Leopolda. In attesa della scenografica apertura, Dario Nardella dà la linea. Polemiche a go go. Saviano contesta la Boschi

Leopolda. In attesa della scenografica apertura, Dario Nardella dà la linea. Polemiche a go go. Saviano contesta la Boschi

A poche ore dallo scenografico, e tartufesco, inizio della Leopolda renziana, è il sindaco di Firenze, Dario Nardella, molto vicino al premier, in un’intervista al Corriere della sera ad indicare “la linea”, suscitando una marea di polemiche, come era prevedibile, e previsto. Il sindaco Nardella, senza un minimo di decenza culturale e politica, avanza un cliché del renzismo (e per la verità, dell’intera antipolitica, da Grillo ai leghisti): “Lo schema della contrapposizione tra destra e sinistra non è più sufficiente a leggere il nostro tempo. Dobbiamo costruire un’alternativa del tutto nuova” ossia “un partito legato alla dimensione del governo, non della lotta. Vicino ai territori, in modo da suscitare nuove forme di partecipazione. E con un leader forte” e “Renzi ha l’età, la cultura e la determinazione per interpretare la leadership di questo progetto”. Noi lo diciamo da tempo che questa sarebbe stata l’ideologia del renzismo, quella dell’ordoliberismo, e Nardella lo conferma ampiamente. È l’ideologia anni Trenta della fine del conflitto sociale e della conquista del potere  a qualunque costo, sia a livello nazionale che a livello territoriale. Per questa ragione, occorre costruire un partito del leader che ne segua i dettami. È il capovolgimento della democrazia contemporanea, un ritorno al passato, altro che innovazione. Non è un caso, infatti, che Nardelli si spinga fino a bocciare la lettera dei sindaci di Milano, Cagliari e Genova per un rinnovato patto tra Sel e Pd. Secondo il sindaco di Firenze, che pensa in maniera tronfia e senza un briciolo di motivazione politica e culturale, di essere il campione della modernizzazione della politica, “pare la nostalgia per una restaurazione impossibile, almeno a livello nazionale. Lo dico anche da sindaco: a Firenze Sel vota contro pregiudizialmente sempre. Non so come possa riunire la sinistra. Quale sinistra, poi? Quella antisistema? La svolta di Tsipras dimostra che la scorciatoia dei populismi è sbarrata, ammesso che sia mai esistita. Quella socialdemocratica? Ma la socialdemocrazia in tutta Europa è alla canna del gas”. E aggiunge: “Si sta formando un’armata Brancaleone. Un’ammucchiata ‘tutti contro Renzi’. È un fronte vasto, che va da Fassina a Salvini, passando per Grillo e Brunetta. Se il Pd rispondesse schiacciandosi a sinistra, commetterebbe un errore fatale”, “dobbiamo essere centrali, non centristi. L’Italicum disegna un quadro bipolare. Da una parte ci sarà il polo Brancaleone, unito solo dall’ostilità al premier e dalla velleità pericolosa di portare l’Italia fuori dalla moneta unica e dall’Europa. Dall’altra parte ci sarà il partito della responsabilità e della fiducia nel futuro”. L’uscita di Nardella è stata ispirata da Renzi? Non lo sappiamo. Certo è che le reazioni non si sono fatte attendere e sono durissime.

La replica durissima di Miguel Gotor, senatore della minoranza bersaniana: “siamo in un film di Nanni Moretti?”

Miguel Gotor, importante esponente della minoranza bersaniana, si chiede se “siamo in un film di Nanni Moretti”. Il senatore della minoranza Pd pubblica anche il link a una celebre sequenza di ‘Ecce bombo’ di Moretti su “rossi e neri tutti uguali”. Gotor prosegue con la stessa durezza: “L’intervista di Dario Nardella di oggi ha il pregio di esplicitare e dare sostanza teorica al progetto di Matteo Renzi sul cosiddetto Partito della Nazione. Si tratta di un disegno sbagliato”. “Quel disegno è da contrastare da dentro e da fuori il Pd”, sostiene Gotor, “per due ragioni: anzitutto perchè tradisce la vocazione originaria del Partito democratico come soggetto riformista di centrosinistra con solide radici uliviste e un respiro civico, un’ispirazione storica che non si può pensare di rispolverare in modo opportunistico in occasione delle amministrative per poi rimetterla in soffitta come un’ingombrante anticaglia”. E infine, sottolinea Gotor, “perché ha degli inevitabili esiti moderati e trasformistici che, nell’immediato, servono a governare sfruttando tutti i forni possibili, ma in prospettiva stanno concimando il terreno alla destra e al Movimento 5 stelle. Non a caso, le due idee care a Nardella che destra e sinistra siano categorie ormai superate e che la posizione del Pd debba essere centrale, ma non centrista rappresentano due classici luoghi comuni dell’armamentario dialettico e propagandistico del moderatismo italiano, almeno – osserva – dagli anni Settanta in poi”.

Il sindaco di Bologna, Merola, reagisce stizzito contro Nardella, e ribadisce le ragioni della sinistra

Anche il sindaco di Bologna Virginio Merola trova che le parole e la “linea” del suo omologo fiorentino siano da criticare. Quella del Partito della nazione, dice Merola, “è un’idea che andrebbe spiegata un po’ meglio. Il Pd è nato per essere alternativo al centrodestra e per fare le riforme di cui l’Italia ha bisogno. Dire che sono superate destra e sinistra senza dire da che cosa sarebbe superata la loro visione mi sembra un’idea molto vecchia”. Merola, che ormai ha aderito al renzismo da tempo, e probabilmente sarà ricandidato per il secondo mandato a sindaco di Bologna, nonostante le tensioni a sinistra nel capoluogo emiliano, aggiunge: “Io penso che i valori della sinistra moderna possono e devono essere rappresentati dal Pd”, replica Merola: “Ci sono tutti i segnali in base ai quali c’e’ bisogno di una sinistra rinnovata e democratica, sennò ognuno si inventa il Partito della ‘Nazione’, il Partito del ‘Resto del Carlino’ e il partito del ‘Corriere’ – dice Merola con una battuta – ma, francamente, quello che contano sono gli ideali in base ai quali si fa politica e gli obiettivi che ci si pone”.

Roberto Speranza: “prospettiva inaccettabile” quella del Partito della Nazione

“Una prospettiva sbagliata e inaccettabile”, dice Roberto Speranza quando gli viene chiesto un commento alle parole di Nardella. Il sindaco di Firenze non è nuovo ad affondi di questo tipo. Nel mondo renziano il ‘compito’ di Nardella è spesso quello del pasdaran, di spingersi un po’ più in là, di anticipare i temi. Una dinamica nota anche alla minoranza dem che domani a Roma organizza una manifestazione per dire che, al contrario, il Pd deve restare “il cardine del centrosinistra”. Il fine settimana si preannuncia dunque vivace. E non solo dal punto di vista politico. A Firenze è stata data l’autorizzazione al sit in, davanti alla Leopolda, dei correntisti che hanno perso i loro risparmi a seguito del ‘salva banche’ e sta iniziando a salire l’attenzione su Maria Elena Boschi accostata, suo malgrado alla vicenda, per il ruolo di suo padre nei vertici di banca Etruria. Roberto Saviano ha dato il via alla cosa parlando di ‘conflitto di interessi’ e ‘problema politico enorme’. E nel Pd ci si aspetta che sia solo l’inizio.

Roberto Saviano lancia accuse pesantissime contro Maria Elena Boschi su “il Post”

Saviano ha scritto un velenoso editoriale sul quotidiano online “il Post”, fondato e diretto da Luca Sofri, in cui si legge: “Il conflitto di interessi del Ministro Boschi è un problema politico enorme, dal quale un esponente di primissimo piano del governo del cambiamento non può sfuggire. In epoca passata abbiamo assistito a crociate sui media per molto meno, contro esponenti di terza fila del sottobosco politico di centrodestra: oggi invece pare che di certe cose non si debba o addirittura non si possa parlare. È probabile che il Ministro Boschi non risponda come se il silenzio fosse la soluzione del problema. Ma questo è un comportamento autoritario di chi si sente sicuro nel proprio ruolo poiché (per ora) le alternative non lo impensieriscono. E se il Ministro resterà al suo posto, senza chiarire, la colpa sarà principalmente nostra e di chi, temendo di dare munizioni a Grillo o a Salvini, sta tacendo o avallando scelte politiche inaccettabili”. Un attacco in grande stile contro la ministra Boschi, al quale sicuramente qualcuno dovrà rispondere, se non dal palco della Leopolda, dai banchi del Parlamento.

Il commento del coordinatore di Sel, Fratoianni: “Nardella? Più chiaro di così…”

“Dopo molte discussioni mi pare che la risposta del Partito Democratico alla lettera dei sindaci sul centrosinistra la dia oggi Dario Nardella, sindaco di Firenze, autorevole esponente del Pd e molto vicino a Matteo Renzi, nell’intervista al Corriere della Sera: ‘Mi pare la nostalgia per la restaurazione impossibile. Lo schema destra-sinistra e’ superato. La formula e’ il Partito della Nazione’. Piu’ chiaro di cosi’…”. Lo dice Nicola Fratoianni, coordinatore nazionale di Sel.

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