, bollette una nuova stangata

Secondo Codacons nel corso del 2016, i cittadini dovranno mettere in conto una “stangata” pari a circa 551 euro a famiglia. Cresceranno prezzi al dettaglio, bollette e tariffe ma scenderanno carburanti, assicurazioni e canone Rai. La ripresa dell’inflazione, che secondo gli analisti dovrebbe attestarsi attorno all’1% nel prossimo anno, porterà le famiglie a spendere 298 euro in più per effetto della crescita dei prezzi al dettaglio, e 189 euro in più per la sola spesa alimentare. Aumenti che si ripercuoteranno anche nel settore della ristorazione (+26 euro). Cresceranno le tariffe per la raccolta rifiuti e i servizi idrici, per un totale di +137 euro a famiglia su base annua.

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